Beat Saber ha molti punti in comune con Guitat Hero, sia per l’impostazione del suo game design, sia perché è un gioco musicale di quelli con cui si prende subito confidenza e da cui si fatica a staccarsi. Tuttavia il titolo dello studio cecoslovacco Hyperbolic Magnetism porta ad un nuovo livello questa riuscita miscela di aspetti, combinandoli in modo perfetto con la realtà virtuale i controlli di movimento.

Per giocare a Beat Saber bisogna non solo calarsi in capo il visore di Playstation VR, ma anche impugnare due move. Per chi è abituato a giocare solo con il joypad questa premessa potrà sembrare faticosa, implicando per giunta l’obbligo di utilizzare troppi dispositivi per quella che dovrebbe essere un’esperienza ludica semplice, diretta ed immediata. Tuttavia una volta superato il primo livello tutto questo non pesa, in quanto si è subito sviluppata una dipendenza. Le meccaniche che rendono Beat Saber così godibile si esprimono già nei primissimi minuti ed è amore “a prima partita”.
La premessa è facile a riassumersi: ciascun move rappresenta una spada laser di colore diverso (rosso e blu) , la quale è deputata a tagliare i cubi della tinta corrispondente al fine di considerare “preso” ogni passaggio musicale.
Lungo una specie di linea, che ricorda appunto lo scorrimento delle note lungo la chitarra virtuale di Guitar Hero, vediamo scendere i parallelepipedi con cui interagire, colpendoli con i move a mò di spada, tagliandoli in due con il giusto tempismo, ma facendo anche attenzione ad una serie di variabili.
Gli sviluppatori hanno infatti aggiunto diverse condizioni alternative per aumentare la difficoltà, come la direzione in cui effettuare il taglio, dei muri giganti da schivare spostando il visore VR in tempo reale e altro ancora. Il risultato concorre quindi a non rendere mai monotone le partite e tenere sempre il giocatore sulle spine, man mano che si procede con il gioco e ci si impratichisce.
Una volta fatte proprie le poche, semplici, regole, Beat Saber può diventare quel tipo di passatempo sempre adatto ad una partita sporadica per ricava anche solo da pochissimi minuti di divertimento.

La grafica si mantiene sul minimale e l’aiuto dato dalla realtà virtuale è palpabile solo in alcuni momenti, quando per esempio i cubi si avvicinano di più o quando bisogna schivare i muri, conferendo un effetto di vicinanza accentuato rispetto agli oggetti. L’insieme generale resta di impatto, grazie ad un’estetica che echeggia alle atmosfere da fantascienza alla Tron, dove una tinta nera imperante viene interrotta solo dalla bicromia blu/rosso , accesa al punto da diventare quasi luminosa e fluorescente.
Ciò che fa davvero il lavoro più grosso è però la colonna sonora, come lecito aspettarsi da questo genere di giochi. Conformemente con l’aumentare della velocità, aumenta anche il ritmo delle tracce audio, le quali offrono sonorità prevalentemente elettroniche per meglio scandire il tipo di tempo musicale che possa conciliarsi con la giocabilità e la curva di difficoltà. Saltuariamente sono presenti anche tipologie e ibridazioni sonore diverse, per mantenere un minimo di varietà, ma la prevalenza elettronica finisce per non essere tanto una scelta stilistica musicale, quanto una dettata da esigenze di conciliare audio e giocabilità in modo perfettamente funzionale. Pertanto qui non ci troviamo di fronte un comparto audio che ha sola funzione di contorno per la direzione artistica, quanto di complemento per il game design.

Tra i difetti bisogna citare una calibrazione della sfida alquanto carente, in cui alcune tracce andranno superate con requisiti a dir poco impegnativi al punto da diventare frustranti, mentre altre invece scorreranno in modo talmente semplice che ci si potrà persino concedere il lusso di azzardare qualche passo mentre si colpiscono i cubi, per quanto le cose saranno facili.
Il numero di brani inoltre non è molto elevato, pertanto bisognerà presto espandere il giradischi virtuale interno al gioco con altri vinili, rilasciati sotto forma di DLC, acquistabili sia singolarmente, che in pacchetti con più canzoni. Di questi però può facilmente lasciare interdetti la scelta tematica, in quanto, al momento, ne sono presenti due: uno contenente delle tracce omogenee a quelle già presenti nel gioco, ad opere di vari compositori, mentre un’altro con solo brani del gruppo Imagine Dragons, risultando forse sin troppo specifica. Sarebbe stato forse meglio espandere il gioco base in modo più variegato, pertanto gli utenti in cerca di nuove tracce da aggiungere potrebbero  ritrovare la loro scelta  ristretta ad una sola delle due espansioni, qualora non abbiano una preferenza per un gruppo in particolare.

Pro

  • immediato, coinvolgente e divertente
  • uso del move molto calzante per un gioco musicale

Contro

  • poche tracce presenti nel gioco base
  • curva di difficoltà talvolta frustrante o tarata male

Versione Provata: Playstation 4 – VR

Voto: 8

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