L’Italia ha imboccato una strada insidiosa e che determinerà un problema serissimo per le nuove generazioni. Il sistema pensionistico italiano è al collasso.
In Italia si è lavorato tanto e oggi la vecchia guardia, giustamente, si gode delle laute pensioni. Le nuove generazioni stanno raccogliendo le briciole lasciate da nonni e poi dai genitori che oramai sono vicini alla pensione. In meno di 25 anni passeremo dai 16 milioni di pensionati attuali a 25 milioni. Nonostante l’età lavorativa si sia dilatata, con il gap anche demografico delle nuove generazioni, si è arrivati a una prospettiva nefasta sulle pensioni. I motivi? C’è uno sbilanciamento di 150 mila unità che nel 2030 sarà di 300 mila.
La percentuale di pensionati rispetto ai lavoratori passerà dal 37% di oggi al 65% nel 2040. Un numero impressionante che dovrebbe, in teoria, lasciare spazio alle nuove leve. In realtà l’industria nel Belpaese sta vivendo una delle fasi più difficili di sempre. Il livello di disoccupazione è tra i più alti d’Europa, e in base i dati raccolti ad agosto 2025, il numero di disoccupati in Italia è di circa 1,531 milioni, con un tasso di disoccupazione del 6%.
Poi vanno considerati i neet che sono giovani che non studiano, non lavorano e non seguono corsi di formazione. Spesso passano il tempo giocando ai videogame e scrollando i social. In Italia sono oltre 2 milioni, pari a circa il 15,2%, nella fascia dei giovani tra i 15 e i 29 anni. Se si allargasse la ricerca sino ai 34 anni, il numero salirebbe a oltre 3 milioni, con un’incidenza del 24%. In sostanza c’è un motore potente che si sta spegnendo andando in pensione, e uno giovane che non si accenderà.
Gli effetti negativi sul sistema pensionistico
Se già oggi per milioni di italiani, a causa del caro vita, le pensioni non bastano per coprire tutte le spese, figurarsi tra qualche anno cosa accadrà. L’INPS, quindi l’esistenza della previdenza pubblica, è a rischio. La stessa INPS in un’intervista alla Stampa ha affermato: “Qualche problema potrebbe esserci fino al 2032, poi andrà meglio perché il sistema sarà tutto contributivo”.

Nei prossimi 10 anni la situazione è preoccupante. L’allarme potrebbe cessare definitivamente nel 2048, per procedere poi nel tempo a stabilizzarsi fino al 2060, sempre che le casse dell’INPS resisteranno all’apocalisse che attende il Paese nei prossimi anni. L’INPS potrebbe non riuscire a garantire l’assegno pensionistico a tutti perché proprio nel 2030 cominceranno ad andare in pensione i cosiddetti “baby boomers”, un esercito di milioni di italiani, nati in un periodo florido e che non hanno avuto troppi problemi a trovare un lavoro stabile anche con un semplice diploma.
