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Psychonauts è nato da un trip sotto allucinogeni in Full Throttle

Lo rivela Tim Schafer.

Il noto portale GamesRadar ha rivelato un aneddoto piuttosto interessante riguardante lo sviluppo del primo capitolo di Psychonauts, titolo questo che ha preso forma nella mente di Tom Schafer durante la realizzazione di Full Throttle. Infatti proprio il protagonista di questo gioco avrebbe dovuto affrontare un sogno nel deserto in seguito al consumo di allucinogeni, nello specifico ci stiamo riferendo al peyote.

Questa idea iniziale è stata poi scartata, ma non completamente rimossa dalla mente del buon Schafer visto che è stata praticamente la base del folle ed irriverente platform di cui vi abbiamo parlato poco sopra in questo articolo. A svelare questo particolare inedito sullo sviluppo del titolo è stato lo stesso Tim Schafer, nel corso di una nuova intervista con il numero 228 della rivista Retro Gamer.

Difatti proprio in queste occasione il game director ha rivelato che avrebbe voluto inserire all’interno dell’avventura grafica del 1995, Full Throttle, una sezione dove il protagonista Ben avrebbe dovuto affrontare un sogno composto da posti incredibilmente strani e psichedelici, viaggio questo nato in seguito al consumo di allucinogeni nel bel mezzo di un deserto.

L’idea di cui sopra però venne poi cancellata perché ritenuta non idonea alle atmosfere presenti nel gioco, con Tom Schafer che a quel punto ha deciso nel corso del 2005 di renderla il cuore principale di Psychonauts.

Qui sotto trovate una parte delle dichiarazioni di Schafer:

“Proponevo in giro questa idea e qualcuno mi fece presente ‘Che ne pensi del fatto di poter entrare anche nelle menti altrui?’ Io pensavo di visitare solo la mente del protagonista, ma aspetta un attimo… in effetti così sarebbe anche meglio!”

Alla fine il resto è storia, con Psychonauts 2 che ricordiamo essere approdato sul mercato di tutto il mondo durante la scorsa estate, ricevendo consenso importanti.

Fonte: GamesRadar

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Alberto Rossi

Alberto Rossi

Nasco Nintendaro grazie al Super Nintendo per poi subìre la seduzione d'altri lidi, con monoliti neri e croci verdi. Per fortuna che ancora una volta arrivò Navi a dirmi: "Ehy listen..."

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