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Pokémon Diamante Lucente e Perla Splendente Recensione

Dopo aver spolpato fino all’osso la prima generazione di Pokémon, divorato la seconda in tutte le salse e riscoperto la terza in ogni maniera, potevano forse mancare i tanto attesi remake della tanto acclamata 4° gen.? Pokémon Diamante Lucente e Pokémon Perla Splendente per Nintendo Switch, oltre a farci riscoprire i titoli usciti originariamente nel 2007 su Nintendo DS, segnano anche il debutto di ILCA al posto di Game Freak per quanto concerne lo sviluppo dei giochi della serie principale. Due remake creati con l’intendo di farci rivivere le stesse emozioni del passato, sotto però una nuova luce e, soprattutto, un nuovo character design fonte di innumerevoli discussioni sul web. Siete pronti per questo nuovo viaggio per Sinnoh?

L’importanza di essere un pokéremake

Diamante

Per capire a fondo Diamante Lucente e Perla Splendente bisogna prima fare un piccolo un passo indietro. I remake della serie principale di Pokémon hanno da sempre costituito un ottimo modo per rivivere le emozioni dei precedenti capitoli con il supporto dell’avanzamento tecnologico in essere e le innovazioni introdotte nei titoli successivi. In principio furono Pokémon Rosso Fuoco e Verde Foglia usciti nel 2004 per Gameboy Advance. Non solo i due titoli diedero per la prima volta colore e definizione alla prima indimenticabile gen di Pokémon, grazie alla stessa deliziosa veste grafica vista già su Rubino e Zaffiro, ma segnarono anche il debutto della versione Verde in Occidente, fino a quel momento rimasta esclusiva per il mercato giapponese. Pokémon HeartGold e SoulSilver poi, usciti nel 2010 proprio successivamente a Diamante e Perla, fecero rivivere invece a milioni di appassionati le bellezze di Jotho sui due schermi di Nintendo DS, fra grafica aggiornata e contenuti aggiuntivi. Non da meno furono Pokémon Rubino Omega e Zaffiro Alpha che, oltre a sfruttare la potenza di Nintendo 3DS, rivisitarono i classici usciti originariamente su GBA introducendo sostanziose novità, come le forme Archeorisveglio di Groudon e Kyogre, oltre che le Mega Evoluzioni degli stadi finali degli starter di terza generazione e tantissimi altri contenuti che rendevano di fatto i due titoli molto di più che semplici remake.

Nostalgia canaglia

Perla

Pokémon Diamante e Perla hanno determinato una sorta di spartiacque fra generazioni di appassionati, tra coloro che sono cresciuti con Rosso/Blu e quelli invece che iniziavano a muovere i primi passi nel variopinto mondo dei mostriciattoli tascabili. D/P sono infatti ricordati sia dalla cosiddetta “vecchia guardia” dei fan, sia dalla generazione di videogiocatori successiva che ha imparato a conoscere il brand proprio con questi titoli. La quarta è stata forse anche la prima generazione “controversa”, capace di dividere gli appassionati tra chi la considera tutt’ora la migliore e chi invece reputa sia stata l’inizio del declino del brand. I due giochi puntarono molto sull’introduzione dell’online, una feature destinata a diventare punto di cardine della serie RPG di Pokémon ed erano caratterizzati da un level design atipico, fatto di numerosi bivi e diramazioni, tante evoluzioni di Pokémon passati ma anche parecchi inediti. Il vero e proprio botto si registrò però soltanto con la terza versione della 4° Gen, ovvero Pokémon Platino. Il titolo con il tenebroso Giratina in copertina modificò pesantemente i due “prequel” Diamante/Perla grazie ad una serie di innovazioni che lo resero uno dei giochi di Pokémon più apprezzati di sempre. Sprites animati, trama e personaggi approfonditi, il Mondo Distorto e, soprattutto, il Parco Lotta. Tante chicche che però sono rimaste tristemente nel cassetto di Nintendo in questi Diamante Lucente e Perla Splendente.

Come già accennato in apertura, Pokémon Diamante Lucente e Perla Splendente costituiscono i primi titoli della serie principale Pokémon non sviluppati da Game Freak bensì da ILCA, un’altra società giapponese di cui vi abbiamo parlato in maniera approfondita nel nostro speciale di qualche mese fa. Durante il reveal trailer di inizio anno ILCA ha preso un po’ tutti in contropiede mostrando uno character design fuori dal comune, senza soffermarsi su particolari introduzioni inedite come fu ai tempi della presentazione di Archeo Groudon e Archeo Kyogre. Diamante Lucente e Perla Splendente infatti non ricalcano lo stile visivo apprezzato in Spada e Scudo, ma omaggiano la visuale top-down degli originale con un design Chibi che ha fatto storcere il naso ai più. Allenatori e Pokémon nell’overworld sono stati infatti miniaturizzati in una maniera concettualmente simile a quanto visto sull’ottimo remake per Switch di Zelda Link’s Awakening, ma con risultati decisamente più scarsi. i personaggi nell’overworld, soprattutto quelli adulti come Capipalestra, Superquattro e Capi del team Galassia, risultano fin troppo addolciti e poco credibili. I problemi però non si limitano a questa bizzarra decisione di cambio di character design.

Take it easy

Partiamo innanzitutto dalle cose più belle. Pokémon Diamante Lucente e Perla Splendente possono fregiarsi dello stesso level design degli originali, dotato di una struttura tutto sommato convincente e di un backtracking mai pesante e ripetitivo. Sia che si viaggi a piedi, in bici o a dorso del proprio Pokémon l’esperienza esplorativa di Sinnoh è rimasta pressoché immutata. Una regione che, come nella consuetudine dei titoli Pokémon, offre ogni tipo di ambiente possibile e immaginabile dove trovare Pokémon adatti ai diversi habitat, che però presentava anche molti difetti soprattutto nel bilanciamento dei tipi. Diamante Lucente e Perla Splendente si differiscono dal passato per la semplificazione di alcune procedure presenti negli originali, prima su tutte il passaggio da MN a Mosse, utilizzabili in qualsiasi momento a prescindere dal proprio team di mostriciattoli. Una semplificazione che di certo snellisce le fasi esplorative, ma che vanifica del tutto la presenza sulla mappa di ostacoli quali alberi, massi e rocce, ormai del tutto inutili e facilmente oltrepassabili. Discorso quasi analogo per il PokèKron, un gadget apprezzatissimo all’epoca di Diamante e Perla grazie al suo saper sfruttare intelligentemente il touch screen del Nintendo DS per fornire al giocatore diversi strumenti utili a portata di tocco. PokéKron che in questi remake perde quel fattore comodità che l’aveva contraddistinto in passato.

Fortunatamente le sfide conosciute negli originali Diamante e Perla tornano anche nei remake in tutta la loro spettacolarità. La corsa alla Lega di Sinnoh e la battaglia contro il Team Galassia sono le stesse dell’epoca, così come il duello epico con Dialga e Palkia, caratterizzato dalle stesse vibes del passato. Se quindi lo spirito dei titoli usciti quattordici anni fa è rimasto piuttosto inalterato, il livello di sfida si è abbassato notevolmente a causa dell’introduzione alcuni accorgimenti già visti nei capitolo più recenti e che riconfermano (come se ci fossero dubbi) la volontà di The Pokémon Company di rendere i suoi giochi accessibili a chiunque. Esempio lampante è la presenza fin da subito del Condividi Esp. obbligatorio, senza alcuna possibilità di disattivarlo. Una feature già vista e già criticata in Let’s Go Pikachu/Eevee, che qui in questi nuovi remake non fa che stridere ulteriormente.

A metterci una pezza ci pensano fortunatamente i Grandi Sotterranei, sicuramente quanto di meglio hanno da offrire Pokémon Diamante Lucente e Perla Splendente. Questi tortuosi labirinti sotterranei accessibili da qualsiasi punto della mappa permettono al giocatore di esplorare aree completamente inedite in stile dungeon crawling dove collezionare Pokémon precedentemente assenti, allestire una propria base segreta e raccogliere collezionabili da scambiare per oggetti e MT altresì rari da ottenere. Ed è proprio sul primo punto che i Grandi Sotterranei fanno un’eccellente lavoro andando a colmare una delle lacune più inspiegabili dei Diamante e Perla originali: la mancanza di Pokémon di tipo Fuoco. Eccezion fatta per Ponyta ed evoluzione infatti, la quarta gen mancava incredibilmente di Pokémon di Fuoco selvatici, cosa che costringeva il giocatore ad optare per Chimchar come scelta iniziale. I Grandi Sotterranei rendono finalmente catturabili nuove creature di qualsiasi tipo, permettendo così a tutti gli allenatori di perfezionare il proprio team.

Splendido (poco) splendente

A livello grafico il giudizio sul lavoro svolto da ILCA oscilla tra una resa visiva tutto sommato apprezzabile (a differenza di Spada e Scudo dove il framerate era molto più ballerino) e un caracter desing ampiamente discutibile. In aggiunta a ciò, in molti sono gli utenti che hanno riscontrato diversi bug in Pokémon Diamante Lucente e Pokémon Perla Splendente, tutti ampiamenti confermati da video disponibili in rete e che per amor proprio ho evitato di provare sulla mia pelle. Uno di questi casi riguarda la 6° palestra, ovvero quella ubicata a Nevepoli di Tipo Ghiaccio capitanata da Bianca. Con una combinazione di movimenti specifica è infatti possibile rimanere bloccati a vita nella palestra, con il soft reset come unica via di fuga. Più recentemente è stato scovato un altro bug, decisamente meno distruttivo e più dal sapore retrò visto che vi permetterà di clonare all’infinito i vostri Pokémon, per non parlare della “scoperta” (ma qui c’era da aspettarselo) del flag come unico elemento che distingue il codice delle due versioni dei giochi. Insomma, gli esordienti di ILCA si ritrovano già con una bella gatta da pelare, nella speranza di avere qualche fix oltre che qualche contenuto aggiuntivo nei prossimi mesi.

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Matteo Marchetti

Matteo Marchetti

Musicista e videogiocatore incallito. Quando non è impegnato a produrre suoni orripilanti con il suo basso, lo troverete di certo a pigiare tasti sul pad per salvare un'altra principessa o per distruggere l'ennesimo boss.

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