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PES è morto, viva eFootball Speciale

Konami ha ufficialmente annunciato che PES cambierà nome in eFootball. O meglio ancora, eFootball sarà un gioco del tutto nuovo nuovo con una formula inedita che prenderà il posto della storica serie simulativa calcistica nata ventisette anni fa con il nome di International Superstar Soccer.

Prima vera rivoluzione di eFootball sarà l’abbandono totale del mercato retail, diventando a tutti gli effetti un free-to-play (o meglio, free-to-start) che si rinnoverà periodicamente attraverso aggiornamenti. Niente più uscite a cadenza annuale a prezzo pieno quindi, ma un’unica piattaforma che muterà di stagione in stagione. A preoccupare però i fan non è soltanto la nuova formula al quale eFootball verrò proposto al pubblico, ma anche il cambio di motore grafico e il timore di un downgrade qualitativo che sembra trasparire dal trailer diffuso. La probabilità inoltre che gran parte dei contenuti classici di PES verrà riproposta soltanto a pagamento è alta e la natura free-to-play del gioco potrebbe rivelarsi soltanto uno specchietto per le allodole. La svolta compiuta da Konami con eFootball sembra però essere perfettamente in linea con il cambio di direzione compiuto già da qualche anno dall’azienda giapponese, ormai orfana di molti dei suoi brand storici e sempre più intenzionata a puntare tutto sul mercato dei mobile e, per l’appunto, dei free to play. Sarà la mossa giusta per rivoluzionare un settore avaro di innovazioni come quello dei videogame calcistici oppure sarà la fine per una serie fin qui immortale?

Una storia lunga quasi trent’anni

eFootball

Che piaccia o meno, Pro Evolution Soccer ha segnato in maniera indelebile la storia dei videogame sportivi negli ultimi vent’anni, anche se le sue origini sono da ricercarsi addirittura nel 1994. Fu proprio in quell’anno infatti che Konami pubblicò International Superstar Soccer (o Winning Eleven in madrepatria) per Super Nintendo. Pur non essendo stata nemmeno lontanamente la prima serie di videogame a tema calcio, ISS, che allora sfruttava ancora una visuale isometrica in uno splendido 2D, si piazzò prepotentemente ed in pochissimo tempo ai vertici del mercato giapponese, faticando però a trovare consensi in Occidente. Dall’altra parte dell’Oceano invece la statunitense Electronic Arts s’era accaparrata i diritti della FIFA per poter realizzare un gioco di calcio il più possibile realistico che, a partire dall’edizione ’96, compì una vera e propria rivoluzione nel settore introducendo per la prima volta i nomi reali dei giocatori delle principali nazionali, distaccandosi così completamente dallo spirito arcade e meno verosimile delle controparti giapponesi. Grazie al diffondersi di PlayStation 2 e ad un nuovo brand pensato appositamente per l’occidente Konami e il suo Pro Evolution Soccer riuscirono a compiere il sorpasso su FIFA dando inizio ad una vera e propria dinastia nel mondo dei videogame sportivi destinata a perdurare per gli anni a venire. Pro Evolution Soccer mescolava gli elementi tipici del classico gioco arcade giapponese a tema calcistico perfettamente adatti ad una console come PlayStation 2, come la semplicità dei comandi e l’immediatezza delle partite, ad altri prettamente più realistici e fino a quel momento esclusivi di FIFA, come la presenza di licenze ufficiali di squadre e giocatori. Negli anni a venire l’eterna guerra fra PES e FIFA ha visto numerosi ribaltamenti di fronte, una diarchia perfettamente equilibrata che ora rischia di essere stravolta a seguito della decisione di Konami di porre fine alla propria creatura per dare alla luce un nuovo simulatore calcistico che prenderà il nome di eFootball.

eFootball una rivoluzione annunciata

Unreal Engine

Parliamoci chiaro, i videogame calcistici pur registrando vendite mastodontiche vengono spesso e giustamente criticati a causa delle poche innovazioni apportate dai rispettivi team di sviluppo tra una release e l’altra che non fanno altro che riporre a prezzo pieno lo stesso gioco di anno in anno con qualche sporadica migliorie e naturalmente con le rose delle squadre aggiornate. Un piccolo cambiamento l’ha subito soprattutto PES negli ultimi anni, passato sotto la pesante influenza del gioco online e del mondo degli eSport, tanto da ritagliarsi uno spazietto in mezzo a colossi del calibro di DotA, League of Legends, Call of Duty e Counter Strike. Konami ha deciso di puntare sempre di più al mondo degli eSport tanto da creare una propria competizione, la eFootball Pro, al quale hanno aderito diverse società di calcio provenienti da tutta Europa, come Juventus, Barcellona, ma anche Roma, Arsenal, ecc. . Già dall’edizione 2020 del gioco, Konami aveva infatti aggiunto al nome “Pro Evolution Soccer” il suffisso “eFootball”, lasciando presagire ad un cambiamento in corso d’opera. L’edizione 2021 invece uscì come un semplice “season update” venduto a metà prezzo e senza quindi alcuna differenza in termini di grafica rispetto all’annata precedente. L’anno 2022 segna quindi il completamento di questo percorso di mutazione intrapreso due anni fa, sancito con la morte di Pro Evolution Soccer e la nascita di eFootball. La nuova realtà del football gaming si Konami abbandonerà inoltre definitivamente il mercato retail: eFootball infatti sarà disponibile gratuitamente unicamente sugli store digitali delle piattaforme di nuova e vecchia generazione. Una decisione che stravolgerà completamente l’eterna lotta fra lo stesso eFootball e FIFA, che invece ha riconfermato la strategia adottata fin dal principio anche per l’edizione 22, di cui vi abbiamo parlato in questo articolo. Come se non bastasse Konami ha assestato quello che parrebbe essere un colpo di grazia nei confronti del proprio rivale assicurandosi altre nuove licenze in esclusiva. Dopo Juventus e Liverpool infatti, anche Roma, Lazio, Atalanta e, a partire dalla stagione 2022/23, persino il Napoli saranno presenti in veste ufficiale unicamente nel roster del gioco giapponese. Konami sembrerebbe quindi avere tutte le carte in regola per vincere il prossimo duello, ma i dubbi attorno a questa operazione non sembrano essere affatto pochi.

Colpo di genio o flop assoluto?

Oltre al nome e alla nuova formula di distribuzione, la rivoluzione di eFootbal passa anche dal motore grafico. Accantonato il Fox Engine, Konami ha deciso di puntare tutto sull’Unreal Engine 4 per il suo prossimo titolo calcistico, una scelta che però non sembra aver convinto tutti quanti allo stesso modo. A detta di Seitaro Kimura, producer della serie, il team ha deciso di optare per il motore di Epic Games per la sua natura versatile e per la sperimentazione che è stata compiuta nel corso degli anni dalle diverse software house che l’hanno adottato, ciascuna delle quali ha contribuito a renderlo un motore dalle molteplici sfaccettature. Ad esempio, Konami crede che l’utilizzo di un motore grafico così scalabile come quello dell’Unreal Engine possa beneficiare il cross-play fra utenti di diverse console. Questo però significa anche scendere a compromessi per poter proporre lo stesso prodotto su hardware differenti. In molti hanno storto il naso vedendo il primo trailer reveal di eFootball, che è parso decisamente sottotono in termini di grafica rispetto alle altre uscite del 2021. Dopo la tempesta iniziale scaturita dal rilascio della tech demo sotto non troppo mentite spoglie, attenuata parzialmente dalle dichiarazioni di Konami circa il suo scopo presumibilmente limitato al test dei server di gioco, gli animi dei fan non sembrano essersi del tutto placati. Molti dubbi riguardano anche i contenuti che saranno effettivamente free-to-play che al momento sembrano limitarsi ai soli match amichevoli con solo una manciata di squadre fra cui scegliere. Non è chiaro quando e come verranno rilasciati i contenuti a pagamento, fra i quali sembrano essere confermate le modalità MyClub e Master League. Insomma, è lecito aspettarci qualche dettaglio in più nei prossimi mesi che possa far luce sulla nuova creatura di Konami su cui per ora vige un alone di mistero ed incertezze. La fanbase di Pro Evolution Soccer è pronta a supportare eFootball, ma per farlo l’offerta dovrà essere cospicua già nella finestra di lancio o il rischio è quello di un esodo di massa verso i lidi di Electronic Arts.

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Matteo Marchetti

Matteo Marchetti

Musicista e videogiocatore incallito. Quando non è impegnato a produrre suoni orripilanti con il suo basso, lo troverete di certo a pigiare tasti sul pad per salvare un'altra principessa o per distruggere l'ennesimo boss.

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