Call of Duty su PlayStation è anche uan questione di reputazione. Una versione non ottimale del videogioco sulla console di Sony, rischio paventato in seguito alla possibile chiusura dell’acquisizione di Activision-Blizzard da parte di Microsoft, rappresenterebbe non solo un potenziale danno economico, ma anche una perdita di fiducia degli utenti nei confronti di PlayStation.
Come ricorda Tweak Town, l’affermazione emerge dall’ormai nota risposta di Sony alla prima pronunciazione del CMA, quella che sembra aver spianato la strada all’approvazione dell’acquisizione. Nello stesso documento che, come emerso, cita fonti discutibili e obsolete prese dai primi due risultati di Google, gli avvocati di PlayStation riprendono anche le parole di Jim Ryan a proposito dell’importanza di Call of Duty e dei pericoli legati non solo alla sua rimozione dal catalogo PlayStation, ma anche solo al suo possibile downgrade:
Qualunque aumento di prezzo, peggioramento di performance o qualità del gioco su PlayStation, qualunque ritardo nell’uscita colpirebbero rapidamente la reputazione di Sony Interactive Entertainment e porterebbero a una perdita di coinvolgimento e di giocatori. Come il CEO di SIE Jim Ryan ha spiegato alla CMA, se PlayStation ricevesse una versione peggiorata di Call of Duty, questo “danneggerebbe seriamente la nostra reputazione. I nostri giocatori abbandonerebbero la nostra piattaforma e gli effetti a cascata ingrandirebbero il problema. Il nostro business non si riprenderebbe mai”.
Oltre che di problema economico, dunque, si sottolinea proprio l’impatto sulla reputazione di PlayStation. Questo suona strano a chi vede la forza del marchio PlayStation risiedere soprattutto nelle sue impareggiabili esclusive. Inoltre, non si tiene conto del vero danno alla reputazione che avrebbe Microsoft se, dopo tutte le promesse che ha fatto in questi mesi, agisse davvero per penalizzare una console concorrente.
Gli utenti sono molto esigenti, è stato sottolineato nel documento di Sony. Ma oltre che esigenti sono attenti, e se una delle due parti dovesse agire con troppa furbizia o malizia non passerebbe molto prima della nascita di un’ondata di sdegno e magari di veri e propri boicottaggi commerciali.
