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Oddworld: Soulstorm Nintendo Switch | Recensione

Oddworld: Soulstorm, ultimo capitolo della serie omonima con protagonista Abe uscito per la prima volta nel 2021, approda finalmente anche su Nintendo Switch.
Ve ne abbiamo già parlato a suo tempo (in particolare della versione per new gen), parliamo ora di come il titolo di casa Oddworld Inhabitants se la cava sulla console Nintendo.

P.S.: Premetto di aver testato questa versione del titolo su una Nintendo Switch base, indi per cui i miei commenti sulle dimensioni dello schermo non si applicano alla versione OLED della console.

Oddworld: Soulstorm, dove eravamo rimasti?

Oddworld: Soulstorm è l’ultimo titolo della saga omonima, uscito nel 2021 per Playstation 4 e 5 e di cui ci è stato mostrato il trailer d’annuncio proprio durante la conferenza in cui ci venne mostrata la console new gen di Sony.
Il titolo è una rivisitazione di Abe’s Exoddus, secondo capitolo della saga con protagonista il Mudokon Abe, ma rinnovato e arricchito da tante nuove meccaniche.
Insomma, un gioco che gli appassionati della serie non possessori di una console Sony devono assolutamente recuperare. E quale miglior occasione di questo porting per Nintendo Switch?

Salva i Mudokon in portatilità

Cominciamo proprio parlando della caratteristica più importante che il porting su Nintendo Switch di Oddworld: Soulstorm offre a questo titolo (e al videogiocatore): la portatilità.
Come ben sappiamo, non tutti i titoli sono adatti a essere giocati su uno schermo così piccolo e spesso i porting risultano scomodi o più scarni della versione di lancio. Oddworld, però, rende particolarmente bene.
Seduti tranquillamente ovunque preferiremo, giocare a questo titolo in portatilità sarà l’opzione più comoda possibile.
Pecca che ho incontrato sono però i comandi: tanti e poco intuitivi, rendendo abbastanza macchinose le prime ore di gioco.

Ho notato, inoltre, una sensibilità agli input un po’ particolare, che ha reso più difficoltose alcune sezioni di gameplay (in particolare quando era necessario appendersi/scendere da una piattaforma).
Ho trovato scomodo anche il sistema di mira, in quanto spesso richiede una precisione non realmente necessaria che ci metterà in difficoltà nelle sezioni stealth di gioco.
Ovviamente basterà giocare un po’ per farci il callo e ovviare anche a queste problematiche, per il resto ci troviamo di fronte a un genere perfetto da giocare su Nintendo Switch.

oddworld: soulstorm
Una sezione di gameplay con troppe, troppe fiamme per la mia povera Nintendo Switch

Oddworld: Soulstorm, artisticamente “quasi” un gioiellino

Già la versione per Playstation 5 del titolo poteva essere considerata decisamente notevole sotto il punto di vista della direzione artistica.
Posso dire che, almeno per quanto riguarda le cut-scene e la camera in-game, la versione Nintendo Switch non è risultata castrata in alcun modo, anzi.
Sono rimasta piacevolmente stupita, dato che cinematografiche di alta qualità difficilmente rendono sulla console portatile Nintendo, ma Oddworld: Soulstorm è riuscito nella sua impresa.


Incredibilmente belle e affascinanti, con una realizzazione dei visi dei personaggi magnificamente espressive, si potrebbe quasi dire di star guardando un film d’animazione. Veramente un piacere per gli occhi, che nella versione Nintendo è degna della resa delle console new gen.

oddworld: soulstorm
Un esempio delle cutscenes di Oddworld: Soulstorm, che sono un capolavoro e una gioia per la vista

Ma la grafica in-game…

A malincuore e mio malgrado non posso dire lo stesso per la grafica del mondo di gioco. Dopo aver visto delle cut-scene stupende ci si ritroverà infatti in un mondo di gioco che lascia una sensazione di antico addosso. Ci troviamo infatti davanti a un titolo cross-gen, che ha apportato un’innovazione molto interessante per quanto riguarda la camera di gioco, ma che si è fermato alla old gen per quel che riguarda l’aspetto grafico in-game.


Gli scenari sono infatti ben realizzati, ma graficamente molto semplici, tanto da avermi dato una sensazione di confusione nei momenti in cui erano presenti più elementi a schermo (come, per esempio, le fiamme).
Forse sotto questo punto di vista giocarlo in portatilità potrebbe non essere la migliore delle idee, date le dimensioni ridotte dello schermo di Nintendo Switch. Poco spazio e tante cose a cui fare attenzione.

Un sonoro ben bilanciato

Caratteristica da non sottovalutare è sicuramente il sonoro, che spesso viene lasciato da parte risultando in miscugli di suoni che alla lunga possono anche dare fastidio.
Anche qui, non è il caso di Oddworld: Soulstorm, dove la cura per il suono è stata decisamente ottima.
Musiche, dialoghi ed effetti sonori sono perfettamente bilanciati, non costringendomi (come mi accade di solito) a dover mettere mano alle impostazioni a causa dei volumi sballati.
Insomma, decisamente un’ottima sorpresa.

oddworld: soulstorm
Un esempio di cosa intendo con sezioni in cui è difficile scendere nel mondo giusto a causa dei comandi sensibili

Oddworld: Soulstorm, assolutamente da recuperare

Nonostante i difetti talvolta anche abbastanza fastidiosi, il porting per Nintendo Switch di Oddworld: Soulstorm resta un buon modo per recuperare il più recente capitolo di questa saga.
Si tratta indubbiamente di un gioco solido e che ha tutte le carte in regola per appassionare e piacere alla maggior parte del pubblico videoludico di oggi (ma anche, e forse soprattutto, ai nostalgici).
Semplice nel gameplay, ma non per questo facile e privo di sfida, dalla trama intrigante e affascinante, non dovete farvelo scappare. Un tripudio di ricordi per gli amanti della serie e un probabilissimo nuovo amore per i neofiti.
Insomma, possessori di Nintendo Switch, cosa state aspettando ad accompagnare Abe in questa avventura?

oddworld: soulstorm
Il nostro amato Abe in una scena molto toccante del titolo

Commento finale

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Federica Giorgi

Federica Giorgi

Nata a Roma nel 1999. Studia Comunicazione, tecnologie e culture digitali alla Sapienza. Appassionata di cinema, serie tv, videogiochi, fumetti e tutto ciò che concerne l'universo Nerd.

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