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Nvidia RTX 30: Scovata in Cina una mining farm di criptovalute con centinaia di laptop

Vi abbiamo già parlato in passato di come i clienti Nvidia, ma non solo, abbiano affrontato nella storia recente enormi difficoltà, e ancora molti ci stanno avendo a che fare, pur di mettere le mani su una quasi introvabile nuova GPU con cui dedicarsi al gaming. Una scarsità di scorte che non va tanto ricondotta a una ipotetica inefficienza produttiva, quanto piuttosto alla foga con cui una moltitudine di minatori di criptovalute hanno depredato le scorte appena giunte sul mercato.

Ora, dalla Cina, giunge la testimonianza filmata dall’interno di una cosidetta “mining farm”, vale a dire uno spazio dedicato interamente alla macinazione massiva di criptovalute. Una visione certamente dolorosa per i gamer, consapevoli che tutte quelle performanti GPU e tutti quei laptop non saranno mai impiegate per fare il loro lavoro. In questo caso si parla di una mining farm contenente centinaia di notebook dotati di GPU RTX 3000, per lo più modelli appartenenti al produttore cinese Hasee. Il fatto che i PC siano tutti dello stesso produttore, e apparentemente dello stesso modello, a portato a chiedersi dove possano essere stati acquistati. Impossibile si tratti di un semplice negozio: sono troppi pezzi del medesimo modello. C’è chi avanza l’ipotesi che dietro queste vendite possa celarsi un grossista, se non addirittura lo stesso produttore.

La pratica del mining è oramai cosi diffusa che gli stessi produttori hanno cominciato a produrre degli hardware dedicati proprio a loro, come l’alimentatore 1300 M1 di EVGA, capace di erogare una potenza nominale di 1300 W e con una certificazione 80 Plus Gold. Nel recente passato, la città di Teheran ha sofferto black out causato proprio dall’elevato uso di energia impiegata nel mining di criptovalute.

Una situazione che, si spera, si possa presto risolvere. Ora che la pratica del mining è divenuta una realtà difficile da ignorare, forse, con la produzione di hardware specificamente pensati per loro gli approvvigionamenti di hardware dedicati al gaming potranno tornare alla normalità. Questo, almeno, è quello che mi auguro.