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Multiversus – Hands On

Multiversus, il simpatico ma pretenzioso picchiaduro sviluppato da Player First Games che utilizza i personaggi delle varie licenze di proprietà Warner Bros. è tornato dopo la Closed Alpha con una Open Beta, stavolta accessibile a tutti.

Non è la prima volta che il gioco finisce tra le nostre mani, ma con questo secondo impatto vogliamo porre maggiore attenzione su quelli che sono i punti che più convincono ancora di Multiversus e anche di quelli un po’ meno convincenti.

Cosa ci sta piacendo di Multiversus: l’attenzione ai dettagli

L’attenzione riposta nei personaggi che compongono il roster è davvero gradevole. Questa parte dalle animazioni, come Tom e Jerry, i quali attacchi sono vani tentativi del gatto di acciuffare il topo, o come Bugs Bunny dei Looney Tunes che si trasforma in qualcosa di diverso in ogni animazione. Ma la cura per i dettagli dei personaggi non si limita all’estetica, come avevamo già visto in precedenza con Finn di Adventure Time che deve raccogliere il denaro, e a ricordarcelo è l’unico nuovo arrivato di questa nuova Open Beta: Il Gigante di Ferro.

Multiversus

Il colosso presente nell’omonimo film rilasciato nel 1999 è l’ultimo arrivato del picchiaduro Warner Bros. e porta con sè nuove interessanti meccaniche che ripercorrono momenti della pellicola originale. Venendo colpiti o vedendo i propri alleati subire danni si ricarica una barra denominata ”Protect Friends” (letteralmente ”proteggere gli amici”) dove si trasforma in una macchina da guerra, alterando completamente il moveset che si aveva in precedenza per qualche secondo.

Una piccola chicca per chi ha visto che si trasforma in un importante e interessante aspetto di gameplay, vedremo forse in futuro più personaggi con un parco mosse più ampio e/o situazionale? Lo speriamo.

L’equilibrio

I personaggi sono tutti incredibilmente diversi fra loro, che si parli di estetica, universo di provenienza o gameplay, ma nonostante ciò in Multiversus sembra esserci un buon equilibrio fra i vari personaggi, seppur alcuni svolgano ruoli diversi. Reindog, il personaggio originale, ha delle carenze nel semplice 1 vs 1 ma è molto performante nel 2 vs 2, e questo vale per tanti personaggi.

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Forse nello scontro singolo ci sono più falle che evidenziano la superiorità di alcuni membri del roster sugli altri, ma gli sviluppatori vogliono spingere molto sulla modalità a 4 giocatori in squadre di 2, ambito in cui ogni personaggio può davvero spaccare.

Un roster potenzialmente stupendo

Warner Bros. ha tra le mani tantissimi personaggi provenienti dalle licenze più disparate, e questo potrebbe permettere a Multiversus di comporre un roster veramente incredibile. Di recente c’è stato l’annuncio di LeBron James e il leak di Rick, proveniente da Rick e Morty, e parliamo di due buoni annunci, ma scavando nel sacco targato WB vediamo quanto altro materiale si cela.

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Il Signore degli Anelli, Ben 10, Mad Max, Mortal Kombat e perfino i personaggi Lego. Insomma, Warner Bros. può mettere chi vuole in Multiversus, bisogna solo implementarlo nel modo giusto.

Cosa non ci sta piacendo di Multiversus: la Dashboard

Purtroppo il menù principale è ancora tutto confuso, e non si capisce niente. Uscire dall’allenamento è quasi difficile (nonchè buggato a causa di una delle sfide del tutorial) e invitare un altro giocatore in una partita è un processo lunghissimo. Per farlo serve un account WB, procedura praticamente d’obbligo visto che si tratta di un gioco Cross-Play e Cross-Gen ma spesso s’incappa in problemi, non ci si trova, le lobby si autodistruggono senza un motivo e si deve ripetere lo stesso processo.

Non è certamente un difetto che fa crollare Multiversus ma è sicuramente qualcosa che piacerebbe vedere risolto.

Multiversus è comunque molto più vicino di quanto possiamo pensare, e seppur la storia ha insegnato che solo Nintendo sia capace di realizzare un picchiaduro stile Smash, l’azienda rossa potrebbe aver finalmente trovato un degno avversario

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Loris Lo Masto

Loris Lo Masto

Ho avuto un pad tra le mani ancor prima di imparare a parlare. Gioco ai videogiochi da praticamente tutta la vita, e senza pensarci due volte li reputo non solo la mia più grande passione, ma anche il tratto che meglio descrive la mia persona. Adoro parlarne in maniera più approfondita, non concentrandomi sull'idea che i videogiochi siano strumenti per intrattenere, ma come mezzi di comunicazione per unire più cuori.

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