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Monster Hunter Rise Sunbreak – Recensione

La stagione di caccia ha riaperto i battenti. Monster Hunter Rise Sunbreak è la nuova espansione dell’ultimo capitolo uscito lo scorso della celeberrima saga di hunting game a firma Capcom. Tanti nuovi mostri da cacciare e altre novità che si aggiungono alla già corposa mole di contenuti dell’originale. Sarà sufficiente per farci rindossare ancora una volta la casacca da cacciatore e partire ad una nuova avventura?

Sotto il sole di Elgado

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Monster Hunter Rise Sunbreak riprende da dove eravamo rimasti dopo lo scontro finale con il Drago Anziano Narwa in Rise. Questa volta però il teatro principale degli eventi non sarà il Villaggio Kamura, bensì la regione Elgado e i suoi temibili mostri. NPC principale di questa espansione sarà Fiorayne, una cavaliera dell’Ordine Reale giunta al villaggio per cercare un cacciatore abile in grado di sventare la minaccia di un nuovo Drago Anziano che risponde al nome di Malzeno. Per fare ciò, il giocatore dovrà viaggiare fino all’Avamposto di Elgado, dove draghi e mostri sembrano essere fuori controllo. Si riconferma anche per Sunbreak la volontà di puntare forte sulla componente narrativa, un plus soprattutto per chi cercava nuovi stimoli per affrontare l’avventura in single player, da sempre tallone d’Achille di una serie votata al multiplayer cooperativo.

La massiccia presenza di cutscene e dialoghi in Sunbreak sono pertanto una piacevole sorpresa per coloro che sono rimasti positivamente colpiti dalla svolta narrativa intrapresa con Rise. Cambio di rotta evidenziato ulteriormente anche dalla presenza dei Seguaci, dei cacciatori controllati dalla CPU che ci assisteranno durante le nostre sessioni di caccia offline, solitamente proibitive e poco coinvolgenti. Oltre ad un proprio set di abilità e armi, ciascun Seguace possiede un proprio pattern comportamentale che lo renderà unico oltre a renderlo più o meno adatto per una specifica tipologia di mostri. Dalla predisposizione alla battaglia fino a quella per la difesa e la cura, i Seguaci sono una graditissima aggiunta all’economia del gameplay di Monster Hunter Rise, oltre che un ottimo modo per eliminare quasi definitivamente la barriera che rendeva poco accessibile il gioco a chi non poteva usufruire della connessione internet.

Sole, mostri e sei in pole position

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Con Monster Hunter Rise Sunbreak Capcom ha arricchito il gioco originale con tantissime nuove missioni di caccia, affrontabili sia in single player che in cooperativa, nella nuova città hub di Elgado. La vera novità è pero costituita da un ulteriore ampliamento del gameplay rispetto al già ottimo lavoro svolto con Rise. Oltre a nuovissime Mosse Filo è stata introdotta l’Abilità Scambio grazie alla quale è possibile switchare fra due moveset in battaglia con la semplice pressione di una combinazione di tasti. Ogni moveset potrà essere composta da un massimo di 5 abilità, per un totale di 10. Questa introduzione non fa che aumentare le possibilità in fase di battaglia consentendo al giocatore di adottare una strategia più fluida e mutevole in base alle situazioni. Semplificate anche le scalate sulle alture: basterà infatti correre verso una parete per oltrepassarla, stamina permettendo. Migliorie del gameplay che hanno riguardato anche gli stessi Felyne e Canyne, ora ancor più utili e preziosi in battaglia.

Torna a gran voce anche in Sunbreak il Grado Maestro, conosciuto in passato come G-Rank, già visto nelle espansioni dei principali capitoli della saga. In questa modalità potrete risfidare i mostri già affrontati nella campagna principale con un livello di difficoltà maggiore. Oltre ai mostri già visti in Rise, il bestiario di Sunbreak si arricchisce di parecchi elementi, fra cui spiccano i Tre Signori, ovvero i mostri più temibili del gioco: il Garangolm, il Lunagaron e il già citato Malzeno. Non stiamo parlando di un roster equiparabile a quello di Monster Hunter World ma più che altro di un best of dei mostri visti nei precedenti capitoli, qui perfezionati e svecchiati in maniera sapiente da Capcom. Addio invece alle missioni Furia, mai fin troppo apprezzate dalla community in Monster Hunter Rise e qui del tutto assenti in Sunbreak.

Monster Hunter Rise Sunbreak: tirando le somme

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Sunbreak, fra main quest e postgame, rende Monster Hunter Rise un’opera dalla longevità mastodontica. Sul fronte tecnico si riconferma quanto visto lo scorso anno in Monster Hunter Rise, con l’aggiunta in termini di location di due nuove splendide aree: la Giungla e la Cittadella. I contenuti sono davvero tanti e ne avrete per parecchie ore prima di completare tutte le missioni sparse per Elgado. Nonostante ciò, Capcom promette di espandere ulteriormente il gioco attraverso upgrade gratuiti che verranno rilasciati nei prossimi mesi.

Il Verdetto 

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Matteo Marchetti

Matteo Marchetti

Musicista e videogiocatore incallito. Quando non è impegnato a produrre suoni orripilanti con il suo basso, lo troverete di certo a pigiare tasti sul pad per salvare un'altra principessa o per distruggere l'ennesimo boss.

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