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Monster Hunter Rise | Recensione Nintendo Switch

I fan di Monster Hunter di tutto il mondo che ancora non hanno ceduto alle lusinghe della console ibrida Nintendo dovranno ricredersi. L’iconica serie di Action RPG targata Capcom, tanto declamata in patria ed esplosa anche in Occidente negli ultimi anni, giunge alla sua sesta reincarnazione in esclusiva (temporanea) su Nintendo Switch. Monster Hunter Rise ripropone l’hunting game per eccellenza sulla console Nintendo con un nuovo capitolo realizzato in primis per Switch, portandosi con se molte delle innovazioni viste in Monster Hunter: World con altre introduzioni del tutto inedite. Non soltano nuovi ferocissimi mostri da affrontare, ma anche tante nuovissime meccaniche da scoprire. Affilate le vostre lame, fate scorta di pozioni e preparatevi ad un nuovo viaggio assieme a noi in questa recensione del nuovissimo Monster Hunter Rise per Nintendo Switch!

Dal successo globale di World fino a Rise

Canyne Monster Hunter Rise

Monster Hunter è una serie che non ha bisogno di presentazioni, un brand capace di registrare milioni di vendite ad ogni nuovo capitolo pur avendo mantenuto la stessa formula invariata nel corso degli anni. Nonostante l’introduzione di alcune migliorie ad ogni capitolo, ila saga di Monster Hunter ha sempre mantenuto ben saldi i propri principi rimanendo sempre fedele ai dettami originali del primo originale capitolo per PlayStation 2 uscito nel lontano 2004. Laddove i grandi brand del mondo videoludico mutavano per andare incontro alle esigenze del mercato, Monster Hunter ha quasi sempre chiuso la porta ai detrattori e a coloro che faticavano ad approcciarsi con il brand salvo poi nell’ultimo periodo aprire qualche spiraglio per poter affermarsi anche in Occidente come fatto con Monster Hunter World ed Iceborn usciti PlayStation 4, Xbox One e PC. La serie ha fatto del suo granitico gameplay il suo marchio di fabbrica, mettendo da parte la componente narrativa in favore di un sistema infinito di crafting ed oggetti da recuperare e collezionare. La ricerca spasmodica dei materiali per forgiare nuove armi e armature si pone quindi al centro delle meccaniche della serie di Monster Hunter ed è anche il principale motivo della sua popolarità. Sempre più giocatori spendono centinaia di ore ad esplorare le vaste aree di gioco per abbattere sempre più mostri e raccogliere quanti più materiali, possibilmente in compagnia e quasi mai da soli.

Tutto questo ritorna inevitabilmente anche in Monster Hunter Rise dove Capcom sembra voler ancora di più strizzare l’occhio al pubblico occidentale grazie ad una serie di introduzioni che lo rendono ancor più accessibile mettendo un po’ di olio nei suoi meccanismi. Nonostante nell’ultima demo pubblicata prima della data di rilascio Capcom ci abbia messi di fronte ad una sfida impossibile con il Magnamalo, temibile mostro che vedremo soltanto nelle fasi finale del gioco, quasi come a voler spaventare i non avvezzi al genere degli hunting game, il gioco mostra invece un’apertura al moderno introducendo alcuni elementi di gameplay sicuramente più freschi e mirati a rendere la serie più coinvolgente e immediata. Stiamo parlando dell’Insetto Filo, un’evoluzione del rampino visto in World, il Canyne, ma anche la Cavalcatura Wyvern, novità di cui parleremo in maniera più approfondita nei prossimi paragrafi.

L’alba della caccia su Switch

Hunter Monster Hunter Rise

Chiusa la parentesi sull’eredità dei vecchi titoli di Monster Hunter, approfondiamo meglio le caratteristiche peculiari di questo primo vero capitolo inedito per Nintendo Switch (non considerato quindi Monster Hunter Generations Ultimate, un porting della versione 3DS uscita in precedenza). Come già visibile fin dal primo teaser mostrato durante il Nintendo Direct, in Monster Hunter Rise torna l’ambientazione a carattere giapponese feudale già vista in Monster Hunter Third per PSP, qui resa ancora più spettacolare grazie alla potenza del RE Engine che fa risplendere Kamura, il villaggio che ospiterà le vicende di Rise. Ed è proprio in questo delizioso villaggio hub dal sapore orientale, fatto di templi e sale da tè con tanto di Felyne pronti a cucinare dei Dango speciali per voi, che inizierete la vostra carriera da Hunter dopo essere stati abilitati in quanto tali. Terminata la creazione del vostro personaggio, personalizzabile in ogni aspetto, le gemelle Hinoa e Minoto vi porteranno al cospetto dell’anziano Fugen per ricevere i vostri primi compiti da Hunter. Il villaggio è infatti minacciato da un evento denominato Furia che spinge inspiegabilmente i mostri a spezzare la quiete che vige a Kamura. Sbrigati i convenevoli verrete subito catapultati in un mondo che ogni fan della saga non farà alcuna fatica a riconoscere, ma con qualche novità in più.

Primo su tutti, l’Insetto Filo introduce alcune nuove e interessantissime meccaniche da utilizzare sia in fase di esplorazione che in battaglia. Questi particolari insetti sono infatti in grado di produrre delle ragnatele particolarmente resistenti che vi consentiranno di raggiungere punti remoti in velocità sparando nella direzione desiderata. Volteggerete quindi sospesi per aria aggrappandovi allo stesso filo, un po’ come lo Spiderman dei tempi migliori. Gli stessi fili saranno utili anche in battaglia per creare diverse combo in base all’arma equipaggiata o addirittura intrappolare i mostri per poi poterli cavalcare. Vera e propria chicca di Monster Hunter Rise è infatti la Cavalcatura Wyvern, ovvero la possibilità di salire in sella ad un mostro per poterlo direzionare contro altri nemici, generando così delle emozionanti lotte in stile Kaiju. Per poter rendere i mostri cavalcabili basterà utilizzare combo filo in modo da imbrigliare gli stessi nella ragnatela, utilizzare alcuni strumenti specifici oppure attendere che due nemici si azzuffino fra di loro in modo che uno dei due rimanga completamente vulnerabile. Manovrare un mostro è semplicissimo ma non durerà all’infinito, dopo un certo tempo infatti questo ci disarcionerà facendoci capitombolare a terra. Sarà compito nostro sfruttare al meglio questo tempo per scagliare più colpi nei confronti dei nemici tirando i fili insetto come vere e proprie redini. Mandando a segno più colpi possibili si riempirà inoltre una barra che, una volta raggiunto il limite, ci consentirà di sferrare una finisher devastante. Naturalmente non potremo usufruire di infinite mosse Filo consecutive, ciascuna di esse infatti consumerà un determinato numero di caricatori i quali verranno ripristinati solo dopo un certo lasso di tempo. L’insetto filo aggiunge quindi molteplici soluzioni di gameplay rispetto al passato, dando anche un senso di spettacolarità in più alle sessioni di caccia. Parlando invece dei propri compagni di avventure, il Canyne invece è il nuovo pelosissimo compagno che affiancherà i già ben noti Felyne per darvi supporto in battaglia. Questi teneri quanto pericolosi animali dall’aspetto canino, non solo vi daranno man forte in battaglia ma vi faciliteranno l’esplorazione della mappa grazie alla possibilità di essere richiamati e cavalcati in qualsiasi istante con un’apposita funzione. In sella al vostro Canyne potrete esplorare velocemente ogni anfratto di ogni mappa, essendo anche in grado di compiere dei gran balzi e di arrampicarsi sulle pareti ricoperte di rampicanti.

L’altra grande novità in termini contenutistici è sicuramente l’introduzione della modalità Furia, una rivisitazione delle classiche missioni di Monster Hunter in salsa tower defense, nelle quali bisognerà proteggere i confini del villaggio dall’attacco di alcuni mostri. In alcuni punti sarà possibile piazzare dell’artiglieria utile a contrastare l’avanzata dei nemici prima che essi possano distruggere le mura. Basterà sopravvivere alle varie orde per completare la missione, compito però tutt’altro che semplice e che vi costringerà a collaborare con altri Hunters. Le missioni Furia sono anche l’unico modo per scontrarsi con i mostri Apex, temibili creature in grado di lootare preziosissimi oggetti una volta sconfitti.

Il lavoro dell’Hunter

Kamura Monster Hunter Rise

Come ogni Monster Hunter che si rispetti, anche in Monster Hunter Rise dovrete cimentarvi in diverse missioni di difficoltà crescente, ciascuna delle quali vi metterà a confronto con uno dei tantissimi mostri (circa 40 più altri che verranno introdotti in futuro attraverso DLC) che compongono il bestiario di gioco. Le missioni sono suddivise in base al rango, e verranno sbloccate via via procedendo con la trama principale di gioco. Starà a voi scegliere l’approccio per affrontarle, sia per quanto riguarda il vostro equipaggiamento che per gli eventuali compagni di avventura che vi aiuteranno a portare a casa lo scalpo del mostro di turno. Ogni missione è infatti affrontabile sia in singolo che in multiplayer, online ma anche locale, ciò consente quindi anche ai cacciatori novelli di affrontare i mostri più ostili con l’aiuto degli altri giocatori. Questo è certamente la via più consigliata per approcciarsi al gioco, resa ancora più semplice dalla presenza del matchmaking, utile per affrontare e superare qualsiasi missioni con altri hunter sparsi per il globo. Chiaramente ciò presuppone di possedere l’abbonamento al Nintendo Online, senza il quale l’avventura potrebbe risultare più ostica del previsto, soprattutto per coloro che si trovano ad affrontare la prima caccia nel mondo di Monster Hunter.

Come sempre le tipologie di armi fra cui scegliere sono tante, 14 per la precisione, tutte già disponibili all’inizio nella loro versione base. Ancora di più sono le varianti ottenibili scambiando denaro e materiali nel villaggio. Basterà recarsi dal fabbro per scoprire la folta gamma di personalizzazioni disponibili, ciascuna delle quali suddivise per arma e tipologia di materiali richiesti. Seguendo lo schema di migliorie designato sarà possibile ottenere la propria arma dei sogni, non prima però di aver sconfitto più e più volte il mostro di una specifica serie e di aver superato un certo livello di rango. Discorso analogo per le armature e per l’equipaggiamento di Felyne e Canyne, migliorabile grazie agli scarti prodotti dalla lavorazione dell’equipaggiamento del personaggio principale. Avanzando con il gioco e con i gradi sarà possibile lootare anche preziose gemme per potenziare ulteriormente il proprio equipaggiamento. Il farming e il crafting sono quindi alla base delle attività di Monster Hunter Rise, attività che potrebbero tenervi occupati per parecchie ore. Se non avete mai affrontato un Monster Hunter prima d’ora e vi siete spaventati leggendo questa recensione non temete: Monster Hunter Rise vi spiegherà per filo (insetto * ba dum tiss *) e per segno ogni funzionalità del gioco ad ogni “prima volta”. Pur non trattandosi di una serie dall’alto tasso di accessibilità, Capcom ha comunque svolto un ottimo lavoro per rendere Rise un titolo fruibile da chiunque, appassionati e non.

Hinoa Monster Hunter Rise

Graficamente Monster Hunter costituisce una prova molto matura da parte di Capcom e un’ulteriore conferma di come il RE Engine si dimostri molto malleabile ed adattabile alle più disparate situazioni oltre che ad hardware del tutto differenti. I dettagli del villaggio di Kamura e delle varie ambientazioni che compongono Monster Hunter Rise sono di ottima fattura per essere su Nintendo Switch e fanno bella figura sia in docked che in modalità handled, dove il frame rate si comporta bene in ambo i casi senza mai scendere sotto i 30fps. Da segnalare anche l’ottimo comparto audio, soprattutto per la stupenda OST cantata apprezzabile già nei primi istanti di gioco. I contenuti offerti da Monster Hunter Rise sono assolutamente di livello e altri ancora si aggiungeranno alla causa nei prossimi mesi, presumibilmente previo pagamento di uno o più DLC. La speranza è che questi DLC possano anche approfondire la trama di Rise, andando a spezzare quella monotonia tipica della serie che può subentrare a lungo andare.

Piattaforme disponibili: Nintendo Switch