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RECENSIONI

Moero Crystal H | Recensione

Se siete fan di prodotti videoludici giapponesi, con tutta probabilità conoscerete il nome Compile Heart. Nata nel 2006 come sussidiaria di Idea Factory, compagnia fondata da alcuni membri della compianta Data East, Compile Heart è celebre per essere un’azienda molto prolifica in termini di titoli dal chiaro stampo “ecchi”. Le serie Hyperdimension Neptunia ed Agarest sono un chiaro esempio di ciò che la software house ama consegnare nelle mani dei giocatori: RPG/action RPG ricchi di contenuti e soprattutto ricchi di ragazze poco vestite. E’ pur vero che spesso (molto spesso) i titoli focalizzati sulla componente ecchi/hentai siano poco intriganti o poco elaborati, considerata la ragione principale per la quale questi giochi vengono acquistati. Moero Crystal H riesce ad offrire una buona dose di divertimento e complessità pur appartenendo a tutti gli effetti alla categoria “ecchi”?

RAGAZZE COMPLICATE

Migliaia di anni fa il mondo era solo caos. La dea creatrice, triste per questa situazione, decise di dare una direzione a tutto l’universo creando il paradiso e la terra. Creò anche due oggetti infusi di divino potere: le mutandine della luce per regnare sul paradiso ed il reggiseno dell’oscurità per regnare sulla terra. Le mutandine furono consegnate agli umani, mentre alle “monster girl” (ragazze con alcuni tratti fisici non umani) venne affidato il reggiseno. Dopo aver creato il continente fluttuante di Airea, la dea affidò alle due razze il suo ultimo avvertimento: il reggiseno e le mutandine non dovranno mai essere separati. Se accadesse, tremendi avvenimenti inizieranno a scuotere il mondo dalle fondamenta.

Moero Crystal H

Con un incipit di questo genere, è ben chiaro il feeling generale offerto da Moero Crystal H: setting fantasy in puro stile nipponico con abbondanti allusioni sessuali ed una storia generalmente scanzonata, ma non per questo meno interessante se la si prende con la giusta prospettiva. Nei panni del giovane eroe-per-caso Zenox dovremo recuperare il reggiseno dell’oscurità (trafugato da un ignoto ladro) per impedire che il mondo venga distrutto da guerre e devastazioni. Il gioco si presenta come un ibrido tra RPG, dungeon crawler in prima persona e visual novel. Il team Compile Heart è ben noto per la preponderante parte narrativa/ecchi che contraddistingue le sue produzioni: questo capitolo della serie Genkai Tokki non fa eccezione, presentando al giocatore un numero elevato di dialoghi (interamente doppiati in lingua giapponese) ed un gran quantitativo di meccaniche lato gameplay.

Per strano che possa sembrare, il gioco presenta meccaniche molto simili ai concept principali della serie Shin Megami Tensei: Zenox dovrà prima affrontare in combattimento e poi tentare di assimilare all’interno del party le “monster girl” diventate aggressive a causa del furto del reggiseno. Come convincere le ragazze ad unirsi al team? Chiaramente tramite toccatine equivoche su tutto il corpo, durante le fasi di “scrub”. I combattimenti con mostri standard infatti servono esclusivamente ad ottenere punti esperienza, mentre gli scontri con monster girls dovrebbero focalizzarsi sul distruggere i vestiti della ragazza per poi utilizzare le proprie mani come arma e far si che la donzella “ceda alle sensazioni” e torni in sé, con un atteggiamento amichevole. Come accade in altri giochi made in Japan, si cerca in modo non troppo velato di utilizzare pratiche sessuali-sensuali “travestendole” da azioni normalissime e prive di qualsivoglia doppio senso. Il risultato è spesso esilarante e tutto sommato divertente.

BEATO TRA LE DONNE

Zenox, com’è ovvio, si ritrova in un mondo in cui la componente maschile è ridotta al minimo indispensabile. Il regno di Airea è letteralmente popolato al 95% da creature di sesso femminile, cosa che si adatta perfettamente al target di Moero Crystal H. Una volta ottenuto un party consistente, con ragazze che dominano elementi variegati (i classici Terra, Fuoco, Aria, Acqua) ci si può lanciare in esplorazioni più ardite. La componente dungeon crawler è classica in prima persona, con movimenti di casella in casella ed incontri casuali più alcuni eventi speciali e passaggi segreti. La formula funziona bene tutto sommato, nonostante il sistema di gioco generalmente anacronistico. Ma le cose non si fermano di certo all’esplorazione ed al combattimento.

Moero Crystal H

La componente in stile visual novel con tanto di gestione dei rapporti di intimità con ogni singola ragazza, gli eventi “triggerabili” in zone della città, i dialoghi all’interno della taverna ed il mini-gioco shooter per scoprire dungeon addizionali “all’interno di cavità” delle ragazze nel party (!!) aggiunge un numero elevato di elementi al gameplay. De facto si ha a che fare con un quantitativo davvero enorme di contenuti, con il rischio di sentirsi quasi soverchiati dal numero di azioni che è possibile compiere. Chi (come il sottoscritto) viaggia spinto dalle vele del completismo potrebbe sentirsi disorientato da una quantità così grande di possibilità. Il livello di difficoltà è ben bilanciato e la longevità è certamente garantita dalle caratteristiche appena descritte. Peccato per i mini-giochi aggiuntivi che a volte si basano sull’uso del touch screen di Switch, cosa che di fatto obbliga il giocatore ad utilizzare la console in modalità portatile.

Sul fronte tecnico siamo su buoni livelli: se la grafica 3D delle sezioni dungeon crawling non è nulla di che, la mancanza viene ampiamente compensata dal gran numero di effetti visivi, artwork originali e fondali ben realizzati durante le sezioni narrative. Ottimo anche il comparto sonoro che regala pezzi orecchiabili ed un buon doppiaggio in lingua giapponese estremamente diversificato.

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