Negli ultimi mesi, Xbox è finita al centro del dibattito per alcune indiscrezioni legate agli obiettivi economici fissati da Microsoft. Secondo diversi report, alla divisione gaming sarebbe stato richiesto di raggiungere margini di profitto intorno al 30%, un valore sensibilmente superiore alla media del settore, ma durante una recente intervista, la presidente di Xbox Sarah Bond ha affrontato indirettamente la questione, scegliendo però una linea comunicativa prudente e misurata.
Il contesto nasce da un’inchiesta che indicava un maggiore controllo finanziario esercitato da Microsoft sulla divisione Xbox a partire dalla fine del 2023, sotto la supervisione della chief financial officer Amy Hood. L’innalzamento degli obiettivi di profitto sarebbe stato collegato, secondo queste ricostruzioni, a decisioni drastiche come licenziamenti, cancellazioni di progetti ritenuti poco redditizi e a un generale rialzo dei prezzi di console e servizi come Game Pass, nel tentativo di rafforzare la redditività complessiva.
Interpellata direttamente da Fortune Magazine (grazie a Windows Central) sull’esistenza di un target del 30% e sulle sue possibili conseguenze creative e strategiche, Sarah Bond non ha fornito una conferma né una smentita. La presidente ha invece ribadito che Xbox adatta costantemente i propri investimenti in base al contesto macroeconomico, alle richieste dei giocatori e alle esigenze degli sviluppatori, sottolineando come l’obiettivo sia mantenere un business profittevole senza sacrificare la crescita dell’ecosistema.
Nel corso dell’intervista, Bond ha portato esempi concreti per spiegare come le decisioni vengano guidate dai dati di utilizzo reali. In particolare, ha citato Xbox Play Anywhere, una funzione che consente di accedere agli stessi giochi su console, PC e cloud. Secondo i dati interni condivisi, gli utenti che utilizzano titoli compatibili con Play Anywhere trascorrono in media circa il 20% di tempo in più a giocare, mostrando livelli di coinvolgimento e spesa superiori. Questo tipo di comportamento, ha spiegato Bond, è uno dei motivi che ha spinto Microsoft a investire ulteriormente nella funzionalità.
Ecco quanto affermato da Sarah Bond:
“Posso dire che modifichiamo costantemente i nostri investimenti in base a ciò che accade nell’industria macroeconomica, a ciò che chiedono i giocatori e a ciò che chiedono gli sviluppatori, e il nostro obiettivo è offrire un ventaglio completo di esperienze che risponda a tutte queste esigenze. Si tratta di un ciclo continuo in cui ci assicuriamo di portare avanti un business profittevole e sano, ma allo stesso tempo di favorire la crescita dei giocatori, degli sviluppatori e dell’engagement in tutto l’ecosistema.”
Il messaggio che emerge è quello di un equilibrio costante tra profitto e crescita a lungo termine. Tuttavia, la scelta di evitare qualsiasi riferimento diretto alla percentuale del 30% continua ad alimentare le speculazioni, nonostante le smentite dei mesi scorsi. Per molti osservatori, il mancato chiarimento non chiude il dibattito, ma rafforza l’idea che gli obiettivi economici riportati non siano del tutto infondati. In attesa di dati ufficiali, la strategia Xbox resta quindi leggibile soprattutto attraverso le sue mosse concrete: espansione dei servizi, centralità dell’ecosistema e forte attenzione all’engagement.
