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Mario + Rabbids Sparks of Hope, la recensione dello strategico per tutti

Mario + Rabbids Sparks of Hope è il nuovo gioco di casa Ubisoft Paris e Ubisoft Milan in uscita il prossimo 20 ottobre in esclusiva per Nintendo Switch. Dopo il successo del primo capitolo uscito ben 5 anni fa, il distaccamento italiano della nota azienda francese ci riprova proponendoci un gioco estremamente accessibile anche ai più estranei del genere strategico, mantenendo comunque quella comicità che aveva reso molto attraente Mario + Rabbids Kingdome Battle

Se vi dicessi che in questo Mario + Rabbids Sparks of Hope avessimo raggiunto un nuovo livello dei giochi strategici a turni? Ebbene, quando vivemmo assieme su Twitch l’annuncio di questo nuovo capitolo di Mario + Rabbids ne fui estremamente felice, ma con un grande dubbio… rigiocare a un capitolo identico al precedente.

Non ho dovuto aspettare molto per essere smentito, anzi, già dai primi trailer si mostrava un’effettiva evoluzione di Mario + Rabbids con una visuale tattica più pulita e attraente. Il dubbio comunque persisteva perché se il giudizio di un gioco dovessimo affidarlo ai trailer, vivremo in un settore composto unicamente di eccellenze.

Tornando al gioco di casa Ubisoft Paris e Ubisoft Milan, quello che sicuramente che ho più apprezzato è l’estrema facilità di approccio al gameplay strategico che il gioco offre, risultando estremamente immediato anche per i videogiocatori più piccolini. Gli studi di sviluppo, con capofila la sede italiana rappresentata dalla figura del creative director Davide Soliani, hanno confezionato un prodotto di pregevole fattura che regala grandi emozioni sul punto di vista ludico, una cosa relativamente rara tra i AAA più recenti.

Siete pronti ad addentrarvi nella fantastica avventura di Mario e i suoi amici pronti a salvare la galassia dal perfido Cursa e salvare i piccoli sparks?

caricamento di Mario + Rabbids Sparks of Hope

La galassia degli sparks e la minaccia di Cursa, un antagonista inaspettato per Mario + Rabbids

Per ovvi motivi non vi andrò a raccontare nel dettaglio le vicende dei nostri eroi, perciò mi limiterò a narrarvi brevemente l’incipit di Mario + Rabbids Sparks of Hope: Dopo gli avvenimenti di Mario + Rabbids Kingdom Battle, Mario, la Principessa Peach, Beep-0 e I loro amici Rabbid si godono la pace nel Regno dei Funghi. Durante una simpatica ricerca dell’immancabile salopette di Rabbid Mario, dal cielo si è palesata un’enorme manta spaziale che ha catturato la vera principessa del Regno di Funghi, Rabbid Peach. Dopo che Mario è accorsa a salvarla, il cattivo che ha causato questo incidente si è mostrato, Cursa un’entità malvagia che vuole consumare tutta l’energia degli Sparks, delle creature stellari nate dalla fusione degli sfavilloti e i rabbids. Per impedire che ciò accada, Mario e i suoi amici dovranno intraprendere un’avventura nella galassia per salvare tutti gli Sparks. 

Cursa, l'antagonista di Mario + Rabbids Sparks of Hope

Tutta l’avventura si concentrerà nell’esplorazione di 6 diversi pianeti, uno più unico dell’altro, ricco di lore e segreti legati all’universo di Mario + Rabbids. La progressione delle missioni principali è relativamente lineare, ma tutto ciò che contorna l’esplorazione merita una spiegazione: atterrati su ogni pianeta ci saranno molteplici zone esplorabili con molti NPC che vi proporranno molteplici missioni secondarie che potranno essere sbloccate con il progredire della missione principale.

Questo implica un completamento non lineare dei vari pianeti, costringendo il giocatore a volte a fare backtracking (perché una volta esplorato si può ritornare al pianeta). Non lasciatevi ingannare al primo colpo d’occhio di ogni pianeta, le mappe sono molto più grandi di quanto pensiate. 

Relativo al comporto narrativo sono felice di esprimere un pensiero estremamente positivo. Proseguendo pianeta per pianeta, la storia di Mario + Rabbids Sparks of Hope trova delle soluzioni narrative e colpi di scena molto interessanti, non snaturando un prodotto con un target consono al suo PEGI e mantenendo la sua sempre apprezzata vena comica.

alcuni personaggi di Mario + Rabbids Sparks of Hope

Un gameplay “stellare”

L’ho detto prima e lo ribadisco ancora: Mario + Rabbids Sparks of hope è uno degli strategici più divertenti su Nintendo Switch. La sua enorme accessibilità permette a chiunque di godere il gioco di Ubisoft, garantendo allo stesso momento un considerevole livello di sfida tattico. La genitalità di rendere godibile pad alla mano un gameplay strategico che unisce meccaniche in tempo reale inserite dentro a una struttura di gioco a turni, è essenzialmente sopraffina. Questo dimostra la grande capacità di Game Design che c’è stata dietro.

Passando al nocciolo del gioco il gameplay è diviso in due fasi, quella del turno del giocatore e il turno degli avversari. Nel proprio turno il giocatore avrà disposizione un’area di percorrenza per ogni singolo personaggio (varia da ognuno di essi) senza limiti di movimento, mentre la scivolata, ossia attacco di mischia, e il “salto team”, uno slancio dato da un altro personaggio per percorre una distanza maggiore volando, hanno un solo utilizzo per turno; le altre mosse di attacco, di uso con gli spark e degli oggetti consumano un movimento su due massimi per personaggio. 

un combattimento in Mario + Rabbids Sparks of Hope

La configurazione prevede diversi personaggi sul campo di battaglia, dai due ai tre, e questi saranno tranquillamente interscambiabili durante le fasi di gioco, senza seguir nessun ordine prefissato. Questo amplia le scelte strategiche che si possono optare, ma come noi ne teniamo conto, anche i nemici lo fanno: nonostante questo aspetto molto più carino di un qualsiasi strategico a turni, non pensiate che avrete vita facile.

Inizialmente il gioco mette dinanzi al giocatore missioni man mano più complesse, arrivando agli ultimi livelli in situazioni veramente lontane da definire Mario + Rabbids Sparks of Hope un gioco facile. Quello che sicuramente è degno di elogio è come il gioco ti accompagni durante questa crescita di difficoltà, dandoti modo di conoscere a fondo il gioco stesso e tutte le sue meccaniche.

Come gli Sparks, una novità molto importante di questo Mario + Rabbids che aggiungono maggior struttura al titolo. Il giocatore per utilizzare questi esserini molto simpatici dovrà usare un punto azione, ottenendo uno dei molteplici benefici che forniscono, come maggior danno inflitto, difesa migliorata o applicare danno elementale al prossimo attacco. Gli sparks sono 30 in totali, la maggior parte si possono recuperare nella missione principale, mentre gli altri tra le missioni secondarie e le zone segrete del gioco.

Questo elemento unito all’albero delle abilità disponibile per ogni personaggio vanno a creare un miscuglio di fattori estremamente adattabili a ogni specie di battaglia. Le varie sinergie tra Sparks e abilità rendono tutto più interessante, considerando poi che esistono 9 personaggi in totale con ognuno le proprie peculiarità e armi uniche… le combinazioni di gioco sono infinite.

Nel complessivo dell’esperienza si vivranno 6 boss di difficoltà crescente, capaci di regalarci tanti bei momenti e altri di puro terrore. La varietà dei nemici non è impressionante, ma personalmente la trovo adeguata per un gioco del genere. Meglio pochi che buoni, considerando soprattutto la cura riversata dietro dal team di sviluppo: ogni nemico segue un determinato pattern che, in combinazioni con altri nemici, possono rendere la vita davvero difficile al giocatore.

Primo boss di Mario + Rabbids Sparks of Hope

 [Aggettivo superlativo legato allo spazio] del comportato tecnico!

Per chi segue i miei scritti lo sa: sono una persona particolarmente pignola su tutto ciò che circonda il lato artistico, andando ad analizzare e curare certi aspetti che solitamente passano in secondo piante. Mario + Rabbids Sparks of Hope migliora anche in questo campo rispetto al suo predecessore, mostrandosi con un comparto artistico superlativo.

I personaggi sono realizzati con una maggior cura su tutti i fronti, non solo da quelli visivi. Tra le infinità di cutscene presente del gioco ammiriamo e godiamo la presenza di molti personaggi, soprattutto i Rabbids che riusciranno sempre a strapparci una risata nei contesti più disparati. I nemici, da quelli minori al boss principale Cursa, sono estremamente curati, lasciandoci qualcosa di più che non sia una loro mera apparizione.
Non parlo di memorabilità, non è questo lo scopo del gioco, ma di un semplice lavoro ben fatto in termini di sviluppo, non limitandosi il team a fare “il compitino” o a inserire un antagonista perché dove esserci. 

personaggio di Mario + Rabbids Sparks of Hope

I mondi di Mario + Rabbids Sparks of Hope sono diversificati e unici, con tanti easter egg simpatici e con molteplici rimandi alle due serie di videogiochi. Anche le arene sono ben curate sotto un punto di vista grafico, che nonostante siano sconnesse con l’open map si rifanno adeguatamente all’ambiente di provenienza.

Yoko Shimomura, Grant Kirkhope eGareth Coker sono le tre teste dietro alla composizione del comparto sonoro di Mario + Rabbids Sparks of Hope. Durante la mia esplorazione spaziale sono sempre stato accompagnato da una soundtrack sempre idonea al contesto e alcune volte pure memorabile, rimanendo piuttosto colpito. Pregio assoluto e ormai raro è il doppiaggio in italiano, presente in questo gioco con alcune volte di linee di dialogo parziali in gioco o addirittura di intere cutscene.

Sotto il punto di vista puramente tecnico nulla da dire: sia in portatile che in docked funzionava tutto correttamente, senza sentire cali di frame importanti o danni peggiori. Considerando che il gioco è una cozzaglia di animazioni, effetti visivi sparati a manetta e tante altre chicche, il team di sviluppo ha fatto un ottimo lavoro sull’ottimizzazione.

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Kevin Ferrari

Kevin Ferrari

"Se le uova sono essenziali per la carbonara, i videogiochi sono fondamentali per la mia vita. Perciò se vi avanza un posto a tavola invitatemi pure che ne sarò contento."

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