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Logan Paul potrebbe aver speso 3,5 milioni di dollari in carte Pokémon false

Lo youtuber potrebbe aver speso una montagna di soldi in carte false.

In queste ore Logan Paul sta vivendo una situazione piuttosto complicata e carica di tensione, visto che potrebbe aver letteralmente buttato in un solo colpo una vera e propria valanga di soldi. Entrando nello specifico della questione, il noto youtuber ha intrapreso un vero e proprio volo della speranza in quel di Chicago per far controllare l’autenticità di alcune carte Pokémon, che ha acquistato per ben 3,5 milioni di dollari, dopo che un sito di fan ha affermato che erano false.

La star di YouTube ha continuato a raccogliere le carte e a svelarle sul suo podcast, che attualmente conta oltre 3,5 milioni di abbonati sulla piattaforma di streaming di Google. Ed è proprio qui che diversi esperti dei mostriciattoli tascabili di Nintendo hanno iniziato ad investigare se queste carte fossero reali dopo il suo enorme esborso, nonostante la collezione fosse stata precedentemente verificata dalla società di autenticazione delle carte BBCE.

Paul ha ora rilasciato un aggiornamento mentre prevede di volare al quartier generale della società, twittando quanto segue:

“Effettuo un aggiornamento su questo: sto volando a Chicago questo fine settimana per verificare il caso con BBCE, la società che ne ha assicurato l’autenticità. Continua…”

A questo punto non ci resta che attendere e vedere l’evolversi della faccenda, ricordandovi però come le carte Pokémon siano diventate una vera mania da ormai diversi anni, proprio grazie al buon Logan Paul quando ha iniziato a collezionarle.

Queste carte sono state lanciate addirittura nel 1996, quando furono create per la prima volta come oggetti da collezione da affiancare alla serie TV di successo e al franchise di videogiochi.

Fonte: Mirror.co.uk

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Alberto Rossi

Alberto Rossi

Nasco Nintendaro grazie al Super Nintendo per poi subìre la seduzione d'altri lidi, con monoliti neri e croci verdi. Per fortuna che ancora una volta arrivò Navi a dirmi: "Ehy listen..."

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