Parlare di Leggende Pokémon: Z-A non è affatto semplice. Oltre a essere l’ennesimo nuovo titolo del sempiterno franchise nato dalla mente di Satoshi Tajiri, si tratta anche del ritorno dei mostriciattoli tascabili dopo quasi due anni di rumorosissimo silenzio. Due anni senza alcuna uscita di titoli Pokémon, un’inversione di tendenza rispetto all’ultimo decennio, caratterizzata però dal caos scatenato dal cosiddetto “teraleak”, ovvero la diffusione massiccia (e illecita) di tonnellate di informazioni interne di Game Freak, un vero e proprio tsunami all’interno della software house nipponica.
Leggende Pokémon: Z-A segna anche il debutto della serie su Switch 2, pur trattandosi di un titolo cross-gen disponibile anche sulla prima versione della console ibrida Nintendo. Come suggerisce il nome, Leggende Pokémon: Z-A è una nuova iterazione della serie spin-off Leggende, volta ad esplorare e approfondire la lore dell’universo Pokémon proponendo un’esperienza alternativa, ma sempre curata dagli stessi autori della serie principale, Game Freak.
Un titolo attesissimo non solo per il tempo trascorso dall’ultimo capitolo, ma anche per l’attesa di una svolta qualitativa mai come ora così spasmodica, complice anche il nuovo hardware. Chiamato a riscattare la serie dopo le performance tutt’altro che eccellenti di Leggende Pokémon: Arceus prima e di Pokémon Scarlatto e Violetto poi, Leggende Pokémon: Z-A (o meglio, la serie Pokémon) può comunque contare su una streak di top 10 nelle classifiche di vendita che non sembra destinata a finire.
È tempo quindi di riprendere il treno per Luminopoli e tornare all’ombra dell’imponente Torre Prisma, già conosciuta in Pokémon X e Y. Riuscirà Leggende Pokémon: Z-A a dare nuova verve a una generazione di mostriciattoli tascabili piuttosto scialba come fu la sesta, trovando a distanza di anni il suo seguito spirituale? Scopritelo nella nostra recensione di Leggende Pokémon: Z-A!
Dalla Z alla A – Di che si tratta?

Se vi siete persi l’ultimo decennio di pubblicazioni a nome Pokémon, forse vi starete chiedendo che cosa sia Pokémon: Z-A. Ebbene, l’ultimo gioco di Game Freak svolge il doppio ruolo di nuova iterazione del ramo spin-off “Leggende”, dedicato ad approfondire la lore di regioni passate dell’universo Pokémon, e di terzo capitolo spirituale per la sesta generazione inaugurata da Pokémon X e Y su Nintendo 3DS nell’ottobre 2013.
Da qui il nome Z-A, non solo ispirato alla “Z-A Royale”, un torneo introdotto in questo gioco in cui il protagonista deve scalare le graduatorie dal rango più basso (Z) fino all’eccellenza (A), ma anche un chiaro riferimento a Zygarde, terzo leggendario del trittico della sesta generazione, che per vari motivi non ricevette mai il trattamento riservato ai suoi colleghi, rimanendo relegato a semplice comparsa.
A differenza della serie principale, la linea Leggende introduce alcune differenze sostanziali, soprattutto in termini di gameplay. Pur mantenendo la struttura classica di tipi, statistiche e metodi di evoluzione, Leggende Pokémon si presenta come un action JRPG a tutti gli effetti, e Z-A ne rappresenta il punto più ambizioso.
Senza dilungarci troppo sulla trama, basti sapere che i riferimenti alle avventure “stereoscopiche” ambientate a Luminopoli sono molteplici. Tuttavia, come ormai da tradizione per Game Freak, la narrazione resta semplice e accessibile anche ai nuovi fan, soprattutto ai più giovani. La dicitura “Leggende” garantisce però materiale interessante per gli amanti della lore, proiettandoci in una Luminopoli del futuro prossimo.
L’unica certezZ-A – Gameplay e altre novità

Quella pensata da Game Freak per Leggende Pokémon: Z-A è una rivisitazione profonda della formula di gameplay che da oltre vent’anni caratterizza la serie principale. Gli elementi distintivi ci sono tutti: Pokédex, tipi, debolezze, squadra da sei Pokémon, evoluzioni e mosse iconiche. A cambiare è invece lo svolgimento degli incontri, in piena continuità con Leggende Arceus.
Tutto avviene nell’overworld senza interruzioni: basta incrociare lo sguardo di un allenatore o entrare nel raggio d’azione di un Pokémon selvatico per dare inizio alla battaglia. Questa volta, come in un vero action JRPG, potrete muovere liberamente il protagonista con lo stick sinistro, mentre con i comandi del Joy-Con destro impartirete, in tempo reale, le istruzioni al vostro Pokémon.
Addio PP e turni: le quattro mosse a disposizione si trasformano in abilità in stile JRPG, con un buffer che ne limita l’uso. La velocità delle mosse influenzerà la strategia, obbligandovi a pianificare con attenzione per evitare di restare scoperti o subire attacchi consecutivi. Questa scelta rende i combattimenti più dinamici e tattici.
Molte mosse un tempo trascurate trovano nuova utilità e senso, contribuendo a una sfida finalmente più stimolante. Con il giusto tempismo potrete persino schivare gli attacchi nemici, che in alcuni casi danneggeranno anche il protagonista se indugerete troppo nella scelta del Pokémon da schierare. Anche il semplice cambio di Pokémon potrà rivelarsi cruciale per evitare una mossa letale.
La vie en Rogue – Per le strade di Luminopoli

Il concept narrativo e ludico di Leggende Pokémon: Z-A ruota interamente attorno alla ricostruzione della città di Luminopoli. Il gioco si svolge infatti all’interno della vasta metropoli ispirata a Parigi, con le sue vie d’alta moda e i suoi caffè. Quella che in Pokémon X e Y era l’epicentro della regione di Kalos torna qui come unica location, espandendosi nei suoi vicoli e negli edifici più iconici.
Vista l’assenza di ambienti naturali, i Pokémon selvatici sono stati ricollocati in aree delimitate, le cosiddette “zone selvagge”, spazi protetti dove i Pokémon si muovono liberamente senza disturbare la cittadinanza. Qui potrete catturarli per completare il Pokédex e potenziare la squadra.
Le creature selvatiche sono distribuite in aree che ricreano i loro habitat naturali e vi attaccheranno non appena entrerete nel loro raggio visivo, anche in gruppo. A voi la scelta se affrontarli direttamente o coglierli di sorpresa con un lancio furtivo della Poké Ball. L’obiettivo resta completare il Dex e portare a termine le missioni della professoressa Martynia, che ha preso il posto del Professor Platan.
I Pokéguerrieri della notte – Z-A Royale e Megaevoluzioni Ferox

Di giorno Luminopoli è una città viva e pacifica, ma di notte si trasforma in un’arena urbana dove gli allenatori si sfidano per scalare i ranghi della Z-A Royale. Il gioco alterna dinamicamente le fasi diurne e notturne, e al calar delle tenebre la città si tinge di rosso per ospitare battaglie spettacolari tra allenatori di ogni tipo.
Raggiunta la quota di punti necessaria per la promozione, dovrete affrontare un avversario diretto in un duello decisivo, sostituendo di fatto i tradizionali capipalestra. La Z-A Royale gioca quindi un ruolo centrale anche nella trama, intrecciandosi con le sfide alle Megaevoluzioni Ferox, Pokémon potenziati e fuori controllo che rappresentano alcune delle sfide più impegnative del gioco.
Invece di introdurre nuove creature o forme regionali, Leggende Pokémon: Z-A punta su numerose nuove Megaevoluzioni, riportando in auge una meccanica cara alla sesta generazione e ben integrata con le nuove dinamiche in tempo reale.
Luminopoli o Silent Hill? – L’esplorazione
Se finora tutto sembra funzionare, è proprio l’esplorazione a mostrare le prime crepe. La città offre missioni secondarie semplici ma utili a spezzare il ritmo tra le fasi narrative e le battaglie della Z-A Royale. Tuttavia, queste attività si esauriscono rapidamente, lasciando emergere evidenti limiti tecnici e di design.
Luminopoli appare statica, vuota e povera di dettagli. Pochi edifici esplorabili, strade identiche e NPC immobili che sembrano manichini più che abitanti di una città viva. L’assenza di una direzione artistica convincente fa pensare più a un progetto indipendente sviluppato in fretta che a un tripla A di un marchio da milioni di copie vendute.
La (non così) Belle Époque – Grafica e sonoro

Non ci gireremo troppo intorno: Leggende Pokémon: Z-A, anche su Switch 2, è un titolo graficamente mediocre. Pur garantendo framerate e definizione migliori rispetto a Switch 1, il risultato resta deludente rispetto alle potenzialità del nuovo hardware. Le animazioni dei Pokémon sono più curate, ma tutto il resto appare datato: texture a bassa risoluzione, pop-up fastidiosi, ambienti piatti e colori spenti.
Sul fronte audio, a parte i versi dei Pokémon riproposti per l’ennesima volta, c’è ben poco da segnalare. Rimane incomprensibile la scelta di non inserire alcuna forma di doppiaggio, nemmeno minimale. Sarebbero bastate poche battute o voci stilizzate per dare più vita al mondo di gioco.
A Leggende Pokémon: Z-A manca quindi un’identità artistica, unita a un comparto tecnico insufficiente per giustificare un prezzo da tripla A. E come se non bastasse, il gioco sarà completato da un DLC a pagamento già annunciato, un’ulteriore smacco per chi, come noi, abbia l’impressione che il gioco non valga esattamente la candela.
In definitiva, sembra che il banco vinca ancora: l’ennesimo titolo Pokémon in cui le buone idee vengono soffocate da un’esecuzione mediocre. Le nuove meccaniche di gameplay non bastano a salvare un’esperienza che, ancora una volta, lascia un amaro in bocca difficile da ignorare.
La recensione in breve
Dopo qualche anno di attesa, Leggende Pokémon: Z-A è finalmente arrivato nei negozi, ma il risultato, come prevedibile, è tutt’altro che esaltante. Nonostante la serie Leggende abbia già dimostrato di poter portare una ventata d’aria fresca nei giochi Pokémon, con una maggiore attenzione alla componente narrativa, Z-A inciampa nei soliti problemi che da anni affliggono le produzioni Game Freak. Il titolo convince, e non poco, sul fronte del gameplay, proponendo un’alternativa dinamica alla classica formula a turni, ma delude sotto l’aspetto grafico e artistico. Il risultato è una gita a Luminopoli che, pur offrendo qualche momento piacevole, non vale del tutto il prezzo del biglietto.
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Voto Game-eXperience
