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Leggende Pokémon: Arceus Recensione

A meno di un anno dal reveal avvenuto durante il Pokémon Presents dello scorso 26 febbraio, Leggende Pokémon: Arceus fa il suo esordio nel catalogo di Nintendo Switch. Per la prima volta nella storia del franchise, Game Freak, studio giapponese famoso proprio per aver dato i natali alla saga su Game Boy nel lontano 1996, si misura con un titolo sempre a tema mostriciattoli tascabili, ma del tutto differente dai canoni della serie ai quali eravamo abituati. Leggende Pokémon: Arceus è infatti un’avventura open map interamente ambientata nel passato dell’universo Pokémon, dove una Sinnoh antica chiamata Hisui fa da contorno alle vicende di alcuni membri di un Team Galassia ben diverso da quello conosciuto in Diamante e Perla, alle prese con la stesura e il completamento del primo Pokédex. Dopo un’accoglienza piuttosto fredda da parte del pubblico per via di evidenti problemi tecnici visibili già dai primi teaser diffusi, sarà riuscita la nuova creatura di Game Freak a convincerci comunque e a segnare una nuova alba per la gallina dalle uova d’oro di casa Nintendo?

Game Freak, c’eravamo tanto amati

Leggende Pokémon: Arceus

Per anni il nome di Game Freak non ha fatto altro che suscitare nel cuore dei Pokéfan una gioia pressoché immensa. La breve introduzione con il logo che compariva in coda ad uno sciame di stelle significava soltanto una cosa: si era al cospetto dell’ennesimo, inconfondibile, memorabile, appassionante titolo della saga principale di JRPG Pokémon. Dai primissimi Pokémon Rosso e Verde (Blu in Occidente) fino a Bianco e Nero 2 il sodalizio fra pubblico e la software house giapponese è stato perfetto, un matrimonio che pareva avesse tutti i presupposti per durare in eterno. Con l’avvento nel 2013 di un hardware più potente come quello di Nintendo 3DS e di Pokémon X e Y qualcosa però ha iniziato lentamente ad incrinarsi. I titoli Pokémon, infatti, stavano iniziando a mostrarsi sempre più arretrati tecnicamente, lasciando trapelare una certa noncuranza da parte di Game Freak nonché una scarsa predisposizione all’innovazione. Dopo un parziale sospiro di sollievo ottenuto con Pokémon Rubino Omega e Zaffiro Alpha, i remake della gloriosa terza generazione, la serie è inciampata nuovamente con l’uscita di Pokémon Sole e Luna, fino ad arrivare al punto di rottura coi fan di vecchia data con i discussi Pokémon Let’s Go, Pikachu! e Let’s Go, Eevee!. Nonostante ciò, la serie Pokémon non ha mai smesso di macinare vendite su vendite confermandosi fra le più redditizie di casa Nintendo. Gli ultimi Pokémon Spada e Scudo, pur non esenti da critiche, ne sono un perfetto esempio. Infine nel Pokémon Presents dell’anno scorso un annuncio ha sconvolto Pokéfan e non: i successivi titoli della saga principale di Pokémon, i remake di Diamante e Perla, sarebbero stati affidati ad un’altra software house, ovvero ILCA. Game Freak era pronta infatti ad annunciare un titolo del tutto nuovo, una possibile ventata d’aria fresca pronta a rivoluzionare l’intera serie, Leggende Pokémon: Arceus.

Breath of the Monster Hunter

Il primo pensiero che è balenato nella mente di quasi tutti è stato più o meno lo stesso: The Legend of Zelda Breath of the Wild. Un gioco in cui per la prima volta l’esplorazione sembra essere al centro del gameplay, con tanto di set up montano visitabile in lungo e in largo dove i Pokémon scorazzano in totale libertà. Niente più incontri casuali nell’erba alta, ma un vero e proprio mondo vivo popolato da Pokémon selvatici a proprio agio nel loro habitat naturale. Col passare del tempo È emerso sempre di più quanto l’ispirazione massima di Leggende Pokémon:Arceus venga da un’altra saga celebre, ovvero Monster Hunter. In Leggende Pokémon: Arceus il tema portante è quello della cattura dei Pokémon e del completamento del primo e rudimentale Pokédex, una vera propria “caccia” ai mostriciattoli tascabili. Il nuovo titolo di Game Freak è infatti da considerarsi a tutti gli effetti un open map nel quale, partendo dal’hub centrale ella Città Giubilo, è possibile visitare alcune aree selvagge brulicanti Pokémon da studiare e, ovviamente, catturare. L’isola che ospita le vicende narrate nel gioco altri non è che la Sinnoh di Pokémon Diamante e Perla e dei relativi remake usciti pochi mesi fa su Nintendo Switch, ai tempi in cui veniva chiamata semplicemente Hisui.

Hisui, la vecchia Sinnoh

Leggende Pokémon: Arceus

Ispirata all’isola giapponese di Hokkaido nel periodo Meiji, Hisui è una terra prevalentemente selvaggia dove gli umani si concentrano in alcuni villaggi rudimentali come quello di Giubilo, sede del Team Galassia. A differenza di quanto visto in Diamante e Perla, dove il team agiva da antagonista principale delle due avventure, il Team Galassia di Leggende Pokémon: Arceus è un’organizzazione di ricerca dagli scopi ben più benevoli capitanata dal leader Soruan. Suddivisa in tre sezioni, la Squadra medica, la Squadra di vigilanza e la Squadra di ricerca (no, non stiamo parlando di Attack on Titan…) il nuovo/vecchio Team Galassia ha come obbiettivo quello di raccogliere quante più informazioni sui Pokémon, ai tempi creature selvatiche ostili ancora poco conosciute e soprattutto poco ammaestrate. A contrapporsi al Team Galassia ci sono due diverse organizzazioni: il Team Diamante e il Team Perla. Devoti rispettivamente al tempo e allo spazio, entrambi i team venerano il Sommo Sinnoh, un’entità considerata creatrice della regione, e i Pokémon regali, creature discendenti proprio dal Sommo e che vegliano su determinate aree di Hisui. Il protagonista è un ragazzo o una ragazza che, dopo l’incontro con una figura dalle fattezze del Leggendario Arceus, viene catapultato/a inspiegabilmente da un’altra epoca su Hisui. Spaesato, il protagonista viene tratto in salvo sulla riva della Spiaggia Origine dal Professor Laven, uno studioso giunto dall’estero a Hisui per studiare le abitudini dei Pokémon, personaggio ispirato alla figura storica di Thomas Blakiston, un naturalista che esplorò realmente l’Hokkaido a fine Ottocento per studiarne proprio la fauna. Dopo aver ricevuto il primo Pokémon dal Professore scelto fra Rowlet, Cyndaquil e Oshawott, il protagonista si unirà presto al Team Galassia per dare il proprio contributo al completamento del Pokémon sfoggiando le proprie capacità innate di cattura.

La lore di Leggende Pokémon: Arceus, che già nel titolo chiude con le tradizioni del passato (niente più colori, pietre preziose ecc.), verrà snocciolata soltanto poco alla volta, raggiungendo l’apice soltanto nelle fasi finali senza però mai esplodere realmente. Arceus, all’interno della mitologia Pokémon, rappresenta colui che ha creato il mondo ed ogni cosa ad esso connessa. Introdotto proprio nella quarta generazione, quella di Diamante e Perla, Arceus è in grado di cambiare tipo e aspetto, cosa che lo rende di fatto fra i Pokémon più poliedrici e potenti. In Leggende Pokémon: Arceus, il Pokémon Primevo è ovviamente al centro delle vicende narrate, nonostante rimanga celato per gran parte della durata del gioco. Insomma, ritmi non propriamente altissimi ma Leggende Pokémon: Arceus è anche e soprattutto gameplay.

Tanto tempo fa, li acchiapparono tutti…

Leggende Pokémon: Arceus

Come già accennato, Leggende Pokémon: Arceus stravolge completamente il concetto di esplorazione tipico della serie. Tutto è più fluido, più naturale e si respira un senso di libertà senza eguali, almeno non fra i precedenti lavori di Game Freak. La telecamera è completamente regolabile dal giocatore, senza più quei fastidiosi vincoli al quale c’eravamo tristemente abituati. Quella di Hisui è un’isola ricolma di ecosistemi di varia natura, dalla pianura fino alle zone collinari, passando dai vulcani, alle foreste fino alle spiagge. Ogni habitat è popolato da determinate specie di Pokémon che, a differenza di quanto visto con le Terre Selvagge di Spada e Scudo, sembrano essere meglio distribuiti in modo da ricordare maggiormente gli animali o le piante ai quali sono ispirati. Le aree di Hisui sono piuttosto grandi, per questo sono state introdotte le cavalcature per facilitare le fasi d’esplorazione. Ad esempio sarà possibile trottare in sella ad un Wyrdeer, o ancora volare aggrappati ad un Braviary, fino a nuotare sul dorso di Basculegion. Mappa alla mano partirete quindi alla scoperta di Hisui guidati dai tanti, tantissimi incarichi e missioni che otterrete nel corso della vostra avventura.

In Leggende Pokémon: Arceus tutto ruota attorno al compimento degli incarichi Pokédex e delle missioni (le quali non sempre però brillano per originalità e varietà). Dopo aver fatto scorta di materiali al Villaggio Giubilo potrete scegliere una fra le aree presenti in Hisui e inziare così la vostra caccia ai Pokémon. A differenza del passato, dove una singola cattura bastava a spuntare la voce di un determinato Pokémon all’interno del Pokédex, Leggende Pokémon: Arceus predilige un sistema di cattura più impulsivo, alla stregua del gioco mobile Pokémon GO. Raccogliendo più esemplari infatti porteremo a termine i diversi incarichi proposti dal Pokédex, le cui voci avranno un livello di completamento tale da definire il grado di padronanza di quella determinata specie. Naturalmente non tutte le missioni hanno lo stesso peso, quelle principali serviranno per poter avanzare come di consueto nella trama principale mentre grazie alle secondarie potrete collezionare oggetti e strumenti utili per la vostra avventura.

Leggende Pokémon: Arceus mostra fin dall’inizio alcune differenze sostanziali con il passato. Nonostante la serie si sia già tuffata nel mondo a tre dimensioni, soprattutto con Spada e Scudo, Leggende Pokémon: Arceus elimina (quasi) definitivamente tutte le barriere durante le fasi esplorative consegnando fra le mani dei videogiocatori di tutto il mondo un JRPG vero e proprio. Come già detto in apertura, l’erba alta e gli incontri casuali lasciano il posto ad ampie porzioni di mappa esplorabili nelle quali i Pokémon fanno capolino da ogni parte, comportandosi in maniera spontanea e tutto sommato credibile. Leggende Pokémon: Arceus propone quindi un mix fra vecchio e nuovo. Per catturare i mostriciattoli infatti basterà avvicinarli e lanciare una sfera in loro direzione, senza dover necessariamente avviare un incontro. Ciascun Pokèmon ha una propria hitbox a seconda della forma e della dimensione e alcuni fattori, come ad esempio l’avvicinarsi in modo furtivo, contribuiranno positivamente ad una buona riuscita della cattura. Alcuni strumenti come bacche o cibo torneranno utili per attirare l’attenzione di alcune specie e aumentare il catch rate che, comunque, è stato aumentato per favorire la cattura battle-less. Last but not the least, in Leggende Pokémon: Arceus il vostro alter ego potrà subire danni o addirittura perdere i sensi subendo gli attacchi dei nemici che, indispettiti, si scaglieranno contro di voi. Per scongiurare questa nefasta ipotesi potrete scegliere due diversi tipi di approccio: fuggire grazie alla schivata oppure sferrare uno dei vostri Pokémon catturati e incominciare la più classica delle battaglie.

Fermi tutti, è tempo di duellare

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Torna anche in Leggende Pokémon: Arceus il classico battle-system a turni tipico della serie. Selezionando uno fra i 6 Pokémon a vostra disposizione e scagliandolo letteralmente verso l’avversario partirà quindi una battaglia. A differenza del passato lo stacco fra overworld e scontro è stato eliminato, il campo di battaglia sarà infatti l’esatta posizione in cui vi trovavate, con tanto di Pokémon circostanti a “disturbare” la lotta intervenendo in favore del nemico. Certo, talvolta ci si ritrova a lottare senza vedere alcunché a causa dei dislivelli o dell’erba alta, apprezziamo però la scelta di rendere ancora più realistiche le lotte fra Pokémon. Punti vita, punti potenza, mosse, tipi, stati ecc. tornano tutti così come abbiamo imparato ad amarli nel corso di questi oltre 25 anni di vita del brand. Non potevano mancare apprendimento, mosse ed evoluzioni, anche la scelta di renderle asincrone (soprattutto le prime) ci è parsa un po’ discutibile, in quanto costringe il giocatore a dover consultare di volta in volta l’elenco di quelle disponibili.

Altre differenze sostanziali fra il battle system di Leggende Pokémon: Arceus e quello dei precedenti titoli Pokémon sviluppati da Game Freak sono da ricercarsi nella gestione delle turnazioni e nell’introduzione delle Tecniche Veloci e Tecniche Potenti. Pur rimanendo strutturate a turni, lo svolgimento delle battaglie di Leggende Pokémon: Arceus non è più necessariamente perfettamente alternato. A seconda di alcuni parametri, come ad esempio la velocità dei Pokémon coinvolti in battaglia o l’utilizzo di determinate mosse, uno dei due contendenti potrà beneficiare di più mosse consecutive. Le nuove Tecniche Veloci e Potenti, oltre ad influenzare l’ordine dei turni, potranno ribaltare l’esito delle battaglie più impegnative. Le prime toglieranno una percentuale di potenza alle mosse ma consentiranno al Pokémon di avere un’azione extra. Di contro, le Tecniche Potenti aumenteranno l’efficacia delle mosse a discapito della velocità. Entrambe consumano più PP del normale e potranno essere sbloccate soltanto dopo aver padroneggiato una determinata mossa.

Se gli amanti delle lotte con gli allenatori dovranno accontentarsi di qualche sporadica battaglia contro alcuni personaggi chiave, chi ha fame di sfide potrà comunque trovare pane per i propri denti nelle lotte con i Pokémon Alpha e, soprattutto, con i Pokémon Re. I primi sono l’equivalente dei capibranco, solitamente rappresentati dalle forme finali di una determinata specie che popola quell’area della mappa. Distinguibili dai loro occhi di colore rosso acceso, i Pokémon Alpha sono solitamente di un livello sopra la media, più difficili non solo da abbattere, ma ancha da catturare. I Pokémon Re invece altri non sono che i boss di Leggende Pokémon: Arceus. Questi temibili discendenti del Sommo Sinnoh sono stati investiti da un fulmine proveniente dallo squarcio spaziotemporale (lo stesso dal quale siete precipitati sulla Spiaggia Origine) che li ha irradiati di luce dorata oltre ad averli resi particolarmente ostili. Qui viene introdotto un nuovo sistema di combattimento totalmente inedito che unisce sia le nuove meccaniche di cattura che quelle classiche di battaglia. I Pokémon Re andranno innanzitutto resi più docili bersagliandoli a ripetizione con alcuni sacchetti contenenti cibo. Questi Pokémon però non staranno di certo a guardare, al contrario cercheranno in tutti modi di mandarci KO con le loro tecniche devastanti. La schivata qui sarà fondamentale per evitare di perdere i sensi e dover ricominciare lo scontro daccapo. Dopo un certo numero di colpi i Pokémon Re vacilleranno, a quel punto sarà possibile avviare una battaglia fra Pokémon che, se conclusa con successo, renderà il nemico innocuo e vulnerabile per una manciata di secondi. Soltanto dopo aver portato a termine la barra gialla luminosa posta nella parte alta dello schermo il Pokémon Re sarà finalmente domato.

Il Pokémon di cui avevamo bisogno…o quello che ci meritiamo?

Professor

Analizzato il gioco in ogni suo aspetto ludico e narrativo, è tempo di affrontare i vari elefanti nella stanza che aleggiano dal primo reveal datato 2021 e ai quali oggi, finalmente, possiamo dare un nome ed un cognome. I tanto discussi limiti tecnici ci sono, e sono anche piuttosto evidenti, peccato però non siano gli unici problemi di Leggende Pokémon: Arceus. Andiamo però con ordine: Leggende Pokémon: Arceus è un titolo tecnicamente più che datato, direi improponibile. Texture e modelli poligonali non sono assolutamente al passo coi tempi e denotano una realizzazione assolutamente approssimativa da parte di Game Freak. Il paragone con altri titoli Nintendo Switch, come ad esempio lo stracitato Breath of The Wild, ma anche lo stesso Monster Hunter: Rise per non parlare di altre dozzine di titoli first/third party è decisamente impietoso. A salvarsi è unicamente il frame rate, fortunatamente stabile sui 30 fps.

Oltre alle lacune sul fronte tecnico, il secondo più grande rammarico legato a Leggende Pokémon: Arceus è rappresentato da character e level design, entrambi spaventosamente anonimi e poco curati. Per quanto riguarda il primo, Leggende Pokémon: Arceus sembra aver perso per strada l’inconfondibile tocco artistico del maestro Ken Sugimori, co-creatore del brand e principale designer delle creature e dei personaggi della serie. Oltre ad alcune rivisitazioni discutibili di Pokémon già noti ai fan di vecchia data, i problemi di character design coinvolgono anche la realizzazione del cast principale di Leggende Pokémon: Arceus, talvolta più simile ad una brutta copia che ad un titolo originale della serie a firma Nintendo (vedere il design di Perula per credere). Nonostante gli sforzi di Game Freak per svecchiare una formula di gioco ormai trita e ritrita, Leggende Pokémon: Arceus rischia di essere un ibrido fin troppo sbilanciato sulla componente collezionistica, a discapito delle lotte e della scalata verso il successo tipica della serie main.

Indubbiamente Leggende Pokémon: Arceus è anche un gioco enorme, perlomeno nei contenuti. Completare tutti gli incarichi e, soprattutto, portare a termine il Pokédex è un’impresa da almeno 40-50 ore. I collezionisti e gli amanti del crafting alla Monster Hunter troveranno quindi pane per i propri denti, senza però la parte cooperativa qui limitata ad alcune funzionalità di multiplayer asincrono per il reciproco aiuto dei giocatori, una versione rudimentale di quanto visto su Death Stranding riservata però unicamente agli abbonati a Nintendo Online. Peccato.

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Matteo Marchetti

Matteo Marchetti

Musicista e videogiocatore incallito. Quando non è impegnato a produrre suoni orripilanti con il suo basso, lo troverete di certo a pigiare tasti sul pad per salvare un'altra principessa o per distruggere l'ennesimo boss.

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