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Lake Recensione

Può un videogame parlare semplicemente della quotidianità, di lavoro, di amicizia, di matrimonio, di routine e di vacanze? Lake dello studio olandese di Gamious cerca di rispondere a questa domanda, con un titolo per PC, Switch, PS4, Xbox One e Series S|X. A metà fra un walking simulator e una graphic novel, Lake è un avventura leggera e spensierata, dove l’azione viene messa da parte in favore della narrativa pura e cruda, il tutto attraverso scene di vita quotidiana che vedono coinvolta una giovane ragazza alle prese con i suoi ricordi d’infanzia in uno splendido villaggio montano sulle rive di un lago a fare da contorno. La frenesia lascia quindi spazio alla tranquillità, ma sarà sufficientemente profondo da scongiurare lo spettro della monotonia?

Il luogo dei ricordi

Meredith

A volte non basta avere un lavoro proficuo in un settore in piena esplosione come quello dell’informatica durante gli anni ’80 per sentirsi felici ed appagati. Lo sa bene Meredith Weiss che, nonostante un promettente sistema operativo in cantiere e la prospettiva di un futuro roseo, decide di staccare la spina per concedersi due settimane immersa nella natura nel suo paese di origine. Una “vacanza” lunga quattordici giorni nella quale Meredith sostituirà suo padre come postino a Providence Oaks, un ottimo modo per riscoprire la sua città natale e i suoi abitanti, riscoprendo volti noti ed altri invece sconosciuti, semplicemente bussando di porta in porta.

Meredith ritroverà quindi una città apparentemente uguale rispetto a quella che aveva lasciato ventidue anni prima, ma profondamente mutata nelle sue persone e nei suoi punti d’interesse, lago escluso. Nella sua temporanea attività di postina Meredith avrà quindi l’occasione di riscoprire la sua città da cima a fondo, parlando con le persone e visitando i luoghi che la caratterizzano. Un viaggio riscoperta delle proprie origini, ma anche di se stessi visto che fondamentale sarà la scelta della protagonista circa il proprio futuro. La Providance Oaks di Lake è la classica cittadina montana in perfetto stile USA, ricca di boschi e alture ed impreziosita da un maestoso lago posto al centro che dà il nome all’avventura. Se gli scorci ricordano per certi versi quelli visti in Twin Peaks, le atmosfere qui sono decisamente più rilassate e distese rispetto al criptico capolavoro di David Lynch.

The real Bartolini simulator

Providence Oaks

Il gioco si svolge quindi durante le due settimane di permanenza di Meredith a Providence Oaks. Ogni giorno avremo un determinato numero di lettere o pacchi da consegnare ai rispettivi destinatari indicati sulla mappa di gioco. Grazie al van in dotazione all’ufficio postale potrete comodamente esplorare la cittadina scegliendo in quale ordine recapitare la posta prima di rientrare alla base. E’ chiaro quanto il livello di difficoltà sia pressoché pari a zero, ma il vero fulcro del gameplay di Lake sta nella trama e nei dialoghi. Consegnando la posta infatti, Meredith incontrerà e converserà con gli abitanti di Providence Oaks, ficcando il naso via via sempre di più nelle loro vite e scoprendo nuovi dettagli sul proprio passato. Il giocatore potrà scegliere come rispondere scegliendo fra alcune opzioni, le quali influenzeranno il rapporto fra Meredith e gli stessi abitanti. Meredith capirà man mano che il suo legame con la cittadina di Providence Oaks è tutt’altro che dissolto e si troverà presto d’innanzi ad un bivio che la porterà a scegliere fra la sua vita caotica da programmatrice in città e quella più tranquilla sulle rive del lago.

A primo impatto, Lake stupisce per le sue tinte coloratissime e il sue stile cartoonesco in cel-shading, reso ancor più d’impatto grazie e soprattutto al supporto del ray-tracing. Di contro però basta andare a vedere nei dettagli per trovare non poche lacune per ciò che concerne la realizzazione tecnica del titolo a firma Gamious. Se gli effetti pop-up non tardano ad arrivare mostrandosi già nella primissima sequenza di gioco, nemmeno le animazioni di gioco ci hanno pienamente convinti, fin troppo legnose e poco espressive. La solfa non cambia nemmeno parlando di performance, con cali di frame rate piuttosto frequenti e qualche sporadico bug. Pur essendo tutto sommato bello da vedere e libero di essere esplorato, è doveroso evidenziare che il mondo di Providence Oaks è anche piuttosto vuoto e decisamente poco interagibile. La la componente sandbox in stile Grand Theft Auto infatti è veramente troppo abbozzata, basti andare in giro a bordo del van per rendersi conto che non è stata implementata alcun tipo di gestione delle collisioni, né con gli altri automobilisti, né con gli oggetti sparsi per la strada né tantomeno con i pedoni.

Di tutt’altra musica la colonna sonora, con una manciata di brani piacevoli e ben eseguiti, nonostante siano poco inerenti con il setup anni ’80 del gioco. Anni ’80 ben rappresentati invece dai luoghi ed i costumi dei personaggi, oltre a numerosi riferimenti alla cultura pop di quel decennio sparsi un po’ ovunque. Nonostante il suo prezzo budget, Lake riesce comunque a garantire fino a 6-7 ore di divertimento, longevità variabile a seconda dello stile di gioco adottato. Le scelte intraprese da Meredith nel corso dell’avventura porteranno infine a tre finali distinti, anche se a nostro avviso il fattore rigiocabilità di Lake è piuttosto basso. In conclusione, segnaliamo l’ottimo doppiaggio in inglese per quanto riguarda i dialoghi del gioco, seppur la nostra lingua non figuri nemmeno fra quelle selezionabili per i sottotitoli, peccato.

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Matteo Marchetti

Matteo Marchetti

Musicista e videogiocatore incallito. Quando non è impegnato a produrre suoni orripilanti con il suo basso, lo troverete di certo a pigiare tasti sul pad per salvare un'altra principessa o per distruggere l'ennesimo boss.

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