Due influenti senatori statunitensi, Elizabeth Warren e Richard Blumenthal, hanno sollevato gravi preoccupazioni sull’acquisizione di Electronic Arts da parte di un consorzio guidato dal Public Investment Fund (PIF) dell’Arabia Saudita, insieme ai fondi Silver Lake e Affinity Partners, quest’ultimo controllato da Jared Kushner, genero di Donald Trump. In una lettera indirizzata al Segretario al Tesoro Scott Bessent, che presiede il CFIUS, i due politici democratici hanno descritto l’accordo come un “rischio per la sicurezza nazionale” e una minaccia di “influenza straniera” sull’industria tecnologica e culturale americana.
L’operazione, annunciata il 29 settembre 2025, prevede la privatizzazione di EA per 55 miliardi di dollari, con il fondo saudita destinato a ottenere la quota di maggioranza. Si tratterebbe del più grande leveraged buyout della storia, con l’aggiunta di circa 20 miliardi di dollari di debito alla società, famosa per franchise come Battlefield, The Sims e Madden NFL.
Secondo Warren e Blumenthal, l’investimento saudita non sarebbe solo economico ma strategico, volto a “espandere l’influenza culturale del Regno e a modellare come miliardi di persone interagiscono nel mondo digitale”. I senatori temono che, attraverso EA, Riyadh possa ottenere accesso ai dati personali di oltre 700 milioni di giocatori nel mondo, oltre a informazioni sensibili legate ai progetti di intelligenza artificiale dell’azienda. Questo, affermano, potrebbe consentire al governo saudita di condurre operazioni di sorveglianza, diffondere propaganda o esercitare forme di censura mirata.
Le preoccupazioni si estendono anche al ruolo di Jared Kushner. Gli stessi senatori hanno evidenziato come la sua società Affinity Partners, già finanziata con 2 miliardi di dollari dal PIF, potrebbe essere stata coinvolta nel progetto per favorire l’approvazione politica dell’accordo: “Cosa impedirebbe ai regolatori di dire sì al genero del presidente?”, hanno scritto, accusando l’amministrazione Trump di conflitti d’interesse.
Oltre ai rischi geopolitici, la privatizzazione di EA ridurrebbe la trasparenza finanziaria dell’azienda, eliminando gli obblighi di rendicontazione alla SEC (Securities and Exchange Commission). Ciò, sostengono i senatori, consentirebbe al fondo saudita di esercitare un controllo diretto sulle strategie editoriali, sui contenuti dei giochi e persino sulla rappresentazione culturale americana nel medium videoludico.
Infine, Warren e Blumenthal hanno chiesto al CFIUS di condurre un’indagine approfondita e di rendere pubblici i risultati, includendo misure per impedire che il PIF o il governo saudita possano accedere ai dati, alle tecnologie o al personale statunitense coinvolto nei progetti sensibili. Analisti indipendenti concordano sul fatto che l’obiettivo di Riad sia quello di ottenere “legittimità culturale globale” attraverso l’intrattenimento digitale, una strategia riassunta da un esperto della New York University con una frase emblematica: “Il gaming è il nuovo petrolio.”
Aggiungiamo che EA potrebbe vendere BioWare dopo il completamento dell’acquisizione.
