Il remake di Prince of Persia: Le Sabbie del Tempo sarebbe stato cancellato da Ubisoft quando lo sviluppo era ormai vicino alla conclusione. Secondo diverse fonti interne e insider del settore, il progetto era completato al 99%, con solo bug e rifiniture residue. Ricordiamo che la cancellazione del gioco è avvenuta nel contesto di una profonda riorganizzazione aziendale che ha portato all’eliminazione di sei giochi e a forti ripercussioni finanziarie. Nonostante l’avanzamento dei lavori, Ubisoft avrebbe deciso di interrompere il progetto all’ultimo momento, una scelta che ha riacceso il dibattito sul futuro del franchise.
A rivelare lo stato del gioco è stato uno sviluppatore coinvolto nel progetto, intervenuto su Reddit con lo pseudonimo SocramVelmar (grazie a Tech4Gamers). Secondo il suo racconto, il remake era “vicino al traguardo”, ma lo sviluppo si è fermato bruscamente a causa dell’incertezza interna, dei timori legati ai licenziamenti e dello spostamento di parte del team verso studi più stabili. L’idea che il gioco fosse “quasi pronto” non significa però che fosse realmente pronto per il mercato: anche un titolo apparentemente completo richiede ulteriori investimenti per il lancio e per il supporto post-uscita.
Dalle informazioni emerse, uno dei fattori decisivi sarebbe stata la qualità complessiva del remake. Insider affidabili parlano di valutazioni interne molto discordanti, con report che andavano da “accettabile” a “assolutamente pessimo”. Anche l’aspetto del protagonista, trapelato tramite materiali non ufficiali, sarebbe apparso poco rifinito rispetto alle aspettative. In questo contesto, Ubisoft avrebbe ritenuto che pubblicare un prodotto in cui non aveva piena fiducia potesse causare danni maggiori rispetto alla cancellazione, sia sul piano economico sia su quello dell’immagine.
A pesare sulla decisione ci sarebbe stato anche il cambio di priorità strategiche dell’azienda. Secondo lo sviluppatore, titoli più compatti e lineari come Le Sabbie del Tempo faticano oggi a trovare spazio in un catalogo sempre più orientato verso grandi esperienze open world. Il remake, pur rispettando l’impianto del gioco del 2003, introduceva novità interessanti, come una reinterpretazione del tempo non solo come riavvolgimento, ma come elemento con cui “collaborare”, interagendo con le eco delle azioni passate.
Nonostante il forte avanzamento dello sviluppo, Ubisoft non sarebbe stata più disposta – o in grado – di sostenere i costi aggiuntivi necessari per rifinire e supportare il gioco nel lungo periodo. Il risultato è una cancellazione che conferma quanto il remake fosse vicino a vedere la luce, ma anche quanto la soglia qualitativa e strategica dell’editore abbia inciso sulla sua sorte finale.
