Ubisoft ha annunciato una profonda ristrutturazione interna che segna un punto di svolta nella sua strategia industriale. Dopo anni difficili, caratterizzati da lanci sotto le aspettative e da un calo del valore in Borsa, il gruppo francese ha deciso di rivedere radicalmente la propria organizzazione. Il piano prevede la cancellazione di sei videogiochi in sviluppo, il rinvio di altri sette e la chiusura di due studi, una manovra definita dalla dirigenza come necessaria per tornare a una crescita sostenibile e recuperare la leadership creativa.
Entrando nel dettaglio, i sei giochi cancellati non hanno superato i nuovi standard qualitativi “rafforzati” introdotti da Ubisoft. Tra questi spicca Prince of Persia: Le Sabbie del Tempo, remake rimandato più volte negli anni, affiancato da un titolo mobile e da quattro progetti mai annunciati pubblicamente, tre dei quali erano nuove IP. La decisione è arrivata dopo una revisione completa della pipeline produttiva condotta tra dicembre e gennaio, che ha portato il gruppo a rifocalizzare il proprio portafoglio e a rivedere in modo sostanziale la roadmap dei prossimi tre anni.
Parallelamente, Ubisoft ha confermato il rinvio di sette videogiochi per concedere più tempo allo sviluppo e migliorare la qualità finale. I titoli coinvolti non sono stati svelati, ma l’azienda ha precisato che almeno uno, inizialmente previsto entro aprile 2026, uscirà ora prima di aprile 2027. La scelta riflette una strategia più prudente, che punta a evitare uscite affrettate e a massimizzare il valore dei giochi nel lungo periodo, soprattutto nei segmenti delle avventure open world e delle esperienze “game as a service”.
La ristrutturazione ha anche un impatto diretto sulla struttura aziendale. Ubisoft ha chiuso gli studi di Halifax e Stoccolma, già segnalati nei mesi scorsi, e sta valutando la possibile vendita di alcuni asset. Allo stesso tempo, il gruppo accelera le iniziative di riduzione dei costi, con l’obiettivo di tagliare le spese fisse di circa 200 milioni di euro nei prossimi due anni. Sui possibili esuberi non sono stati forniti numeri precisi: l’azienda ha indicato che parte del personale verrà riallocata su altri progetti, mentre altre posizioni potrebbero non essere confermate.
Il fulcro del nuovo modello operativo è la creazione di cinque “case creative” indipendenti, ciascuna con una propria leadership e piena responsabilità su sviluppo, pubblicazione e risultati finanziari. La prima è Vantage Studios, controllata in parte da Tencent, che gestirà franchise chiave come Assassin’s Creed, Rainbow Six e Far Cry. Le altre divisioni copriranno gli sparatutto competitivi e cooperativi, le esperienze live, i mondi fantasy e narrativi, e i giochi casual e per famiglie. A supporto opereranno un Network creativo, dedicato alla condivisione delle competenze, e un gruppo di servizi centrali per tecnologia, QA, localizzazione e pianificazione.
Secondo l’amministratore delegato Yves Guillemot, l’industria AAA è diventata più selettiva e costosa, ma i giochi di eccellenza hanno oggi un potenziale economico senza precedenti. Per questo, pur riconoscendo l’impatto negativo nel breve termine sui risultati finanziari, Ubisoft considera questo “major reset” una scelta obbligata. L’obiettivo è costruire un’organizzazione più snella, focalizzata ed efficiente, capace di prendere decisioni più rapide e di riportare la qualità dei giochi al centro della propria proposta nei prossimi anni.
