I team di sviluppo AAA sono spesso associati a produzioni monumentali, costose e dal ciclo di sviluppo lunghissimo. Tuttavia, Meghan Morgan Juinio, ex Co-Head e Director of Product Development di Santa Monica Studio di God of War Ragnarok, ritiene che sia giunto il momento di cambiare paradigma.
In un’intervista a Game Developer durante il Gamescom Asia, la produttrice ha sottolineato che i grandi team dovrebbero investire anche in progetti più piccoli, i cosiddetti giochi “AA” o addirittura indie, per garantire maggiore sostenibilità, creatività e varietà all’interno dell’industria videoludica.
Juinio spiega che le major non possono continuare a puntare tutto su pochi colossi dal budget sempre più elevato: un modello che, se da un lato genera enormi ricavi, dall’altro alimenta un ciclo instabile di licenziamenti, cancellazioni di progetti e chiusure di studi. “C’è un’opportunità per tutti noi di guardare alla visione strategica a lungo termine,” ha affermato, “e di pianificare consapevolmente che tipo di prodotti vogliamo creare e che tipo di identità vogliamo costruire come industria.”
Questo non significa abbandonare franchise di successo come God of War o Call of Duty, ma affiancarvi esperimenti più agili, capaci di innovare e parlare a pubblici diversi. Juinio cita proprio Astro Bot di Sony ed Split Fiction di EA come esempi di titoli che, pur essendo pubblicati da grandi aziende, rinunciano alle logiche dei blockbuster a favore di esperienze più contenute nei tempi e nei costi. Questi giochi, osserva, dimostrano che i giocatori non cercano solo grafica spettacolare o mappe enormi: ciò che conta davvero è la qualità dell’esperienza, il divertimento, la capacità di sorprendere.
Secondo Juinio, oggi il pubblico è “un po’ desensibilizzato” all’impatto tecnico e visivo dei giochi: la bellezza non basta più, se non è accompagnata da idee fresche e un gameplay coinvolgente. Per questo invita i grandi editori a diversificare e a sfruttare la potenza economica di cui dispongono per favorire la creatività, anche attraverso progetti più rischiosi ma stimolanti.
Nonostante la crisi attuale dell’industria – segnata da tagli di personale e investimenti controversi – Juinio mantiene un atteggiamento ottimista: “Chi sceglie di creare videogiochi non accetterà mai che tutto resti negativo. Credo nel potere della creatività e dell’innovazione: anche se le strutture cambieranno, ci sarà sempre domanda di grandi giochi.”
Il suo messaggio è chiaro: per garantire un futuro sostenibile al medium, i giganti del settore devono imparare dai piccoli, riscoprendo il valore della sperimentazione e della passione che, in fondo, sono alla base di ogni videogioco memorabile.
Ricordiamo infine che Sony ha annunciato di recente il controller dedicato ai 20 anni di God of War.
