La Legge spiega come muoversi se dopo aver prestato soldi ad un parente questo non li restituisce. Fidarsi è bene ma non fidarsi è meglio, bisogna tenerlo sempre a mente.
Come atto di generosità si può decidere di prestare una certa somma di denaro ad un parente in difficoltà credendo che appena possibile questo restituirà il prestito. Siete certi di potervi fidare? Non è cinismo, è consapevolezza del fatto che quando ci sono soldi di mezzo le persone cambiano mostrando tutta la loro meschinità e cattiveria.
Sarebbe meglio non mischiare legami affettivi con questioni economiche, la storia finisce raramente bene. I soldi possono far uscire fuori di testa le persone e spezzare vincoli che si credevano solidi. Prima di prestare una somma di denaro ad un parente, dunque, è bene ragionarci sopra a lungo e, per quanto possa sembrare egoista, capire se i propri interessi sono salvaguardati.
I soldi non crescono sugli alberi, la domanda che ci si dovrebbe porre è “Se quei soldi non venissero mai restituiti?”. Chi ha un cospicuo conto in banca potrebbe anche soprassedere, fidarsi del parente e sperare nella sua onestà ma chi si priva di una cifra per lui importante solo per affetto dovrà pensarci bene prima di agire. Volendo potrebbe anche approfondire cosa dice la Legge su un’eventuale mancata restituzione del denaro per capire se ci sono o meno possibilità di recuperarlo e seguendo quale modalità.
Cosa fare se il parente non restituisce un prestito
In base al grado di parentela la Legge arriva a conclusioni diverse. Il genitore che presta soldi al figlio minorenne non potrà chiederli indietro, rientra nell’obbligo di mantenimento. Se, invece, il figlio è maggiorenne allora il prestito dovrà essere restituito seguendo le regole generali che disciplinano lo scambio di denaro, indipendentemente dalla parentela. Se il prestito avviene tra coniugi, la somma va restituita solo se esula dagli obblighi di assistenza familiare oppure in caso di scrittura privata che stabilisce la restituzione. Per poter chiedere la restituzione del denaro occorrerà che il coniuge dimostri di aver consegnato il denaro.

Qualsiasi prestito ad un parente è bene che sia effettuato tramite bonifico in modo tale che sia tracciabile. Nella causale andrà specificato che si tratta di un prestito e sarà bene aggiungere se con o senza interessi. Questo passaggio permetterà di non avere problemi con il Fisco e di poter provare il passaggio di denaro se il parente dovesse rifiutarsi di restituirlo. In caso di scrittura privata (consigliabile) va indicata la data certa e deve essere validata con registrazione presso l’Agenzia delle Entrate. In alternativa si può usare la PEC con firma digitale essendo certificata. Anche la scrittura privata tornerà utile se il parente non dovesse restituire la somma come concordato.
