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Hercule Poirot: The First Cases Recensione

Chiunque, anche solamente avvezzo alla lettura, avrà sentito il nome di Agatha Christie, famosissima scrittrice britannica, dalla cui penna son nati personaggi come Miss Marple, una signora in giallo ante-litteram (chi è mortoooooo???) ed Hercule Poirot, le cui avventure sono state compagnia imprescindibile per qualsiasi giallista esistente.

Ed è appunto il secondo dei due investigatori privati appena nominati, il protagonista di questo “Hercule Poirot: The First Cases”, avventura made in Microids, che ci porterà ad impersonare il popolare detective che, a dispetto della poca esperienza, fa già intravedere le doti che lo renderanno famoso in tutto il regno unito.

Spremuta di meningi per colazione

Hercule Poirot: The First cases, già disponibile per Xbox One, PlayStation 4, Nintendo Switch e, ovviamente, PC, punta il riflettore sui primi anni di carriera del detective belga, ai tempi semplice poliziotto, alle prese con un caso di furto in una magione nobiliare della campagna inglese.

La risoluzione di questo caso creerà un incidente diplomatico con un suo superiore, al fine di coprire il reale, scomodo, colpevole del misfatto, spingendolo ad abbandonare la polizia per diventare il detective privato da tutti conosciuto ed apprezzato.

Anni dopo sarà chiamato, sotto forma di esperto investigatore, dalla stessa famiglia per risolvere un caso di ricatto che si evolverà, dopo poco, in un caso di omicidio, con tutti i protagonisti, colpevoli inclusi, bloccati in una villa in montagna, circondati dalla neve: il classico dei classici, in puro stile Agatha Christie.

Chiave di lettura della storia è, ovviamente, l’esplorazione ambientale.

La narrazione, suddivisa in capitoli, fluisce agevolmente per via di una scrittura di buon livello e di un sistema di interazione che, seppure semplice e schematico, risulta essere funzionale alla fruizione del giallo interattivo creato dai ragazzi di Blazing Griffin che non fa, di sicuro, della difficoltà di accesso, il suo principale punto di interesse.

Chiave di lettura della storia sapientemente imbastita è, ovviamente, l’esplorazione ambientale, innestata in un mondo di gioco fruibile mediante visuale isometrica: gli indizi così scoperti verranno archiviati in specifiche mappe mentali, pronti ad esser associati ad altri elementi scoperti, per creare deduzioni che ci aiuteranno, combinate tra loro, a dirimere i nodi celati dietro ciascuna delle location su cui dovremo indagare.

Alla fine di ogni processo investigativo, fatto di dialoghi con i personaggi e susseguenti indagini, sotto forma, per l’appunto, di unione di indizi/deduzioni, sbloccheremo una interazione dialogica mirata con alcuni dei protagonisti, da cui dovremo, con sapiente uso dell’arte dialettica (scegliendo tono e modalità di approccio), trarre informazioni fondamentali per la risoluzione del caso: un eventuale fallimento non ci precluderà, però, la possibilità di iniziare da zero l’interrogatorio, al fine di raccogliere le informazioni essenziali alla prosecuzione/soluzione delle indagini.

Nonostante la linearità di fondo, Hercule Poirot: The First Cases è un prodotto che non mancherà di soddisfare gli appassionati di avventure grafiche old-school con, in aggiunta, un comparto deduttivo di buona caratura.

Microids punta il riflettore sui primi anni di carriera di Hercule Poirot.

Graficamente, come era logico aspettarsi da una produzione non ad altissimo budget, Hercule Poirot: The First Cases svolge con sufficienza il suo compito, donandoci un impianto grafico apprezzabile ma minato da problemi di ottimizzazione sotto forma di stuttering e di lentezza nel passaggio da una schermata all’altra. Nulla di trascendentale, sia chiaro, ma, chiaramente, endemico di una produzione votata alla fruizione e al divertimento, che non alla perfezione formale e tecnica.

Il doppiaggio, parimenti, svolge senza infamia né lode il suo compito, regalandoci un buon quadro di insieme, capace di accompagnarci, senza remore, alla fine del percorso investigativo.

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