Durante il LA Comic Con di fine settembre, Dan Houser, cofondatore di Rockstar Games e penna dietro quasi tutti i capitoli di Grand Theft Auto, ha confermato di non aver partecipato in alcun modo alla scrittura di GTA 6. Nonostante ciò, ha dichiarato di essere certo che il titolo sarà un grande gioco, pur non essendo frutto della sua visione narrativa.
“Ho scritto gli ultimi dieci o undici giochi, credo che il mondo abbia ricevuto abbastanza GTA da parte mia”, ha spiegato Houser in un’intervista ad IGN, aggiungendo che la nuova storia sarà “eccitante” e che non ha dubbi sulla qualità del risultato finale.
Houser ha anche ripercorso alcuni momenti salienti della sua carriera in Rockstar. Ha definito Red Dead Redemption 2 il miglior progetto a cui abbia lavorato, lodandone la coerenza narrativa e l’impatto emotivo. Ha ricordato come GTA IV abbia segnato un’evoluzione fondamentale nello storytelling, mentre la parte centrale di GTA V resta per lui un esperimento riuscito grazie alla gestione dei tre protagonisti. Tra i suoi momenti preferiti c’è anche il finale del primo Red Dead Redemption, considerato uno dei più memorabili della storia dei videogiochi.
Dopo l’uscita da Rockstar nel 2020, subito dopo il successo di Red Dead Redemption 2, Houser ha fondato Absurd Ventures, con cui pubblicherà il fumetto American Caper a novembre 2025 e svilupperà nuovi progetti interattivi insieme al team secondario Absurd Marin.
Nel frattempo, GTA 6 ha vissuto uno sviluppo lungo e complesso: previsto inizialmente per l’autunno 2025, è stato rinviato al 26 maggio 2026. Rockstar si è scusata con i fan per il ritardo, ribadendo però la portata del progetto, già definito internamente “il più grande videogioco di tutti i tempi”, con vendite potenziali di 20 milioni di copie in 24 ore. Tra trailer, immagini e speculazioni, l’attesa per il ritorno della saga resta altissima, anche senza la firma dello scrittore che l’ha resa un fenomeno globale.
Aggiungiamo che Dan Houser ha anche rivelato i motivi del mancato sviluppo di Bully 2.
