Game Experience
LIVE

GRID Legends Recensione

GRID Legends vi darà la possibilità di vivere le emozioni di un’avvincente modalità narrativa e provare la sensazione di partecipare a gare spettacolari

Codemasters, software house dal pedegree “corsaiolo” di indubbio spessore, dopo aver dato natali (e lustro) ad una serie come Formula 1, che fino a qualche anno fa brancolava in una crisi di identità palpabile, ci riprova provando a risollevare le sorti di Grid, un altro dei suoi franchise storici che, nonostante un reboot accolto meno che tiepidamente oramai tre anni fa, dispone di una nutrita fetta di supporter pronti a spingere a fondo l’acceleratore pur di primeggiare, in quella che è la costola arcade della offerta ludica made in Codemasters.
GRID Legends riparte esattamente li dove si era fermato il diretto predecessore, basando le sue fortune sull’Evo Engine, motore proprietario Cody che muove, senza difficoltà alcuna una mole poligonale di sicuro impatto, seppure non al livello di altre produzioni AAA dell’attuale periodo. 
Principale novità di questa iterazione del popolare franchise, fatta per espandere nel maggior modo possibile il bacino di utenza, strizzando l’occhio alla Gen-Z, è una modalità storia che, parimenti a quanto visto in F1 con la sezione “Braking Point”, punta a dare profondità narrativa ad un genere che, fino a pochissimi anni fa soleva reggersi solo su caratteristiche corsaiole, simulative o meno che fossero: Electronic Arts, con il suo The Journey, ha fatto e continua a fare scuola.

GRID Legends

Sportellate a 4 ruote!

Codemasters imbastisce dunque una core story capace di guidarci, un colpo di scena dopo l’altro, fino alla fine del percorso narrativo, gestito come fosse un video-doc a posteriori, cambiando dunque il punto di vista di una narrazione che, nonostante tutti gli sforzi profusi, non riesce mai davvero a decollare o mostrare il mordente richiesto per appassionare, classificandosi dunque alla stregua di un collante narrativo facilmente skippabile ed evitabile. Ancora lontana, dunque, l’immersività ottenuta con la “storia” di F1 o, per citare un altro racing game arcade che, giocoforza, si va a utilizzare come metro di paragone, con la narrazione libera di Forza Horizon 5.

La chiusura dell’anonimo comparto narrativo ci proietta, di diritto, nella modalità carriera, di fatto l’offerta ludica di peso di questo GRID Legends che, complice la presenza di un modello di guida arcade, senza fronzoli o complicazioni di sorta, risulta essere godibile sin dalle primissime gare. Siamo, dunque, ben lontani dalle velleità simulative di Formula 1 e, in fin dei conti, questa scelta dona a GRID Legends una identità sua, semplice quanto si vuole, ma chiaramente riconoscibile. Unica variazione sul tema è la gestione del sistema di guida rapportato alla categoria di vettura utilizzata nella gara in oggetto: alcune vetture soffriranno di sovrasterzo, i più pesanti saranno molto meno agili, e così via: piccole variazioni sul tema che andranno a differenziare, quanto basta, un gameplay schematico ma comunque godibilissimo.

In netta continuità con il reboot di tre anni fa, viene riproposta, sensibilmente migliorata, la caratteristica della nemesi, per cui un pilota avversario, dopo un eccessivo numero di contatti svilupperà un atteggiamento di guida ostile nei nostri confronti restituendo, curva dopo curva, i “favori” ricevuti in precedenza e rendendo più avvincente la progressione nella gara. Va da se che, avendo una condotta disciplinare scriteriata, ci troveremo di fronte ad un maggior numero di piloti “nemesi”, capaci, sulla carta, di renderci impossibile la prosecuzione della gara. Questa peculiarità, incredibilmente interessante, si va a scontrare con una difficoltà incredibilmente tarata verso il basso e che, solo a livelli alti, con aiuti di guida disattivati, riuscirà ad impensierirci realmente: la normale progressione a livelli medio-alti, ci vedrà infatti sistematicamente battagliare nelle prime sezioni della gara, per poi creare il vuoto dietro di noi, rendendo la contesa una mera esecuzione perfetta di traiettorie di ingresso al fine di mantenere intatto il vantaggio.

GRID Legends

Ladies and Gentlemen start your engine

Al netto di questa caratteristica, interessante ma mal ottimizzata, la modalità carriera mette moltissima carne al fuoco, concedendoci accesso ad un novero di gare varie e variegate, capaci di differenziare l’esperienza di gioco e donando comunque interesse a GRID Legends. Gare di accelerazione, ad eliminazione diretta, corse classiche, con l’inserimento di obiettivi intermedi, sfide a piloti specifici che contribuiranno a tenere alta l’attenzione, evitando, al netto di una difficoltà, come già detto, tarata eccessivamente verso il basso, l’insorgere dell’effetto noia tipico dell’approccio ai simulatori arcade più “canonici”.
La progressione nella modalità carriera permetterà dunque, al nostro alter ego virtuale (l’anonimo Pilota 22), di guadagnare un sempre maggiore numero di crediti con i quali potrà acquistare veicoli di classe differente, aprendosi dunque le porte a gare inedite, il cui accesso è condizionato al possesso di veicoli specifici, che si tratti di auto storiche o di esotiche supercar dei giorni nostri.

Si giunge dunque alla modalità multiplayer, vero fiore all’occhiello di questo GRID Legends, che, per la prima volta nella storia del franchise, ci fornisce un approccio cross-platform (comodamente disattivabile, tra le opzioni) mettendoci a disposizione server pieni di giocatori, identificati per livello di esperienza e piattaforma di provenienza. Sarà inoltre possibile entrare, anche a gara in corsa, prendendo il controllo di un autoveicolo precedentemente condotto dalla IA eliminando, di fatto, i pantagruelici tempi di attesa tipici del matchmaking. L’offerta di gioco di GRID Legends risulta essere, tra single e multi, decisamente accattivante e la presenza di un netcode multiplayer così ben ottimizzato riesce a restituire linfa ad una modalità single-player inficiata da qualche problemino di troppo, riequilibrando la varietà dell’esperienza di gioco.

Tecnicamente l’EVO Engine svolge degnamente il suo compito, non riuscendo però minimamente ad avvicinarsi alla perfezione grafica di un mostro sacro quale Forza Horizon 5, mantenendo comunque, almeno su Xbox Series X, un framerate saldamente ancorato ai 60fps: what else?

Conclusione

Articoli correlati

Giovanni Tomaselli

Giovanni Tomaselli

Videogiocatore da quando ha memoria, è disperso nella wasteland alla ricerca di bamboline della Vault-tec, sperando di finire, un giorno o l'altro, la sua collezione!

Condividi