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Gears 5: Hivebuster | Recensione

 A poco più di un anno dalla sua uscita su Xbox One e PC, il primo DLC di Gears 5 dedicato al comparto single player ci porta alla scoperta del team Scorpio. Gears 5: Hivebuster affonda le radici nelle storie dei personaggi che abbiamo imparato a conoscere attraverso la modalità fuga: Lahni, Keegan e Mac. Ci siamo imbarcati in una missione suicida per conoscere meglio tre personaggi che, pur non avendo mai fatto il loro ingresso nella trama principale, hanno saputo tenerci compagnia all’interno della nuova modalità PvE arrivata lo scorso anno con Gears 5.

Lo scorpione

Hivebuster

La modalità fuga, al netto delle novità che ha portato con sé in termini di fruibilità della componente PvE di Gears 5, è sempre stata un po’ decontestualizzata dal resto delle modalità. Se da una parte abbiamo una campagna ricca di colpi di scena, di adrenalina e sequenze mozzafiato, dall’altra l’ormai imperitura Orda ha raccolto a sé una community abbastanza fornita da non necessitare di ulteriori spiegazioni. Fuga ci ha invece messo nei panni di tre personaggi completamente sconosciuti all’interno di un nido non precisamente specificato, Gears 5: Hivebuster si propone quindi di riempire quella lacuna, raccontando le vicende della squadra e gettando un flebile fascio di luce sulla storia dei tre personaggi.

L’incipit di Hivebuster non è particolarmente complesso da interpretare, tre soldati vengono mandati in missione sulle isole Galangi, lontani dall’eco della guerra che coinvolge i personaggi principali della serie. Lo scopo è quello di distruggere un nido dello sciame, il quale ha ormai preso possesso dell’isola vulcanica principale, ovvero un vecchio sito di ricerca COG ormai dismesso a causa dell’instabilità del vulcano. Tra mille peripezie ci ritroveremo dunque a calcare terreni ormai abbandonati da tempo, allontanandoci dalla freddezza tecnologica e oscura che ha caratterizzato lo stile della saga ed abbracciando un mondo nel quale la natura e la sua forza brutale regolano l’ago della bilancia.

Tra foreste rigogliose, vulcani in piena eruzione e paludi stagnanti, i nostri tre nuovi eroi dovranno farsi strada fino al cuore del nido, piazzare un ordigno e darsela a gambe. Se avete imparato a conoscere lo stile narrativo di Gears of War, così come della maggior parte degli action occidentali, difficilmente le cose vanno secondo i piani e non ci vorrà molto per passare dal briefing militare all’attraversare un fiume di lava a bordo di una porta di acciaio massiccio con l’intero nido alle calcagna. Gears 5: Hivebuster mantiene i toni leggeri, scanzonati ma non troppo, di quella che è l’impronta ormai consolidata della serie. Senza paura di lanciare qualche parolaccia e qualche battuta di dubbio gusto, i personaggi che compongono il team Scorpio andranno ad aprirsi progressivamente, sviluppando un legame e raccontando la loro storia.

Una forza della natura

Hivebuster

In questo modo cominceremo a conoscere Keegan, un vecchio COG ancora ancorato ai ricordi di giorni ormai andati, Lahni una sovversiva imprigionata durante la lotta tra i COG e gli estranei e Mac, un ex pilota degli estranei dal fortissimo accento irlandese, imprevedibile ed assetato di vendetta. Il team, inizialmente discontinuo e non estraneo ai conflitti interni, maturerà un legame che soltanto lottando tra la vita e la morte è possibile instaurare.

Parliamoci chiaro, Hivebuster non è certo un miracolo di narrativa o di game design, l’intero DLC andrà ad occuparvi non più di sei ore e non aggiunge praticamente nulla alla serie in termini di meccaniche. Il punto focale resta la spettacolarità delle situazioni, cinematografiche certo ma comunque adrenaliniche e ricche di spunti seppur non ispiratissimi. A rinfrescare leggermente il gameplay troviamo delle abilità “ultimate” che andranno a caratterizzare i personaggi e che saranno potenziabili raccogliendo i rispettivi potenziamenti sparsi per i 6 capitoli che compongono l’espansione. Keegan potrà rifornire la squadra con munizioni ed esplosivi, Lahni potrà sfoderare il suo pugnale elettrico mentre Mac avrà dalla sua una barriera capace di bloccare gli attacchi dei nemici. Nulla di trascendentale certo ma, almeno in co-op con altri due amici ed a difficoltà alte, un minimo di sincronizzazione nell’uso delle abilità potrebbe rompere lo stagnante ritmo di gioco e aprire a nuove soluzioni. Pur non rivoluzionando la sostanza del titolo, Hivebuster resta comunque un piccolo extra divertente da affrontare, non mancano alcune chicche dedicate ai fan storici della saga e potremo vedere il ritorno, seppur in maniera passiva, di un personaggio molto importante della saga.

Dal punto di vista tecnico, Gears 5: Hivebuster va a perfezionare quello che è già uno dei titoli esteticamente più impressionanti degli ultimi anni. Complici le ambientazioni rigogliose, colorate e ricche di effetti, Hivebuster dona una nuova linfa vitale al comparto grafico del titolo mantenendo una pulizia davvero incredibile per la qualità della resa grafica messa su schermo. La nostra prova è avvenuta su un PC di fascia alta ma vi assicuriamo che il titolo riesce a soddisfare anche su macchine meno performanti. Basti pensare che su Xbox Series X riesce a mantenere i 120 FPS per capire quanto importante ed eccellente sia il lavoro di ottimizzazione da parte di The Coalition.

Tornando a parlare di ambientazioni, seppur breve, Hivebuster propone un ventaglio di ambienti davvero interessante, mettendo sempre in primo piano la natura selvaggia delle isole Galangi. Panorami mozzafiato e piombo a volontà, esiste una ricetta migliore?

In conclusione, Hivebuster si propone come una graditissima sorpresa che va ad ampliare l’esperienza PvE del titolo e facendoci conoscere personaggi nuovi e mai contestualizzati abbastanza, il tutto condito da alcune vecchie conoscenze, sequenze mozzafiato ed ambientazioni spettacolari.
Disponibile su Gamepass, la nuova espansione di Gears 5 supporterà il cross play, sarà dunque possibile giocare tra PC e console senza alcun problema.

Versione disponibile: Xbox One, Xbox Series X|S, PC
Versione Provata: PC

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