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Freud’s Bones – Recensione

Freud’s Bones non è un gioco qualunque. E’ difficile pensare di realizzare un’avventura punta e clicca con l’intento di psicanalizzare il padre stesso della psicanalisi, facendo al contempo entrare il giocatore nei procedimenti impiegati per curare i suoi pazienti, no? Eppure questo è il progetto portato avanti da un’unica autrice, vincitrice dell’edizione 2020 del Redbull Indie Forge, FortunaAxel FoxImperatore. La via di fruizione è quella del punta e clicca in parte narrativo, in parte puzzle. Al momento disponibile in esclusiva su PC (via Steam), l’Indie raggiungerà in futuro anche il Nintendo Switch Store.

Freud’s Bones, nelle ossa di Sigmund Freud

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Freud’s Bones ci parla di una Vienna tormentata dall’antisemitismo degli anni Venti. Tra l’ascesa del Partito Nazionalsocialista austriaco e l’ostilità accademica nei confronti delle teorie della psicanalisi, troviamo Freud, ebreo sconvolto dalle malelingue che circolano sul suo conto e sostenuto dall’ego, dalla cocaina e dal fumo di sigaro, sprofondato nella notte più buia dell’anima. L’uomo viene soccorso da una misteriosa voce interiore a cui, nonostante i dissapori, il nostro Freud è costretto a prestare ascolto. Ci ritroviamo così ad assumere il controllo in toto dello studioso, ad entrare letteralmente nelle sue ossa come dice il titolo, con la libertà assoluta di guidare le scelte del protagonista e giungere a diversi epiloghi. Decidere di rispettare le convenzioni morali dell’epoca o di celebrare egoisticamente i piaceri della vita sono entrambe opzioni disponibili.

Quando le maschere dell’uomo cadono…

Freud’s Bones è un gioco punta e clicca, per dirla in maniera semplice e superficiale. In verità, le sedute con i pazienti sono composte da diversi sistemi, tutti integrati tra di loro per arrivare alla diagnosi finale. Col solo uso del mouse e di molta voglia di leggere (perchè tutti i testi sono scritti e non c’è quasi nulla di narrato nel titolo) per prima cosa bisogna analizzare le cartelle cliniche, dove sono contenuti tutti i documenti utili alla comprensione del caso, che in alcuni casi andranno passati al setaccio in cerca di parole chiave da sottolineare per cercare di creare dei collegamenti. Dopo questo prima livello di controllo, c’è la seduta vera e propria, in cui bisogna porre le domande giuste scegliendo di volta in volta quale atteggiamento tenere, tra l’essere più professionali e distaccati, più amichevoli – affidandosi a volte all’analisi o altre all’intuizione. Le sedute stesse potranno produrre dei testi da analizzare per trovare altri elementi chiave con cui fare altre domande e proseguire nella ricerca. Il sistema è abbastanza semplice da gestire, visto che bisogna sostanzialmente selezionare le domande in base agli argomenti e cercare di far aprire il paziente, consentendoci di superare le difese opposte dal Super Io per arrivare alla coscienza. Quando si avranno elementi a sufficienza, si potrà eseguire una diagnosi, associando alcune immagini al malessere manifestato dal paziente. In questa fase, potremo scegliere tra due approcci differenti, uno più “clinico” e un altro più “creativo”, basato su ipotesi più azzardate. La predilezione per l’uno o per l’altro influenzerà il modo di porsi del nostro Freud nei confronti del mondo.

La meccanica sembra difficile a raccontarla, ma una volta messo mano ai primi casi, non riuscirete più a staccarvi dallo schermo come dei novelli Sherlock. Ad esempio il primo caso che affronteremo è quello di una donna che non riesce più a camminare, mentre un caso successivo riguarda un megalomane affetto da aptofobia. Nonostante un numero di casi piuttosto contenuto, Freud’s Bones riesce a proporre un’interessante varietà di casistiche, permettendoci di dare uno sguardo alla complessità del mondo delle psicosi che possono affliggere la mente e l’animo dell’essere umano.
Ma il gioco non è solo svolto nel salottino personale di Freud. Oltre i confini del nostro studio si cela un mondo di relazioni umane e professionali. Avventurandosi per le strade di Vienna, potremo decidere di fare una sosta presso la tabaccheria o la farmacia della città, per rimpinguare le nostre scorte di cocaina o sigari, entrambi strumenti utili a placare la mente del protagonista nei momenti di maggior crisi. Non dimentichiamoci poi di effettuare una fermata in libreria, per scegliere le copertine dei nostri prossimi libri. Queste attività, così come la ricerca di mecenati tra medici e aristocrazia austriaca, andranno ad influire sulle finanze a nostra disposizione.

Stile accattivante

Freud's Bones
Semplice ed efficace, sostanzialmente 2D, lo stile elaborato da Giulia Sabatini risulta immediato da comprendere e rende in modo chiaro ambienti ed elementi di gioco, senza rinunciare a un tocco surreale e onirico – come quando possiamo intravedere cosa si cela direttamente nelle teste dei nostri pazienti e del nostro buon Freud, frangente dipinto come tutt’altro che gore o scabroso. A questo si aggiunge un piacevolissimo commento musicale, composto di una colonna sonora calzante ma non invadente. Non essendoci parti parlate – dai documenti ai dialoghi – il tutto è prevalentemente scritto e accompagnato da effetti sonori, con l’uso di un italiano che può risultare tecnico ma ci viene reso comprensibile dai numerosi documenti affidati alla consultazione del giocatore. Ovviamente, abbiamo a disposizione una localizzazione completa dei testi, mentre la longevità si assesta attorno alle 7 ore, che andranno a raddoppiarsi nel caso vogliate scoprire i vari epiloghi – per ora solo su PC via Steam, ma annunciato anche su Switch.

Versione testata: PC
Piattaforme ove disponibile: PC, Switch

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Erika Berselli

Erika Berselli

Giocatrice di ruolo e videogiocatorice vorace. Le piace sparire dal vivo quanto fare il ladro o muoversi nello stealth. Amante degli horror (nonostante poi non ci dorma per sua stessa ammissione) e dei gdr.

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