Il grande successo di Clair Obscur: Expedition 33, con il suo sistema di combattimento a turni e l’atmosfera da JRPG classico, ha riacceso il dibattito sul futuro del genere e, inevitabilmente, sul destino di Final Fantasy. Dopo anni di virata verso un gameplay più dinamico e action, molti fan si sono chiesti se anche la storica saga di Square Enix potesse “tornare alle origini” per seguire l’esempio del titolo sviluppato da Sandfall Interactive.
Come riporta GamesRadar, a rispondere è stato Naoki Hamaguchi, il director di Final Fantasy VII Remake e Rebirth, che in una nuova intervista ha chiarito la posizione di Square Enix. “Per la serie numerata di Final Fantasy, il design del gioco si basa sulle decisioni del director stesso,” ha spiegato. “Non abbiamo ancora deciso se il prossimo capitolo sarà a turni o action, ma ciò che conta davvero è offrire un’esperienza di gioco che piaccia ai fan. Questo è il punto più importante.”
Le parole di Hamaguchi confermano quindi che, nonostante l’attenzione per il successo straordinario di Expedition 33, Square Enix non intende stravolgere la propria visione. Ogni capitolo della serie, secondo il regista, nasce da un’idea creativa autonoma, non da mode o pressioni esterne. “Se mi chiedeste se il mio prossimo gioco sarà un RPG, sì, è probabile,” ha aggiunto, “ma il fatto che Expedition 33 sia stato accolto bene non significa che dobbiamo cambiare direzione. L’obiettivo resta creare esperienze che i fan amino davvero.”
Il tema non è secondario: Clair Obscur ha dimostrato che i combattimenti a turni possono ancora emozionare, grazie ad una fusione tra strategia, estetica raffinata e ritmo moderno, un approccio che ha fatto pensare ai migliori tempi di Persona o Phantasy Star. Per molti appassionati, il titolo di Sandfall rappresenta una “rinascita del JRPG tradizionale”, un segnale che il pubblico continua a desiderare esperienze più tattiche e meno frenetiche.
Hamaguchi, tuttavia, invita alla cautela. Secondo lui, parlare di “ritorno dei JRPG” è un’esagerazione: il genere non è mai davvero scomparso, ma ha solo attraversato un’evoluzione naturale. Serie come Persona, Yakuza e persino gli spin-off di Final Fantasy hanno continuato a prosperare, mentre Final Fantasy XVI e VII Rebirth hanno mostrato come l’azione possa convivere con elementi ruolistici profondi e narrativi.
In definitiva, Clair Obscur: Expedition 33 ha riaperto un dialogo interessante tra tradizione e innovazione, ma Square Enix preferisce seguire la propria strada. Il futuro di Final Fantasy resterà fedele alla visione artistica dei suoi autori, più che alle tendenze momentanee del mercato. Un approccio coerente con la filosofia della saga: reinventarsi a ogni generazione, senza mai smettere di essere se stessa.
Ricordiamo infine che Final Fantasy 7 Remake Parte 3 sarà più “conciso” rispetto a Rebirth.
