Recensione | FIFA 19

FIFA 19 è l’ennesimo passo avanti di EA Sports per la propria serie. Una vera e propria bibbia del calcio

Inutile dire che la stagione autunnale è da svariati anni a questa parte una consolidata finestra di lancio per PES e FIFA: due modi diversi di intendere il calcio ma divenuti ormai quasi complementari per la rappresentazione virtuale di questo sport a 360 gradi. FIFA 19 è l’ultima fatica di EA Sports e mostra fin da subito tutti i cambiamenti che la casa americana si è apprestata ad introdurre nella propria bibbia calcistica digitale. L’abbiamo testato a fondo, tante partite e tante finali di Champions League sono passate, ma finalmente un giudizio sul nuovo FIFA possiamo darlo.

TANTI MODI DI INTENDERE IL CALCIO

Avviare il titolo e aspettare la sua installazione infinita è qualcosa a cui non ci abitueremo mai, però FIFA 19 almeno riesce a farcelo pesare meno grazie alla presentazione del ritorno della Champions League nel simulatore calcistico targato EA Sports. Infatti, si può subito testare la bontà dello sponsor inserito e del gameplay con una ipotetica finale di Champions tra Paris Saint Germain e Juventus, con tanto di gigantografia fotorealistica allo stadio di Cristiano Ronaldo, il personaggio più chiacchierato del calcio di oggi. Ma prima di parlare del fattore campo, è importante secondo noi soffermarsi sulla marea di modalità che quest’anno EA Sports ha inserito nel biblico FIFA 19. Partendo dal restyling completo dei menù, EA ha deciso di rivoluzionare la modalità testa a testa con svariate possibilità di personalizzazione della partita, a iniziare proprio dalla scelta della tipologia di match che si andrà ad affrontare. Potremo optare per una partita classica, match di Champions League, partite senza regole (robe da pazzi, diciamoci la verità) e altri particolari chicche come la possibilità di impostare solo tiri al volo o un limite di gol. Una grande varietà che riporterà in auge le serate calcistiche tra amici che ultimamente, anche a causa del gioco online, si erano andate a perdere. Ritorna poi l’immancabile Ultimate Team che porta con sé tutti gli aggiornamenti di riferimento, le Division Rivals e le statistiche dei calciatori: una sorta di album panini di nuova generazione con tutto quello che ogni amante del calcio ha sempre desiderato.

Capitolo a parte merita la modalità Il Viaggio, la quale riprende le avventure di Alex Hunter esattamente dove le avevamo lasciate, ossia dal suo ritorno dall’America alla ricerca del riscatto europeo. La modalità, inoltre, include anche altri due personaggi, l’amico William e la sorella di Hunter, figura che esalta anche la licenza del calcio femminile, pronta anche lei a intraprendere un percorso calcistico con il nostro aiuto. Dati gli intermezzi e le risposte multiple molto interessanti, ciò che ci ha colpito è sempre l’immedesimazione che riesce a trasmettere Il Viaggio, ora ancora più enfatizzata dalla possibilità di vivere più strade con diversi protagonisti. Grande neo sono i caricamenti, i quali inframezzano eccessivamente la modalità in single player e ancora la possibilità di controllare tutto il team, dato che, a nostro avviso, non permette di vivere appieno il contesto di tale modalità. Un’altra nota negativa che ci ha fatto un po’ storcere il naso è la troppa presenza di allenamenti che certamente migliorano le caratteristiche dei nostri protagonisti, ma rendono tedioso l’incedere dell’avventura, la cui durata si attesta tra le dieci e le quindici ore. Ritorna anche tutto il repertorio offerto dai match online, con stagioni, Pro Club e tornei. Per non parlare poi del grande numero di team che compongono il gioco, grazie alla Champions League, ai tantissimi campionati licenziati, e al calcio femminile. FIFA, sotto il punto di vista dei contenuti, delle licenze e delle modalità è una vera e propria bibbia del calcio (giocato da casa) grazie all’encomiabile lavoro svolto da EA negli anni.

QUANDO IL PALLONE CHIAMA

Arriviamo al rettangolo di gioco, al puro gameplay. Il primo evidente miglioramento che questo FIFA 19 porta con sé riguarda le animazioni che, mai come ora, riescono a garantire una varietà di azioni di gioco davvero incredibile, al punto di dare la sensazione (pad alla mano) di assistere a una partita reale. Non c’è più quella differenza marcata tra offline e online e ora il così detto “momentum” si perde completamente nelle dinamiche di una partita. Inoltre, l’innovativo sistema Active Touch e la tecnologia Real Player ci permetterà di riconoscere immediatamente il calciatore da noi selezionato: ad esempio, un Kessiè lo vedremo costantemente muoversi per tutto il campo utilizzando ogni singola parte del corpo per intercettare i palloni o anche effettuare inserimenti unici da trasformare in gol; al contrario in Neymar Jr troveremo un giocatore più attento e pronto al dribbling e all’attacco, sacrificando però la resa difensiva.

Il tutto viene rappresentato in modo incredibile dalle singole animazioni del calciatore, permettendoci, come nella realtà, di sviluppare simpatie e antipatie anche rispetto alle controparti virtuali dei nostri beniamini (Kessiè ad esempio arriva sempre a fine partita distrutto e disordinato, regalando gol incredibili!). Questo sistema innovativo di animazioni ha un rovescio della medaglia, dato che molte volte i giocatori tendono a spettacolarizzare alcune azioni, il stile spot della Coca-Cola, abbondando con rovesciate e colpi improbabili al volo. Tutto ciò va a favore del divertimento, ma in tal modo si finisce per sacrificare molto del tono realistico per cui è famoso il simulatore di EA Sports.
Se nelle partite tra giocatori FIFA 19 riesce ad essere imprevedibile, reale e divertente, i match con l’IA purtroppo risentono ancora dei difetti passati, soprattutto alle difficoltà più alte. Vedere giocare il Venezia come il Barcellona rende tutto molto frustrante, soprattutto nella meravigliosa modalità carriera, a cui molti saranno costretti a giocare a difficoltà inferiori o modificando i settaggi della CPU. Difetti che incidono negativamente sul ramo single player del titolo e che sarebbe bene fossero risolti da EA una volta per tutte. In chiusura un’altra gradita novità è rappresentata dalla possibilità di indirizzare il tiro al volo tramite la pressione a tempo del tasto del tiro e dalle Tattiche Dinamiche. Quest’ultime consentono di personalizzare l’atteggiamento della squadra a nostro piacimento (difensivo, offensivo, equilibrato ecc…) e di impostare cambi modulo istantanei in base a esso. Insomma, EA Sports con questo capitolo ha deciso di non adagiarsi sugli allori ma di provare a inserire tante novità e assi nei giocatori per cambiare l’andamento del match.

Non possiamo girarci troppo intorno, il Frostbite Engine fa un gran lavoro con FIFA 19, ma in quanto a fedeltà di volti e corpi, EA Sports è indietro rispetto al nuovo PES, seppur con un database infinitamente superiore. Stadi, maglie e impatto sono a livelli mai visti, grazie anche allo stile differente per ogni tipo di match che viene giocato. Addirittura un match di Champions League si apre con l’inno della coppa che, lo ammettiamo, ogni volta ci fa venire i brividi. Luci e animazioni sono davvero incredibili, almeno quanto la trasformazione del manto erboso causata dai tacchetti dei giocatori che provocano il distacco di zolle dal terreno, generando una forte idea di vissuto sul campo. Purtroppo rimane il neo che ci sono ancora diversi volti e corpi di giocatori che non rappresentano perfettamente le controparti reali e questo è un peccato di fronte alla magnificenza grafica di FIFA 19. Anche la telecronaca di Pardo e Nava ha fatto grossi passi avanti, con commenti più precisi e variegati, adatti ad ogni contesto e coppa. Una commedia invece gli interventi da bordo campo, utili per Pardo solo per sapere il tempo mancante alla fine del match, inutili per noi giocatori. Nota di merito per l’aver coinvolto Hans Zimmer nella realizzazione della colonna sonora della modalità Il Viaggio.

PRO:

  • Aggiornamento delle modalità molto interessante
  • Finalmente le animazioni sono funzionali al gameplay
  • La modalità Il Viaggio e Ultimate Team sono unici ancora oggi

CONTRO:

  • Eccessiva spettacolarizzazione dell’azione di gioco
  • L’IA è ancora troppo “perfetta” e simile per ogni squadra
  • Troppi caricamenti

Voto finale: 9

Commenti

RASSEGNA PANORAMICA
VOTO FINALE
9
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Una passione nata su NES e Playstation, grazie a titoli quali Duck Hunt e Final Fantasy VII. Sonaro di nascita, tanti titoli passati (Metal Gear Solid su tutti) ma alla ricerca costante di novità...anche spasmodica, tanto da giocare anche titoli che per molti sono incommentabili: Deadly Premonition, Lair, Fightinhg Force e tanto altro ancora! Un'enciclopedia di genere.