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Far Cry 6 Recensione

“Squadra che vince non si cambia”.
E’ dal terzo capitolo in poi, il vero mantra di Far Cry. La serie di casa Ubisoft è rimasta sostanzialmente la stessa, con solo piccole modifiche alla formula generale: c’è sempre un leader malvagio, una mappa da conquistare e ribelli da sostenere. In Far Cry 6 la struttura alla base non cambia, quindi se vi siete avventurati in uno dei capitoli precedenti, nel nuovo arrivato sarete inevitabilmente avvolti da un senso di familiarità. Certo non mancano le novità -più o meno riuscite- ma arrivati ormai al sesto capitolo a questo punto ci si aspettava qualcosa di più? Il discorso è complesso, perché da una parte ci siamo trovati immersi in un titolo piacevole, che ci ha divertiti; dall’altra la sensazione di una corda che sta per spezzarsi è inevitabilmente ricorrente. Per saperne di più, qui di seguito la nostra recensione

La Storia

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Far Cry 6 si svolge a Yara, un luogo immaginario fortemente ispirato a Cuba. Il leader di questo apparente paradiso tropicale è Anton Castillo, il figlio di un ex dittatore che fu fatto fuori dai ribelli negli anni ’60 quando Anton era solo un giovane adolescente. Dopo decenni di declino economico, un Castillo più anziano diventa presidente, governando il territorio e i cittadini con crudeltà e pugno di ferro, come farebbe un dittatore che si rispetti.
Questo inizio di trama, sebbene non sia così originale, fornisce almeno una solida base su cui costruire un gioco d’azione open world. Purtroppo, Far Cry 6 spreca nella maggior parte del tempo Castillo, interpretato da Giancarlo Esposito (famoso per Breaking Bad), poiché interagisce a malapena con i personaggi principali al di fuori di alcuni filmati. Quando è sullo schermo, Esposito offre una performance fantastica e intimidatoria come un dittatore crudele e, a suo modo ( decisamente discutibile), un padre amorevole. È solo un peccato che gli sviluppatori non lo abbiano approfondito più. La controparte di Castillo e al suo esercito sono diverse bande di ribelli e durante il gioco il nostro personaggio principale, Dani (che può essere una donna o un uomo) aiuterà i vari gruppi di armati ad unirsi per affrontare il grande e cattivo despota. Ed è qui che Far Cry 6 brilla davvero. Dani, a differenza degli altri protagonisti della serie, è interessante e mostra effettivamente segni di personalità una storia, un passato e lo il modo stesso in cui viene presentata segna un piccolo cambio di direzione: Dani Rojas, orfano che conosce solo un ambiente violento e con un addestramento militare alle spalle, vuole abbandonare definitivamente Yara insieme all’amica Lita tramite una barca che li porterà clandestinamente in America. Ovviamente, come una buon titolo di Far Cry che si rispetti, qualcosa va storto, le truppe di Castillo fanno irruzione nel quartiere e inizia il primo approccio stealth del gioco per raggiungere il porto. Dani riesce ad arrivare all’imbarcazione, ma quando sembra che sia tutto risolto, ecco arrivare l’esercito nemico e ritrovarsi sull’imbarcazione proprio il presidente Anton Castillo, alla ricerca inaspettatamente del giovane suo giovane figlio Diego, che stava cercando di fuggire insieme ai ribelli. La cutscene di apertura termina con vero e proprio sterminio di tutti le persone presenti nella nave, tutti ed eccetto il nostro protagonista. . Una volta raggiunte miracolosamente le rive di Isla Santuario, il ragazzo viene accolto da Clara Garcia, capo del gruppo ribelle Libertad e inizia così il nostro viaggio da guerrigliero.

Libertad

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Se dal punto narrativo sono state apporta alcune piccole (molto piccole) novità, la struttura alla base del gioco rimane invariata: Far Cry 6 si rifà ai capitolo precedenti. Ci troveremo davanti una mappa vastissima divisa in regioni capeggiate da dei boss che dovremo man mano eliminare. Ogni zona, ovviamente, è disseminata da missioni principali e secondarie. Sullo stile di Fra Cry New Dawn la progressione avveniva in stile RPG quindi in cui verrà sempre indicato il livello e quindi quali zone sono alla nostra porta in base all’esperienza raggiunta e quali invece sarebbe meglio tenersi alla larga. Potremmo affrontare il gioco in maniera totalmente autonoma, grazie sopratutto ad una totale e tangibile libertà che il titolo ti offre, proprio perché la struttura alla base del gioco è familiare e senza tanti convenevoli ci farà trovare di fronte un protagonista capace di compiere tutte le azioni, avere da accesso alle varie aree della mappa (l’unica restrizione saranno le antenne nemiche che non ci permetteranno di sorvolare in aero certi punti), e tutti i mezzi di trasporto per raggiungerle: sta al giocatore decidere come approcciarle. In Far Cry 6, infatti, vale in unica regola (ripetuta più e più nel corso del titolo) “ogni lavoro necessita degli strumenti adatti”: il gioco ci sprona costantemente a variare l’azione a seconda non solo del ” campo di battaglia”, ma anche dei vari nemici e delle categorie, questa volta ben specificate, di cui fanno parte. Armi ed equipaggiamenti cha hanno un valore ancora più importante dato che le abilità che questa serie erano precedentemente sbloccate mediante il sistema degli alberi delle abilità in stile RPG, ora in questo capitolo sono associate a armature e mod per le tue armi e equipaggiamento. È soddisfacente utilizzare l’ampia varietà di armi per creare un personale di stile di gioco grazie al numero di gadget sbloccabili, dai classici come le mine di prossimità o alle nuove introduzioni come le granate che identificano automaticamente i nemici. Concettualmente la nuova gestione è molto interessante perché ci permetterà di cambiare, migliorare e provare sempre nuove armi. Il tutto filerebbe liscio se ci fosse un sistema di equipaggiamento facile ed intuitivo per scambiare per armature e armi, ma purtroppo è sin da subito confusionario e macchinoso e ci ritroveremo costantemente con la necessità di bloccare il gioco e l’azione.
Considerando il solo lato estetico, ogni armi in Far Cry 6 è ben realizzata nel minimo dettaglio (come del resto ci ha sempre abituato il brand), e potremo tramite banchi da lavoro sparsi per la mappa potremo potenziale e personalizzarle.
Oltre al fattore estetico, come si comportano le armi all’interno del gameplay? Diciamo che in generale il gameplay di Far Cry è piuttosto altalenante. E’ apprezzabile il tentativo degli sviluppatori di dare una maggiore valenza allo stealth fornendo più importanza e danno agli headshot e le azioni furtive, anche se abbiamo riscontrato le stesse problematiche e superficialità dei capitoli precedenti. I grandi limiti di Far Cry 6 sono più evidenti, però, nei combattimenti frenetici che , se avete un po’ dimestichezza con il brand, saprete che sono tanti. In questi casi la sensazione generale e di poca precisione e i vari bug che abbiamo riscontrato durante il gioco non hanno aiutato.
In nostro soccorso, oltre ai compagni delle ribellione, abbiamo gli amigos, animali che sbloccheremo nel corso del gioco, portando a termine specifici incarichi. Ci sono di diverse tipologie e abilità diverse, come per esempio il coccodrillo Guapo che attaccherà in maniera violenta i nemici, o Chorizo, il cucciolo paraplegico che sarà una perfetta distrazione per i soldati ostili. Sono una simpatica aggiunta, nulla di fondamentale e non saranno sempre con noi.

Yara

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In Far cry 6 ci troveremo di fronte ad una mappa vastissima, la più vasta del brand. Una mappa di gioco enorme non equivale ad una qualità sempre costante. Mentiremo se vi dicessimo che non abbiamo trovato piacevoli le ore di gioco trascorse su Yara, ma la sensazione di monotonia è sempre stata presente. L’idea di già visto è inevitabile se ci troviamo di fronte ad un nuovo capitolo che non si distacca dai predecessori. Questo discorso vale per le meccaniche, tanto quanto l’estetica e la caratterizzazione dei personaggi: tutto già ampiamente visto; il che un vero peccato considerando che alla base avevamo una città ispirata a Cuba e come antagonista un cattivo con le fattezze e la recitazione di Giancarlo Esposito.
Tecnicamente scorre tutto senza problemi e a fare la differenza è l’introduzione dei 60 fps.

Versione disponibili: PS5, PS5, Xbox One, Xbox Serie X|S, pc, Stadia

Versione provata: Xbox Serie X

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Carlotta Bosca

Carlotta Bosca

Instancabile videogiocatrice sin dall'infanzia, dipendenza nata con Tomb Raider 2 e quindi l'amore per Lara Croft. Divoratrice di romanzi e fumetti (ossessionata soprattutto da Batman).

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