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Facebook: “Mark Zuckerberg deve dimettersi come CEO perché è finito”

Lo affermano una giornalista ad un esperto di marketing.

Mentre in rete si discute a più riprese da un po’ di giorni a questa parte della volontà di Facebook di mettere su un Metaverso, Kara Swisher, nota giornalista, e Scott Galloway, celebre esperto di marketing, hanno discusso durante l’ultimo podcast di Pivot della possibilità che Mark Zuckerberg debba dimettersi, questo ovviamente per il bene dell’azienda da lui guidata.

Kara Swisher ha infatti affermato quanto segue:

Questa è stata una settimana difficile per Facebook. Lunedì, un consorzio di editori ha lanciato nuove storie basate sui documenti di Frances Haugen. Ci sono nuovi report sui fallimenti di Facebook nel controllare i contenuti in India, che penso sia molto più importante di quasi tutte queste altre storie, così come il suo rapporto con i lobbisti. Nick Clegg ha detto ai dipendenti di aspettarsi “più titoli ancora più brutti nei prossimi giorni”.

Per chi si fosse perso le informazioni di cui ha parlato Kara Swisher qui sopra, nei giorni scorsi Facebook ha avuto dei seri problemi nella gestione di alcuni post in quel dell’India, con tantissimi investitori e non solo che si sono scagliati con grande fermezza contro Zuckenberg. Questo duro attacco ha visto finire in rete tutta una serie di report contro il capo della piattaforma ed alcuni dirigenti della stessa, con scandali riguardanti persino la loro vita privata.

Galloway ha affermato quanto segue a riguardo:

“Credo che inizino a sentirsi i primi effetti economici, noto infatti che i dirigenti di Facebook stanno diventando molto più aggressivi, in un modo che è insolito rispetto a quanto avvenuto in passato. Mark non può più limitarsi a rimanere in silenzio, la prossima volta che succederà qualcosa, il CDA verrà sicuramente incolpato dagli azionisti di Facebook. Succederà di nuovo se non faranno qualcosa di efficace per impedirlo. Facebook sta facendo il possibile per sminuire i danni incredibili prodotti dallo scandalo. Sono molto coordinati, molto metodici. Facebook ha un team di PR da oltre 900 persone, hanno miliardi di dollari e studi legali. Agiscono in concerto, coordinati tra di loro. Ma quello che è impressionante è che anche tutta questa faccenda della whistleblower è molto coordinata: allora, ora andiamo sulla TV nazionale a denunciare Facebook, poi portiamo il tema al Congresso. Poi abbiamo anche un sito, che guarda caso è finanziato da un altro miliardario. Abbiamo un consorzio di giornalisti che coordina l’uscita degli scoop. Francamente? Per la prima volta si sta combattendo ad armi pari. Voglio dire, questa cosa non è un caso. È tutto orchestrato. Hanno smesso di combattere i carri armati di Facebook andando alla carica in sella ad un cavallo. Hanno deciso di costruirsi i loro carri armati. Finalmente!

Fonte: Nymag

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Alberto Rossi

Alberto Rossi

Nasco Nintendaro grazie al Super Nintendo per poi subìre la seduzione d'altri lidi, con monoliti neri e croci verdi. Per fortuna che ancora una volta arrivò Navi a dirmi: "Ehy listen..."

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