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F.I.S.T. Forged in Shadow Torch Recensione

F.I.S.T. Forged in Shadow Torch è un Metroidvania che non ti aspetti sviluppato dallo studio cinese TiGames. Il genere Metroidvania è diventato, negli ultimi anni, un vero punto fermo nella sfera dei videogiochi indie, per questo motivo distinguersi diventa sempre più complesso e sono necessari elmenti “particolari”  che attirino l’interesse dell’utenza.  Un coniglio antropomorfo dotato di un gigantesco pugno robotico, circondato da una città distopica, decadente e tentacolare e labirintica città, in cui gli abitanti animali sono oppressi da una legione robotica. Queste sono le basi di F.I.S.T, sufficienti per distinguersi? Qui di seguito la nostra recensione

F.I.S.T.

TORCH CITY

Il protagonista di F.I.S.T è Rayton, un coniglio burbero, eroe di una guerra persa dai buoni che ha visto la sua città, Torch City, finire nelle mani degli Iron Dogs : cani meccanici giocano a fare gli oppressori e usano la città come loro quartier generale adottando  violenza e paura per tenere sotto controllo gli abitanti. Rayton è un solitario oppresso che preferisce non essere coinvolto in ciò che rimane della resistenza (Fluffizens), ma il rapimento di uno dei suoi amici lo costringerà riequipaggiare il suo pugno bionico e prendere parte alla lotta per la liberazione.

Una trama molto classica e che non cercherà di sorprendere in nessun momento e che verso la metà del gioco passerà inevitabilmente in secondo piano, ma la principale forza narrativa di F.I.S.T. si inserisce nel suo universo diesel-punk ben definito. Torch City è abitata solo da animali, e non necessariamente da quelli di Zootopia: tutti hanno un aspetto realistico (più o meno riuscito) e vivono come possono sotto l’oppressione delle forze meccaniche.  L’ambientazione di Torch City è interessante da sola da rimanere coinvolgente, ed è facilmente la star del gioco grazie ai percorsi tortuosi pieni di segreti nascosti, immagini e scenari sorprendentemente buoni. Utilizzando l’Unreal Engine, il tutto appare esteticamente eccellente, al di sopra delle aspettative e non quanto ci aspetteremo da un gioco d’azione a scorrimento laterale.

Il vero punto di forza in un gioco come questo è ovviamente il level design: il gioco lancia costantemente nuove idee e sfide a Ray, e successivamente si basa su di esse nel tempo per darci un senso di progressione anche quando non staremo raccogliendo un nuovo equipaggiamento. Le sezioni platform in particolare sono piuttosto entusiasmanti, e c’è una certa soddisfazione nel librarsi con grazia sopra i pannelli elettrificati e passare attraverso aperture perfettamente posizionate ed essere ricompensati con qualcosa di nuovo  (o solo un mucchio di soldi).

F.I.S.T.

PUGNO DI FERRO

Se la struttura complessiva di F.I.S.T. è tipica del genere, il suo combat system è tutt’altro. Il gioco, infatti, propone combattimenti vicini a un beat in 2D, con combattimenti abbastanza standard all’inizio, mescolando attacchi leggeri e pesanti, puntando però ad una graduale e costante progressione. Man mano nel gioco troveremo dischi dati e rottami che ci consentiranno di potenziare il Pugno aggiungendo una serie di movimenti che andrà ovviamente arricchita nel corso della progressione e armi con alberi dei talenti abbastanza estesi, con Rayton finisce per diventare una vera e propria macchina da guerra molto piacevole da controllare. Armati inizialmente solo del pugno meccanico, metteremo ben presto le mani su due trasformazioni per il pugno, un trapano e una frusta, strumenti utilizzati anche per risolvere enigmi. Il trapano ci consente di aprire determinate porte e può diventare un’elica per planare o nuotare. La frusta invece ci consente di utilizzare i punti di oscillazione per raggiungere aree più alte. Entrambi possono essere usati ovviamente in combattimento con una varietà di attacchi, di cui avremo bisogno per superare alcuni degli scontri più difficili di F.I.S.T.

ll livello di sfida è apprezzabile, certo non ci troviamo di fronte al classico Metroidvania fustrante, ma il livello di difficoltà cresce, tanto da costringerci a migliorare costantemente. Una nota dolente sono checkpoint, spesso così mal piazzati da obbligarci a rivedere fasi di dialogo già viste, portando a un piccolo punto di frustrazione durante i confronti più tesi come per esempio i boss.

F.I.S.T.

DIESELPUNK

Come abbiamo detto all’inizio dell’articolo, TIGames con ha realizzato un risultato con Torch City che è particolarmente gradevole , con sfondi puliti e credibili creature pelose per la stragrande maggioranza delle volte ben realizzate . Anche le animazioni lo sono, anche se ci sono alcuni problemi con le esecuzioni: ritardo tra i movimenti del nemico e quello del coniglio, scatto dell’immagine quando si ingrandisce e la telecamera che spesso ha la tendenza di allontanarsi eccessivamente per darci una visione totale, redendo però difficoltoso capire l’azione. Il gioco ci è apparso nel complesso fluido si muove, a sessanta fotogrammi per second su Playstation 5 con risoluzione dinamica fino a 4K. 

Versione provata Playstation 5

Versioni disponibili : Playstation 4, Playstation 5

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Carlotta Bosca

Carlotta Bosca

Instancabile videogiocatrice sin dall'infanzia, dipendenza nata con Tomb Raider 2 e quindi l'amore per Lara Croft. Divoratrice di romanzi e fumetti (ossessionata soprattutto da Batman).

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