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Ender Lilies: Quietus of the Knights | Recensione

Viviamo senza dubbio nell’epoca dei metroidvania e dei soulslike, soprattutto quando si guarda al mercato indie. Sono innumerevoli i titoli rilasciati negli ultimi anni appartenenti a queste due particolari categorie, compresi i giochi che si trovano esattamente nel mezzo come il ben noto Blasphemous ed il recente GetsuFumaDen: Undying Moon che ho trattato io stesso. Mescolare action, platform ed RPG in salsa dark fantasy è diventato spesso sinonimo di ottime vendite e guadagni, quindi non è una sorpresa vedere tanti titoli che tentano di ricavarsi una nicchia personale nell’affollato panorama indie. Tra i tanti giochi, spicca per estetica e qualità generale Ender Lilies: Quietus of the Knights, pubblicato dallo studio giapponese Binary Haze Interactive. Cosa rende le avventure di questa ragazzina innocente in un mondo devastato così interessanti? Non ci resta che scoprirlo insieme.

PIOGGIA MORTALE

Le vicende di gioco si svolgono nell’immaginario regno di Finis (dal latino “fine”, appunto) una volta pieno di vita ed ora distrutto dall’avvento di una calamità inevitabile: la necropioggia. Tale catastrofico evento innaturale ha causato la morte di tutto e di tutti: il regno è consunto, marcio, maledetto ed i suoi abitanti sono stati trasformati in mostri non-morti affamati di sangue e violenza. In questo apocalittico scenario riprende conoscenza dopo un lungo sonno la piccola Lily, una ragazzina fragile ma con un potere unico: il suo tocco innocente le permette di “liberare” i non-morti dalla maledizione della necropioggia. Sostanzialmente incapace di difendersi dagli attacchi dei mostri che vorrebbe liberare, Lily viene aiutata da un misterioso cavaliere fantasma che decide di seguirla ovunque per proteggerla dai nemici. Lo strano duo si mette quindi in viaggio, alla scoperta del mondo distrutto che attende fuori dalle mura della cattedrale che ha ospitato il corpo dormiente di Lily per un periodo di tempo imprecisato.

Ender Lilies: Quietus of the Knights

Ender Lilies attinge a piene mani dall’ormai arcinota filosofia dei vari “soulslike” : storia perlopiù sconosciuta e narrata tramite documenti o dialoghi criptici, ambientazione mortifera e distrutta, oscurità perenne e difficoltà fissato su livelli medio/alti. Una cosa già vista ovviamente, ma c’è di più. L’avventura targata Binary Haze Interactive mostra fin dai primi momenti un alto livello di qualità generale, che passa dalla direzione artistica al gameplay ben bilanciato ed immediato al punto giusto.

A differenza di molti esponenti del genere soulslike, Ender Lilies parte con un approccio più leggero senza punire eccessivamente il giocatore, permettendo di prendere confidenza con il particolare sistema di combattimento basato sugli spiriti “speciali” battuti e purificati dalla maledizione della non-morte. Dal punto di vista del gameplay, l’anima metroidvania tiene il timone e l’anima soulslike da il suo contributo in modo coerente e mai troppo invasivo. Riassumendo: gameplay non troppo complesso, relativamente immediato ma con un livello di difficoltà generale sopra alla media attuale. In questo modo Ender Lilies cattura da subito l’interesse del giocatore, lo fa sentire “in grado di superare le sfide” ma al tempo stesso lo punzecchia con alcuni picchi di difficoltà stimolanti. Un lavoro semplicemente ben fatto, che fa da preludio a tutto il corposo pacchetto seguente.

LA VIA BIANCA

Lily è un catalizzatore, un involucro di purezza ma ha bisogno dell’aiuto di potenti alleati per non venir sopraffatta dalla violenza dei nemici. Il fulcro di gameplay è affidato ai vari spiriti di nemici speciali abbattuti, che riacquisiranno una volontà e si metteranno al servizio di Lily. Affidati ai tasti X, Y e B del joypad, i set di tre attacchi possono essere gestiti dal giocatore presso i vari punti di salvataggio dove è possibile anche recuperare HP, resettare gli utilizzi delle cure limitate in puro stile Estus, indossare monili dai vari effetti e potenziare gli spiriti stessi. Considerato il buon numero di attacchi speciali mescolabili nei set, è possibile incrementare il potere di specifici spiriti tramite l’utilizzo di una speciale “valuta” ottenibile durante l’esplorazione degli scenari. Gli attacchi base hanno un numero infinito di utilizzi, mentre quelli più speciali hanno utilizzi limitati che andranno calcolati con attenzione. Sia le cure disponibili che gli utilzzi degli attacchi speciali sono parzialmente recuperabili tramite fiori bianchi e rossi distribuiti nei vari livelli.

Ender Lilies: Quietus of the Knights

L’esplorazione è ovviamente fondamentale in un gioco dall’anima metroidvania, ed Ender Lilies non fa eccezione. La ricca mappa del mondo è consultabile dal menu di pausa ed una buona quantità di backtracking è da mettere in conto. Fortunatamente si tratta di “backtracking buono”, ovvero per la maggior parte piacevoli ritorni in zone già visitate in precedenza ma esplorabili più ampiamente grazie a poteri ed abilità ottenuti successivamente.

Il ricco comparto artistico e sonoro di Ender Lilies è il fiore all’occhiello della produzione. Il mondo oscuro di gioco è realizzato con amore e cura maniacali, con una direzione artistica davvero invidiabile: scorci spettacolari fanno il paio con ambienti decadenti e mortiferi. L’ottimo utilizzo di effetti di luce e particellari completa il quadro, ma è il comparto sonoro che fa davvero la differenza. Nei vari soulslike ci siamo abituati ad avere spesso ampie parti di gioco senza un singolo accompagnamento musicale, mentre Ender Lilies (seppur utilizzando la stessa strategia occasionalmente) mette in campo una colonna sonora davvero intrigante in puro stile giapponese. Le melodie sono al tempo stesso oscure e nostalgiche, a volte addirittura buffe o ironiche con dei picchi di stile davvero piacevoli. Ender Lilies: Quietus of the Knights è di certo uno dei migliori esponenti del mix metroidvania-soulslike sul mercato: chiunque apprezzi questo genere non dovrebbe lasciarselo sfuggire.

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Simone Granata

Simone Granata

Circa 30 anni di passione videoludica, nata nell'infanzia per poi sfociare in interesse che sfiora il morboso. "Nintendese" madrelingua, ma odio vero per le tifoserie: la qualità innanzitutto. Pensate che i videogiochi siano cose per il tempo libero? Cose per le quali sprecare solo alcuni minuti della giornata? 異議あり!

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