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ELGATO HD60 X – Recensione

Piccola, leggera ma incredibilmente potente. La next generation dell’acquisizione video passa per la nuova ELGATO HD60 X.

L’avvento di Twitch, di YouTube Gaming e della costellazione di servizi di content creation e streaming rappresenta, per l’industria del videogioco, uno dei turning point più significativi nella sua intera storia. Per quanto potesse inizialmente sembrare illogico, seguire una live di un perfetto (o quasi) sconosciuto intento a giocare instaurando una comunicazione diretta con i propri spettatori, non è più qualcosa di così strano: al contrario è la normalità, l’ordine del giorno per un bacino d’utenza che supera senza fronzoli i milioni di habitué. Quella appena descritta si è confermata miniera d’oro che ad oggi pare inesauribile, con professionisti impegnati ogni giorno nella creazione di contenuti – dai più amatoriali a produzioni di altissimo livello – e frange di utenti in costante aumento, al pari delle aspettative. In questo palcoscenico roboante, ELGATO tutto è tranne che una comparsa alla prima apparizione. La costola di Corsair è una vecchia conoscenza di chiunque, negli anni, si sia divertito con acquisizioni e catture di gameplay dalle più svariate console. Da sempre caratterizzata da prodotti all’avanguardia, a garanzia di una qualità d’acquisizione che può essere definita professionale senza ombra di remore, il colosso di Fremont ha da poco presentato la nuova ELGATO HD60 X, un piccolo prodigio che in meno di 100 grammi condensa il non-plus-ultra tecnologico necessario a chiunque desideri trasformare questa passione in un qualcosa di più. Un gioiellino che non potrà mancare nelle postazioni dei creator più ambiziosi, alla luce di potenza, compatibilità e versatilità che fanno davvero girare la testa.

ELGATO HD60 X

Acquisizioni next gen

Foste tra i pochi oggigiorno a digiuno in materia, ELGATO HD60 X è l’ultimo nato nel segmento di schede di acquisizione esterne per PC e, soprattutto, console. La sua base di partenza non poteva che essere l’ottima HD60 S+, uno dei modelli universalmente più apprezzati da oltre due anni a questa parte sia per un form factor vincente, sia delle prestazioni solo parzialmente eguagliate dalla concorrenza. ELGATO HD60 X si configura come evoluzione neo-generazionale della sorella maggiore, garantendo un pieno supporto alle attuali ammiraglie da salotto (PS5 e Xbox Series X) senza tuttavia lesinare in qualità e performance tanto su Nintendo Switch quanto su macchine meno prestanti come Xbox Series S, PS4 Pro o Xbox One X. Le prime novità sostanziali, pertanto, vanno a delineare la compatibilità totale con standard divenuti oramai la norma, come 4K/30fps, HDR10, VRR o persino – in casi specifici – i famigerati 120 frame al secondo. Un biglietto da visita che, inutile sottolinearlo, è allettante a dir poco per tutti quei content creator che, normalmente, sfruttano le console per il proprio lavoro.

Come di norma accade per questa tipologia di schede d’acquisizione, ELGATO HD60 X è un dispositivo plug&play, ancora una volta con un form factor eccellente, il cui setup fisico non richiede più di qualche minuto. L’ingresso HDMI IN permette di connettere la sorgente video al dispositivo, a sua volta da connettere (tramite cavo USB-C 3.0) al proprio PC/Mac – dove avrete installato 4K Capture Utility, la suite di ELGATO che centralizza il cuore operativo del device (e delle sue molteplici funzionalità). Il passthrough è ovviamente incluso nel prezzo del biglietto, quindi sarà possibile collegare un secondo monitor sfruttando la porta HDMI OUT del dispositivo – che, per completezza, offre un connettore analogico per l’inserimento di cuffie. Riassumiamo per comodità le specifiche tecniche di ELGATO HD60 X nel seguente box, per analizzare poi nei prossimi paragrafi prestazioni, formati d’acquisizione e altri dettagli che possono rendere davvero migliore la vita a chi “acquisisce per professione”.

  • Input HDMI 2.0 (non codificato)
  • Output HDMI (passthrough senza ritardi) fino a 2160p60, 1440p120, 1080p240, VRR, HDR
  • Interfaccia USB-C 3.0 / USB-A, HDMI 2.0 (inclusi nella confezione)
  • Registrazione 2160p30, 1440p60, 1080p60, 1080p30, 1080i, 720p60, 576p, 480p
  • Dimensioni 112 x 72 x 18 mm
  • Peso 91 gr
  • Prezzo 199,99€

Questione di risoluzione

Sia che si parli di acquisizione che di passthrough, il piatto forte della EGALTO HD60 X è senza dubbio l’alta varietà di risoluzioni disponibili. Certo, un utente alle prime armi rischia d’essere spiazzato dalla quantità di combinazioni offerte dal device, ma possiamo tranquillamente affermare che, a meno di situazioni estremamente improbabili, c’è pieno supporto a qualsivoglia tipologia di attività di creation possa venire in mente. In termini di acquisizione, lo spettro di frequenze/risoluzioni entro cui ci si muove è senza dubbio invidiabile – 2160p30, 1440p60, 1080p60, 1080p30, 1080i, 720p60, 576p, 480p sono le principali, laddove nella tabella seguente sono riportate le combinazioni supportate dal dispositivo, in termini di acquisizione, alla seconda del formato del segnale in HDMI IN. Unico appunto, al momento in cui vi scriviamo, l’acquisizione HDR è disponibile soltanto su Windows.

elgato hd60 x

In termini di passthrough la situazione è ancora una volta florida, con risultati che si spingono in totale tranquillità sino a 4K60 HDR, 1440p120 SDR e 1080p240 SDR. La possibilità di effettuare un tone-mapping del segnale HDR in ingresso permette di crearne uno in SDR già convertito, ideale per essere dato in pasto a OBS, YouTube Gaming o affini. Altro aspetto fondamentale di questa ELGATO HD60 X è il supporto al VRR – senza dubbio, lo standard più conosciuto di questa generazione di console, che permette ad un monitor e a una sorgente esterna (console/PC) di sincronizzare il frame rate per ridurre, o in certi casi eliminare, fenomeni come screen tearing o stutter. Il dispositivo supporta una gamma VRR tra 48fps e 120fps: unico prerequisito, per utilizzare questa tecnologia sarà necessario avere una sorgente in ingresso pienamente compatibile col VRR e, in output, un monitor parimenti compatibile. Switch e le pro-console della passata gen sono ovviamente fuori dai giochi.

Ultimi, ma non meno importanti, i requisiti per sfruttare al meglio l’hardware in oggetto. Non sono richiesti PC della NASA per godere di ELGATO HD60 X, ma è bene tenere a mente che, per lavorare a risoluzioni e frame rate alti, è fisiologico essere carrozzati a dovere. Da specifiche ufficiali, sono richiesti Windows 10 64bit o macOS 10.13 High Sierra (o successivi) per eseguire 4K Capture Utility. Al netto della disponibilità di una connessione internet, saranno necessari almeno 4GB di RAM, una porta USB 3.0 e, in termini di GPU, una NVIDIA GeForce GTX 10xx – seppur un modello più recente è caldamente consigliato. Chiudiamo con le CPU, rispettivamente un Intel Core i5 di sesta generazione o un AMD Ryzen 7 (o successivi) per Windows, un Apple M1 o un Intel i5-4xxx quad core (o successivi) per Mac.

La prova sul campo

Giunti a questo punto avrete sicuramente capito quante, almeno sulla carta, siano le promesse che ELGATO HD60 X è chiamata a mantenere. Difficile nutrire dubbi sulle potenzialità del device, vista comunque l’ottima base di partenza su qui quest’ultimo si poggia, ma mentiremmo se non vi dicessimo che sì, eravamo particolarmente curiosi di capire sino a dove ELGATO fosse riuscita a spingersi con un prodotto non certo economico, ma potenzialmente unico nel proprio genere. Posto che l’ostacolo maggiore, almeno per una fascia d’utenza non eccessivamente esperta, risiede nel venire a capo delle configurazioni valide (indicate nella tabella precedente), la dichiarazione di intenti di ELGATO HD60 X è laconica: rendere più facile la vita a chiunque desideri creare contenuti in modo professionale, fornendo uno strumento potente, versatile, ma allo stesso tempo “pronto all’uso” in ogni evenienza.

Per valutare la bontà del device abbiamo scelto Xbox Series X e PS5 come banchi di prova, registrando sessioni di gioco con differenti modalità d’acquisizione per risultati decisamente in linea, per non dire superiori alle nostre aspettative. 4K Capture Utility offre una lista di preset di recording grazie a cui salvare i flussi video in formato H.265 HEVC con un bitrate, preselezionabile dall’utente, che raggiunge i 140Mbps. Viene da se che, qualora voleste registrare a bitrate elevati, lo spazio occupato dal file risultante aumenterà in modo significativo – quindi, se non volete trasformare la libreria di clip in un buco nero che fagocita il vostro spazio d’archiviazione, giocate con cautela con questi parametri.

Per registrare le sessioni di gameplay abbiamo collegato le console all’HDMI IN di ELGATO HD60 X e, tramite 4K Capture Utility, abbiamo utilizzato l’apposita finestra disponibile all’interno del software per “giocare” direttamente dal monitor PC. Questo è possibile grazie all’ottimo lavoro di elettronica e ingegneria svolto in quel di Fremont, che permette di giocare senza ombra di lag preservando una sincronia audio/video davvero invidiabile. Nel corso delle nostre prove, lo sottolineiamo, il ritardo di sincronia tra sorgente input e quanto effettivamente visto su PC da 4K Capture Utility è sempre rimasto ai limiti dell’impercettibile – la sincronizzazione sul gameplay che effettua la tecnologia a bassa latenza di ELGATO è qualcosa di oggettivamente impressionante.

ELGATO HD60 X

Software e funzionalità

Riserviamo quest’ultimo paragrafo ad una rapida carrellata delle feature di 4K Capture Utility, centro nevralgico di ELGATO HD60 X che permette di configurare e sincronizzare le opzioni del dispositivo a seconda del contesto di utilizzo – oltre, chiaramente, a gestire operazioni standard come firmware update, percorsi di salvataggio e settings su sistema operativo. L’obiettivo della suite è coordinare i parametri delle sorgenti di input/output coinvolte nell’acquisizione, aggiustando valori come qualità, bitrate, saturazione e via dicendo. La parte del leone spetta ai formati di acquisizione, con un set di opzioni che permettono in pochi click di registrare a 2160p30 (fosse l’upload dei gameplay su YouTube il vostro target principale) o a 1080p60 (per lo streaming su Twitch, passando rigorosamente per OBS).

I fruitori di suddetti servizi saranno lieti di apprendere non solo che non è presente alcun vincolo di durata per le catture video, ma che non sono previsti abbonamenti o tariffe per rimuovere eventuali watermark dai flussi creati. Tutto molto trasparente, per un utilizzo immediato nei canali preferiti. A tal riguardo, ELGATO HD60 X può essere impostata come sorgente in ingresso per streammare in modo diretto su Twitch e YouTube, ad esempio – garantendo tuttavia la piena compatibilità con software professionali dedicati, come Streamlabs o l’immancabile OBS, o con hardware specifici come i sempre più frequenti Stream Deck. Questo per dire che, in termini di versatilità e praticità d’utilizzo, stiamo parlando di un prodotto che difficilmente teme la concorrenza.

Ultimo aspetto, ma non meno importante, è la modalità di registrazione Flashback. Qualora la registrazione del flusso video non fosse stata avviata, è possibile configurare ELGATO HD60 X per far sì che salvi in modo automatico le clip di gioco, per intervalli di durata che spaziano sino a quasi quattro ore. Se lo stream in tempo reale non fosse la priorità, ma puntaste ad acquisire un video per poi elaborarlo in seconda battuta (montaggio, postproduzione e via dicendo), il Flashback del device potrebbe risolvere molti dei vostri problemi. Alla faccia della comodità, insomma.

Il Verdetto

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Alberto Destro

Alberto Destro

Quando il Signore regalava agli uomini l'arte della scrittura, probabilmente ero al bagno.

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