Il nuovo capitolo Dying Light: The Beast è uscito da appena due settimane, ma ha già stabilito numeri impressionanti che testimoniano il coinvolgimento della community. Secondo i dati diffusi da Techland, i giocatori hanno sterminato in soli 12 giorni più di 2,2 miliardi di zombie, una cifra che supera il 27% della popolazione mondiale se tutti fossero non-morti. Questi risultati non solo confermano la popolarità del titolo, ma anche la sua capacità di stimolare sfide e statistiche fuori dall’ordinario.
A livello collettivo, i giocatori hanno compiuto imprese straordinarie: hanno corso per oltre 152 milioni di chilometri, l’equivalente di quasi 200 viaggi di andata e ritorno dalla Terra alla Luna, e guidato per 19,6 milioni di chilometri. La guida ha avuto un ruolo centrale nello sterminio, con 334 milioni di zombie falciati dalle auto, mentre le armi da mischia hanno portato a 302 milioni di smembramenti. A questi si aggiungono 3,6 milioni di headshot precisi e 266.500 zombie inceneriti con il lanciafiamme.
Un dato curioso riguarda la mossa simbolo del gioco, il “dropkick”: i giocatori l’hanno eseguito 176,7 milioni di volte, un numero enorme ma che, paragonato ai miliardi di zombie eliminati, lascia ancora spazio a migliorare.
Il successo di queste statistiche si riflette anche nel bacino di utenza: sebbene non siano stati comunicati dati ufficiali sulle vendite, l’analisi dei giocatori attivi su Steam e console fa ipotizzare già oltre 2 milioni di copie vendute. E il dato più rilevante è che la community continua a crescere ogni giorno, alimentando nuove sfide e record.
In conclusione, Dying Light: The Beast non è solo un survival horror, ma un fenomeno di partecipazione collettiva, in grado di trasformare ogni azione dei giocatori in una cifra sorprendente che racconta il ritmo frenetico della lotta contro gli zombie.

