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Diablo II Resurrected | Anteprima

Se esistono alcuni giochi che hanno definito gli anni appassionati della mia gioventù (mai terminati e tutt’ora vivi e vividi, beninteso) uno di questi è certamente Diablo. Per uno come me, intrigato dall’occulto e dall’oscurità, il primo Diablo ha rappresentato una pietra miliare sia per le meccaniche di gameplay all’epoca assai particolari, sia per l’ispirato universo dark fantasy nel quale sono immerse le vicende narrate. Ho speso un infinito numero di ore sia ad apprendere le nozioni di gioco in modalità single player, sia ad apprendere quanto l’umanità possa essere crudele in modalità multiplayer.

Poi, circa alla metà di quell’anno strano che è stato il 2000, Diablo II irruppe nelle nostre vite. Era talmente diventata abitudine usare programmi per cheating online (il celebre BoBaFeTT’s Trainer è ANCORA online oggi) che Blizzard consentì di creare personaggi “open” e personaggi “closed” per il comparto multiplayer. I personaggi “open” erano immagazzinati sul PC dell’utilizzatore, de facto permettendogli di usare cheats allegramente. Chissà come verrà gestita questa particolarissima feature nel gioco che andiamo ad esaminare oggi.

Diablo II Resurrected

Diablo II Resurrected è un titolo che rievocherà alla mente di alcuni giocatori ricordi potenti: un’estate passata all’insegna dell’azione, dell’avventura, di epiche avventure “oscure” con un gioco che ha segnato un enorme miglioramento rispetto all’illustre predecessore… tranne per una cosa: l’ambientazione. E’ mia ferma opinione che, dal primo al secondo capitolo, la deriva fantasy abbia preso il sopravvento abbandonando in buona parte quel feeling satanico e smaccatamente ispirato alla cristianità che permeava le scorribande per il villaggio di Tristram. Unica pecca al fronte di un pacco gigantesco di miglioramenti generali: più classi, più armi, skill trees, più capitoli, ambientazioni variegate ed un comparto multiplayer invidiabile all’epoca.

Diablo II Resurrected riporta in vita un grande classico durante uno dei periodi peggiori per Blizzard, storicamente parlando. Un’operazione di marketing probabilmente, ma dalla riuscita quasi scontata: quando si gioca con la nostalgia di molti utenti, il risultato è assicurato. Una versione remastered di sicuro successo quindi? Non proprio. Anche perché non è un “remastered” nel vero senso della parola, quanto più un reskin di pregio.

Diablo II Resurrected

Sotto alla pelle di Resurrected infatti pulsa il cuore del titolo originale. Pelle che si può rimuovere in qualunque momento tramite la semplice pressione del tasto Q, per rivelare al di sotto della superficie la grafica ed il gameplay invariato della “Legacy Version“. De facto Diablo II Resurrected è una sontuosa coperta (un plauso al lavoro fatto finora, senza dubbio) che nasconde il vecchio gioco e lo rende esteticamente molto bello da vedere, lasciando sostanzialmente invariato il gioco originale. Tutto è rimasto come una volta, così come le datate hotkeys per le skills affidabili ai tasti funzione (da F1 in su). Ma qualcosa è anche cambiato: opzioni di accessibilità, nuove configurazioni selezionabili tra vecchio stile e nuova via, zoom ed ovviamente lo stile grafico.

E’ senza dubbio encomiabile il lavoro svolto dal team di sviluppo, almeno giudicando da questa prima Alpha tecnica: un gran numero di effetti di luce ed ombre dinamiche, riflessi, animazioni (forse un poco legnose ma nulla di grave) ed un rifacimento integrale di tutto ciò che concerne nemici, armi, effetti ed altro ancora. Il comparto sonoro è rimasto invariato e, va detto, è assai confortante: la soundtrack dell’originale Diablo II risulta ancora superlativa e di gran pregio, così come la maggior parte degli effetti sonori. L’incognita resta sulle cinematiche che andranno a sostituire quelle originali ma, com’è ben noto, Blizzard sa perfettamente quello che fa quando si tratta di cutscenes.

A conti fatti, dopo alcune ore di gioco, Diablo II Resurrected mostra la sua innegabile capacità di riportare in vita un grande classico del gaming su PC. Un gioco che proviene da un’epoca “antica” ma che si rivela ancora avvicente e variegato. Per poter esprimere un giudizio definitivo dovremo aspettare la release finale dell’opera. Nel frattempo, affilate i vostri mouse per l’imminente battaglia contro l’inferno.