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Dead Space, ripercorriamo la storia di Visceral Games | Speciale

Dopo l’annuncio improvviso ed entusiasmante del remake di Dead Space dell’oramai chiusa Visceral Games durante questo EA Play Live 2021, sembra doveroso ripercorrere i fasti di una delle saghe horror in terza persona più durature e amate dal pubblico di tutto il mondo. Clark Isaac e la USG Ishimura hanno fatto la storia del videogioco fornendo le basi ad un genere estremamente bistrattato nel campo del videgame, che solo recentemente abbiamo rivisto tornare in auge con Returnal e altri pochi sostenitori. La storia è però fatta di fasi e se nel periodo precedente sono stati i fantasy a godere di un trattamento di favore, ora è il miscuglio esplosivo tra fantascienza ed horror che torna tanto caro al pubblico, ciclicamente riproposto e che sta lentamente riformando le sue radici. Con The Calisto Protocol sembrava che l’anima di Dead Space dovesse ritornare, ma adesso che abbiamo l’annuncio non ci sono più dubbi: nello spazio nessuno può sentirvi urlare (di nuovo). Seguiteci in una bella retrospettiva sulla storia del brand, con questo speciale di Game Experience!

Nessuno può sentirti urlare se tutti sono morti

Dead Space comparve silenzioso e in sordina nel lontano 2008, sviluppato dalla Visceral Games al tempo facente parte di EA, conquistando lentamente il pubblico con delle atmosfere uniche miscelate ad una bella dose di azione in terza persona. Sarà stata la combinazione perfetta di elementi, tra gli ambienti spaziali tanto cari alla fantascienza di Ridley Scott, a Sfera, Punto di non ritorno e alla Cosa; oppure la capacità di creare la giusta tensione con un protagonista quasi senza volto e senza voce ed un HUD minimale. Quale sia il caso, Dead Space è riuscito a diventare un classico, sfruttando tutto quello che un videogioco poteva offrire all’epoca per stabilire dei ferrei standard per i successivi prodotti survival horror, riuscendo inoltre nella difficile impresa di rimanere ancora oggi moderno sotto ogni sfaccettatura.
Ma è bene introdurre un po’ di contesto prima di parlare del gioco: l’ormai deceduta Visceral Games era uno studio americano di Electronic Arts, in precedenza chiamato EA Redwood Shores, operante sotto la divisione generale di EA Games. Dopo la pubblicazione di un primo titolo chiamato Future Cop: LAPD, nel 1998, lo studio di sviluppo si spostò sull’idea di proporre un sequel di System Shock, avendo ben poco interesse per realizzare una proprietà intellettuale originale. L’idea venne proposta ai dirigenti di EA, ma cambiò radicalmente forma dopo l’uscita di Resident Evil 4 nel 2005: dopo averla rielaborata nella forma che ben conosciamo oggi, gli sviluppatori riuscirono a convincere il management della bontà del loro lavoro, che divenne noto come Dead Space.

Come già detto, Dead Space è un videogioco survival horror in terza persona che fu sviluppato per PlayStation 3, Xbox 360 e PC, il primo capitolo di una trilogia che doveva essere una quadrilogia, in seguito clamorosamente affossata da una serie di scelte non proprio azzeccate.
Ambientato nel 2508, il giocatore assume i panni di un normalissimo ingeniere di nome Isaac Clarke in un mondo attraversato da un rovinoso evento di estinzione causato dall’uso spropositato e insostenibile delle risorse sul pianeta Terra. L’uomo si rivolge quindi allo spazio per ottenere quello che gli serve, ed è qui che entra in gioco la progettazione da parte della Concordance Extraction Corporation (C. E. C.) della nave mineraria in grado di salvare l’umanità, la USG Ishimura di classe “Planet Cracker” – ovvero in grado di distruggere interi pianeti per ricavarne minerali. La Ishimura orbita attorno a Aegis VII e nel momento in cui Isaac ed un gruppo di quattro impiegati la raggiungono attraverso la USG Kellion sembra ferma per un guasto, salvo scoprire ben presto che qualcos’altro abita la nave: l’equipaggio viene attaccato da orrende creature antropomorfe, chiamate Necromorfi, ed Isaac rimane bloccato nell’enorme struttura infestata dalle presenze ostili.
Oltre allo stile di gioco con prospettiva in terza persona da sopra le spalle, simile appunto a giochi come Resident Evil 4 e Gears of War, Dead Space vanta di un’interfaccia affatto tradizionale, completamente in-game grazie a luci e display che permettono di leggere lo stato di salute dello sfortunato ingeniere e lo stato delle sue armi. Il gioco si muove tra l’esplorazione di ambienti interni alla nave, in vari stati di rovina e ricoperti di sangue, organi e budella, e di ambienti esterni decompressi o parzialmente distrutti in cui si può navigare usando la tuta pressurizzata dotata di stivali ed una breve carica di ossigeno. Isaac, in linea con le sue abilità di ingeniere, è in grado di fabbricare solo delle armi di fortuna che consistono in pistole energetiche e campi di stasi. Il fattore chiave del gioco è la difficoltà col quale i Necromorfi vengono uccisi, in quanto essi non muoiono semplicemente dopo qualche colpo: piuttosto bisogna smembrarli tagliandoli pezzo per pezzo, peraltro considerando la loro agilità e la capacità di rigenerazione che li rende in grado di rigenerare nuovi arti.
Il successo di Dead Space ha portato l’effettivo studio ad essere rinominato e conosciuto col nome Visceral Games nel 2009, diventando inoltre una divisione vera e propria sotto l’EA, con l’obbiettivo di continuare a sviluppare giochi d’azione sulla stessa linea di Dead Space. Furono inoltre istituiti due studi ulteriori, Visceral Montreal e Visceral Melbourne, per continuare quella produzione tanto apprezzata. Purtroppo Dante’s Inferno, ispirato alla Divina Commedia e di poco successivo, non funzionò affatto e il progetto in lavorazione chiamato The Ripper, ispirato a Jack Lo Squartatore, venne cancellato dopo pochissimo. Tutto questo clamore portò lo studio di Melbourne a chiudere nel 2011.

Dead Space: Extraction e Ignition


Lo citiamo solo per conoscenza assieme al suo compagno Ignition, in quanto titoli prequel dei rispettivi capitoli. Dead Space: Extraction è uno sparatutto su rotaia del 2009 che fa da preambolo agli eventi del primo Dead Space, esclusivo per Nintendo Wii e PS3. Lo sparatutto a binari che usava estensivamente i comandi di movimento dei controller per sparare e usare le abilità seguiva la storia di quattro sopravvissuti, Lexine Murdoch, Nathan McNeill, Gabe Weller e Warren Eckhardt, nell’atto di fuggire all’epidemia di Necromorfi sulla colonia Aegis VII per arrivare sulla USG Ishimura.
Dead Space: Ignition è invece un videogioco puzzle per Xbox Live Arcade e PlayStation Network, che si ambienta prima di Dead Space 2 con l’intenzione di essere un gioco interattivo in stile “fumettoso” e che consisteva principalmente nella risoluzione di alcuni minigiochi. Col completamento, Ignition concedeva oggetti bonus per Dead Space 2, assieme ad armi e a potenziamenti da sbloccare nelle stanze dei condotti.

Dead Space 2

Dopo la rovinosa caduta di Dante’s Inferno nel 2010, Visceral Games tornò presto a Dead Space sviluppando un secondo capitolo, pubblicato nel 2011. Seppur considerato una delusione finanziaria da parte di EA, il gioco fu accolto addirittura con più entusiasmo rispetto al primo capitolo, di cui migliorava alcuni aspetti mantenendo la maggior parte del gameplay intatto e approfondendone la storia. Rilasciato per PlayStation 3, Xbox 360 e PC, Dead Space 2 si svolge tre anni dopo gli eventi di Dead Space, nel 2511.
Dopo essere sopravvissuto all’incubo della USG Ishimura, l’ingegnere Isaac Clarke arriva sulla stazione Titan (anche soprannominata Sprawl), una stazione spaziale civile costruita sui resti della luna di Saturno, Titano, fatta a pezzi in un’operazione mineraria sul pianeta. Risvegliatosi disorientato nell’ospedale della gigantesca stazione spaziale e ricoverato nel settore psichiatrico, Isaac vede ripetersi l’epidemia di Necromorfi davanti ai suoi occhi riuscendo tuttavia a fuggire. Nel mentre, apprende dell’esistenza del Marchio, un manufatto alieno responsabile dell’infezione portato sulla nave da una sorta di chiesa chiamata Setta di Unitology, i cui membri adorano il simbolo ritenendolo un mezzo dell’influenza di Dio sugli eventi dell’universo.
In Dead Space 2 il gameplay viene riproposto con l’inserimento di più varietà, con aree a cui accedere hackerando terminali e più varietà nell’uso delle abilità. I giocatori possono impalare i Necromorfi con oggetti appuntiti, navigare negli ambienti a zero G con maggiore libertà di movimento grazie ai propulsori collegati al RIG di Isaac. In compenso il titolo perde la divisione a capitoli e diventa completamente lineare, eliminando le schermate di caricamento in tutta la sua durata.
Inoltre Dead Space 2 è il primo gioco ad inserire il multiplayer competitivo a squadre, basato sul completamento degli obbiettivi.

Dead Space 3

Dead-space-3


EA continuò a dimostrare la sua preoccupazione nei riguardi di Visceral Games e Dead Space 3. Il team sembrò subire delle pressioni che lo portarono a introdurre una modalità cooperativa nel gioco per attirare un pubblico più ampio, in aperto contrasto con le radici horror della saga. Chi aveva adorato i primi due capitoli se ne accorse, e nonostante i risultati positivi alla sua uscita nel 2013, Dead Space 3 riscosse molto meno successo al pari dei predecessori – portando Visceral Montreal alla chiusura dopo lo sviluppo di Army of Two: The Devil’s Cartel.
Ambientato sul pianeta ghiacciato di Tau Volantis nel 2514, Dead Space 3 segue due protagonisti anzichè uno, Isaac Clarke e John Carver. Tre anni dopo l’incidente della Stazione Titan, un gruppo unitologista radicale noto come “Cerchio Interno” ha iniziato un regno di violente rivolte e ha diffuso l’infezione dei necromorfi su tutte le principali colonie, distruggendo i laboratori di ricerca che si occupavano del Marchio. Dopo aver attaccato l’ennesima struttura sul pianeta Uxor, la moglie e il figlio di John Carver vengono assassinati e trasformati in Necromorfi, mentre l’uomo è costretto a fuggire. Recuperato dalla ex-compagna di Isaac, Ellie, viene mandato a cercarlo a New Horizons.
La campagna è giocabile in single player od in coop (solo online): mentre la prima segue l’esperienza tradizionale con Isaac come protagonista, la cooperativa invece consente a due giocatori di giocare contemporaneamente, con Carver come secondo protagonista. Rispetto al single player, il gioco cooperativo fornisce molti più dettagli sulla trama di gioco.
Oltre a migliorare e ridefinire ulteriormente i controlli, consentendo al giocatore di abbassarsi, il gioco presenta gli umani come avversari ulteriori rispetto ai soli Necromorfi. Nonostante queste introduzioni il titolo non ha grande successo e la software house viene definitivamente chiusa ad ottobre 2017.

Veniamo quindi all’annuncio di Dead Space Remake: mentre Visceral Games è stata dismessa e Glen Schofield, produttore del primo capitolo, è al lavoro su The Calisto Protocol come seguito spirituale della saga, arriva come una tempesta perfetta la notizia di ieri sulla conferma del Remake di Dead Space, con un trailer che fa sognare molti e che conferma la volontà di EA di ripartire da zero, passando il controllo ad EA Motive. Momentaneamente annunciato per PC, PlayStation 5 e Xbox Serie X/S, al momento sappiamo solo che il gioco girerà sul Frostbite Engine con una resa grafica meravigliosa, mantenendo intatte le atmosfere e la storia dell’originale e forse ampliandola in alcune sue parti. Al momento non abbiamo ancora una data di uscita, quindi non ci resta che ben sperare, in trepidante attesa di tornare a smembrare orrendi Necromorfi con la sempre molto versatile (e famosissima) lama al plasma, l’iconica arma di Isaac.

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Erika Berselli

Erika Berselli

Giocatrice di ruolo e videogiocatorice vorace. Le piace sparire dal vivo quanto fare il ladro o muoversi nello stealth. Amante degli horror (nonostante poi non ci dorma per sua stessa ammissione) e dei gdr.

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