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DARQ: Complete Edition | Recensione

Esistono animi creativi che a volte ci trascinano nel loro immaginario fatto di grottesce caricature e pallidi visi dall’aria delicata. Edifici dall’aria instabile e opprimente si innalzano davanti a personaggi minuti ed in precario equilibrio fisico e mentale, dando una forma incerta alla loro stessa realtà. Tim Burton e Guillelmo Del Toro sono due nomi famosi per la cinematografia, due autori in grado di delineare con chiarezza alcuni dei bizzarri e affascinanti scenari che ci tormentano quando ripensiamo alle particolarità e stranezze dell’era vittoriana. L’inevitabile contaminazione di questi autori (e di innumerevoli opere letterarie) col mondo del videogioco ci ha portato nel tempo a perle di rara, irreale bellezza: si parla dei folli scenari di American McGee’s Alice (nato negli anni 2000) fino ad arrivare al più recente Little Nightmares. Questa tendenza ha coinvolto anche una moltitudine di produttori indie, che ricorrono ad ambienti dall’aria gotica e inquietante per dare un forte carattere al loro titolo. Nonostante questo, pochi lavori degni di nota si distinguono dalla massa, e DARQ: Complete Edition sviluppato da Unfold Games ed edito da Feardemic ne è un particolare esponente. Se siete rimasti incuriositi dall’introduzione di questo puzzle game, continuate a sfogliare la nostra recensione!

Un sogno permeato dall’oscurità

L'oscurità dei sogni di Lloyd fa accapponare la pelle.

DARQ: Complete Edition ci racconta l’onirica storia di Lloyd, un ragazzino che vive i suoi sogni come una seconda esperienza di vita molto realistica. Ogni volta che si addormenta, il giovanissimo e pallido ragazzo si sdoppia e si trasferisce nella sua versione extracorporea per percorrere le lande del sogno in maniera assolutamente cosciente. Purtroppo, oltre a rendersi conto dell’accaduto, Lloyd sperimenta in prima persona il passaggio imprevedibile ad un sonno più tormentato che ben presto si trasforma in incubo: fallito ripetutamente il tentativo di tornare nel suo corpo, l’unica soluzione è affrontare il labirinto fino alla fine, o fino all’arrivo del risveglio naturale. La semplice introduzione darà il via a fughe rocambolesce ed enigmi macabri per il corso di tutta l’avventura, lungo sette capitoli che ricalcano le ambientazioni più care al genere horror: treni, labirinti, manicomi, ospedali e molti altri ambienti suggestivi che raccontano la storia attraverso una narrazione ambientale fatta di suggestioni, spingendo il giocatore ad interpretare molto ampiamente il senso (e l’uso) degli oggetti trovati lungo l’avventura.

Semplice ed inquietante

Gli enigmi ingegnosi di DARQ valgono da soli l'intero gioco.

Come già anticipato, DARQ: Complete Edition è un puzzle game 3D a scorrimento laterale dalle pesanti tematiche horror che prende a piene mani dalla visione Burtoniana, godendo anche di una certa notorietà grazie alla rinnovata popolarità di questo genere, di cui Little Nightmares è stato fino ad ora un grandioso esponente. La narrazione si sviluppa in maniera tradizionale, ma incide pesantemente sul gameplay e sulle diverse tipologie di rompicapi divisi per area tematica: se nel primo ambiente ci troveremo a gestire le dimensioni di varie stanze, potendo camminare sulle pareti e ruotarle in senso orario e antiorario, nel secondo ci troveremo ad affrontare col giusto tempismo alcune fasi blandamente platform, mentre nel terzo finalmente ci muoveremo nelle tre dimensioni con strani macchinari rotanti e avvicineremo in maniera furtiva i nostri primi, inquietanti avversari.
La particolarità di DARQ: Complete Edition sta proprio nella sua capacità di modellare gli enigmi attorno alle leggi che governano gravità e fisica: il protagonista tenta infatti di sopravvivere all’incubo manipolandole a suo favore grazie alla natura della dimensione onirica, permettendoci di camminare su muri e pavimenti (se privi di ostacoli) per risolvere puzzle via via sempre più intricati. Serve anche una sana dose di interpretazione per superare questi ultimi, che a volte risultano assurdi ma ottimamente congeniati e che restituiscono in maniera chiara la sensazione di irrealtà che permea tutto il titolo: potremo trovare monconi e arti mozzati da usare come leve, vecchi orologi col cinturino da usare come ponte od una lettera caduta a terra da un’insegna pubblicitaria da inserire come leva. Oggetti, ingranaggi, passaggi sono distribuiti lungo ogni capitolo in maniera uniforme e continuativa, rimanendo semplici ed essenziali ma richiedendo una buona dose di ingegno e adattabilità da parte del giocatore, che potrà usarli semplicemente aprendo l’inventario con un pulsante della tastiera o del controller. A parte i direzionali che ci faranno scorrere verso destra o sinistra, avremo una limitata quantità di tasti con cui interagire col mondo: un comando ci permetterà di correre, un altro di usare e attivare tutti gli oggetti, un terzo di ruotare la visuale quando vicini ad una parete collegata e l’ultimo ci consentirà di aprire e chiudere l’inventario. Il tutto di conseguenza risulta di semplicissima gestione e intrattiene, diverte, a volte fa saltare sulla sedia per le trovate inaspettate. In cambio, ci viene chiesto giusto di stravolgere la nostra prospettiva, di metterci in altre posizioni del tavolo per vedere meglio l’insieme.
La categorizzazione come puzzle game non toglie il fatto che il titolo sia costellato da creature nemiche fin troppo celeri a intuire la nostra presenza: da strambe donne con in testa un paralume a uomini emaciati senza volto, l’avventura sarà disseminata di avversari capaci di intimorici e farci sobbalzare sopratutto per la loro apparizione improvvisa e l’inquetudine che trasmettono ad un primo sguardo. Per tenere a bada i nemici Lloyd non ha a disposizione altro che la furtività e l’ingegno: niente botte da orbi quindi, a meno di non voler morire sbranati al primo colpo davanti a questi famelici orrori privi di una personalità, non troppo lontani dalle bestie. Specialmente all’inizio di DARQ: Complete Edition ci troveremo ad avere a che fare con questi esseri intenzionati a braccarci: assillanti, grotteschi e guidati solo dall’istinto, saranno una presenza da cui vorremo allontanarci al più presto. Purtroppo, nel momento in cui questo effettivamente succede (la loro presenza inizierà a farsi più rarefatta lungo la strada) il gioco ne risulta eccessivamente penalizzato, a favore di una maggiore concentrazione di enigmi.

Niente di nuovo, ma molto di buono

I nemici di Lloyd sembrano innocui all'inizio, ma si riveleranno ben presto feroci.

DARQ e la sua nuova incarnazione DARQ: Complete Edition sono lo stupefacente prodotto di Wlad Marhulets, brillante compositore che dopo anni di brillante carriera nel cinema e nel mondo della musica ha deciso di lasciarsi tutto alle spalle, dedicandosi esclusivamente al suo hobby preferito – i videogiochi. Inizialmente senza alcuna competenza nel settore e senza l’aiuto di publisher che volevano imporgli una determinata visione artistica, Wlad ha impiegato più di tre anni per portare a compimento la sua opera prima e farla approdare nel mercato nel 2019, conquistando una grande fetta di pubblico.
Dal punto di vista grafico, DARQ: Complete Edition prende molta ispirazione dai primi lavori di Burton, rifiutandosi però di narrare le vicende in maniera aperta. Nel titolo, nulla viene mai spiegato esattamente ma solo lasciato all’immaginazione, preferendo una presa diretta sulle vicende di Lloyd piuttosto che una qualche forma di narrazione esterna. Di conseguenza la telecamera virtuale che segue il nostro protagonista non se ne va mai altrove, non interrompe mai il contatto visivo del giocatore sullo schermo durante le nostre scorribande. Nonostante l’uso di modelli tridimensionali piuttosto semplici e lo scorrimento laterale, noteremo – grazie ad alcuni punti in cui la prespettiva cambia e si distorce – che gli ambienti sono completamente 3D, ottimamente sviluppati per quanto riguarda effetti e illuminazione. Il design è un altro punto a favore di DARQ: la scelta di presentarci nemici più impersonali (rispetto a quanto visto in Little Nightmares) e ambienti distorti, più schiacciati e allungati del normale, rimanda con efficacia alla costante sensazione di trovarsi in una realtà ignota, dove possiamo muoverci solo per tentativi. I deboli di cuore non hanno comunque nulla da temere dal gioco, in quanto presenta pochi jump scare ben costruiti. L’atmosfera horror viene costruita quasi del tutto grazie alla combinazione di grafica e ottimo sound design, in cui la colonna sonora interrompe il silenzio con tracce orecchiabili suonate a violino e suoni dirompenti durante le fasi più concitate – facendo prendere un colpo al cuore in questi casi. C’è ovviamente un prezzo da pagare per tutta questa unicità, che viene saldato dalla longevità, veramente breve. DARQ: Complete Edition si propone come una piccola avventura lunga poco più di tre ore priva di rigiocabilità. Per quanti non masticano bene l’inglese, il titolo è stato fortunatamente tradotto completamente in italiano nell’interfaccia e nei sottotitoli.

Versione testata: PC
Piattaforme: PC, Xbox One, Xbox Series X, PS4, PS5, Nintendo Switch.