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Cuffie Logitech G435 Recensione

Che l’audio rappresenti una delle componenti più importanti nell’esperienza quotidiana di ogni giocatore beh, lo sappiamo praticamente tutti. Chiunque sia anche solo vagamente appassionato di headset o, più in generale, sia alla ricerca di quel qualcosa in grado di amplificare ulteriormente l’immersione quando si stringe il pad tra le mani, saprà benissimo che oggigiorno il mercato non è soltanto generoso, ma offre così tante valide alternative da rendere la scelta spesso complicata. Dalle opzioni “first party”, come le Pulse 3D di Sony o l’Xbox Wireless Headset di Microsoft, passando per altri pezzi da 90 del circuito come Turtle Beach, Razer e chi più ne ha più ne metta, quello degli headset rappresenta un segmento di mercato dove, ogni giorno, si combatte su un nuovo terreno di guerra: l’ergonomia, la spazializzazione sonora, la connettività, la compatibilità multi-device. In questo agguerrito lago di squali non può certo mancare la cara vecchia Logitech, che con le interessanti G435 si insinua in un modo più “obliquo” strizzando l’occhio non tanto ai puristi dell’audio perfetto quanto, piuttosto, a tutti i giocatori alla ricerca di comodità e versatilità. Un compromesso magari non ottimale in termini di performance, ma che vuoi per un peso irrisorio, vuoi per uno stile fresh che ai più giovani non passa inosservato, vuoi anche per la maggior attenzione alle tematiche ambientali, beh, sicuramente le rende delle buone player nel mercato consumer mid-end. Il tutto ad un prezzo contenuto: il che, inutile dirlo, è la proverbiale ciliegina sulla torta.

Peso Piuma e occhio all’ambiente

La caratteristica che più salta all’occhio di queste Logitech G435 è senza dubbio il peso. 165 grammi totali per un headset fatto e finito, calcolatrice alla mano, possono tranquillamente essere annoverati nei libri dei record – visto e considerato che il peso standard della maggior parte degli headset, tra cui gli stessi finiti sotto le nostre lenti, parte almeno dal doppio. Leggerezza da record ma non solo: i padiglioni sono realizzati in foam morbida, che avvolge del tutto i lobi garantendo tuttavia un isolamento dal rumore esterno soltanto parziale, mentre la parte inferiore dell’archetto è rivestita da un tessuto morbido traspirante utile a prevenire fastidi durante le sessioni più lunghe. Le plastiche appaiono resistenti, ma è evidente come, se paragonati ad altri prodotti mid/high, i materiali costruttivi di questo headset non impressionino troppo positivamente sia alla vista che al tatto. Il design lineare e il form factor pulito di queste Logitech G435 rappresentano sicuramente un punto a favore, così come la scelta di differenziarle in tre versioni sgargianti: di contro, qualche piccola finitura che rendesse più “accattivanti” le plastiche, tutto sommato, male non avrebbe fatto di certo. Ma alla fascia di prezzo proposta e, soprattutto, alla luce dell’incredibile impegno in termini di sostenibilità che Logitech ha ammirevolmente fatto proprio (il 22% delle plastiche delle G435 sono di natura riciclata, la confezione è realizzata con carta proveniente da foreste FSC e, non ultimo, l’intero headset gode della certificazione Carbon Neutral), riteniamo di poter accettare senza alcuna remore questo compromesso costruttivo.
In termini di ergonomia e comodità poco da dire, se non che difficilmente troverete delle cuffie più indicate di queste per maratone infinite di videogiochi o, perché no, anche per il più tradizionale ascolto prolungato di musica. L’affaticamento sui lobi, rispetto a quanto visto con altri competitor, viene ridotto in modo a dir poco evidente, nonostante sia da tenere in conto un’estensione dell’archetto non ampissima – fattore che per alcuni potrebbe rappresentare un leggero ostacolo all’utilizzo eccessivo di queste G435.

Un’headset per molti utilizzi

La semplicità delle linee di queste Logitech G435 non deve tuttavia trarre in inganno. Seppur il target primario di questo headset sia il giocatore medio che muove i primi passi nel vasto territorio dell’audio, è innegabile come il produttore con sede a Losanna abbia cercato di arricchire queste G435 con un paio di accorgimenti intelligenti, volti a migliorare quanto possibile la user experience quotidiana. Partiamo innanzitutto dal microfono, che rifugge – come ultimamente spesso accade – dalla tradizionale asta a favore di una soluzione interamente integrata con risposta in frequenza da 100 Hz a 8 KHz. La presenza di un doppio microfono interno migliora in modo sensibile le prestazioni generali, garantendo una trasmissione pulita e cristallina del segnale vocale. Nel corso delle nostre prove non sono stati percepiti artefatti o alterazioni sensibili della voce trasmessa, con una pulizia del segnale convincente anche in termini di rumorosità – la natura integrata dei microfoni fa sì che, in ambienti non eccessivamente rumorosi, solo la voce dell’utente sia effettivamente trasmessa. Foste dunque alla ricerca di una cuffia “da lavoro”, che sostituisce le inguardabili dotazioni da ufficio con cui molti di noi hanno a che fare, le Logitech G435 ben si prestano a questo utilizzo alternativo – metteteci pure il peso contento e il comfort ragionevole, e le otto ore di lavoro in loro compagnia guadagnerebbero sicuramente qualche punto in più in termini di qualità della vita.

Sul versante connettività, ancora una volta la parola d’ordine è versatilità. L’headset Logitech vanta una doppia connettività, che permette da un lato di agganciare una vasta pletora di device mobili sfruttando l’onnipresente standard Bluetooth, dall’altro di connettersi a PC, PS4 e PS5 via WiFi sfruttando la tecnologia proprietaria LightSpeed (tramite specifico ricevitore USB). Inutile sottolineare, proprio nel contesto gaming, che queste G435 garantiscono piena compatibilità agli standard Dolby Atmos, Tempest 3D e Windows Sonic: i risultati, come andremo ad analizzare più nel dettaglio nel capitolo seguente, non sono da migliore della classe, ma testimoniano ancora una volta l’investimento, in termini di possibilità di utilizzo, che Logitech ha riversato in una linea produttiva dal cartellino poco più che budget.

Prova sul campo

Le Logitech G435 montano due driver al neodimio da 40mm: una scelta sicuramente conservativa, trattandosi di quella preferita da gran parte degli headset disponibili attualmente sul mercato, ma in grado sulla carta di garantire comunque sufficiente potenza di fuoco all’hardware di casa Logitech. La realtà dei fatti, tuttavia, è meno generosa una volta indossato l’headset. In termini di spazializzazione, abbiamo avuto modo di testare le G435 con i tre standard supportati, e in generale il risultato non è dei più memorabili. Tolto Windows Sonic che, almeno per chi vi scrive, rappresenta al momento l’anello più debole dell’intero ecosistema del suono 3D, tanto le performance su PS5 (con tecnologia Tempest 3D) quanto quelle con Dolby Atmos portano a casa la sufficienza, senza però regalare alcun acuto degno di nota. L’identificazione della sorgente sonora, nel contesto tridimensionale, riesce soltanto parzialmente, dimostrandosi convincente quando la fonte è all’interno del campo visivo del giocatore, ma già più confusionaria in caso di posizionamento laterale/posteriore. Possiamo affermare senza troppa remore che il supporto ad Atmos e Tempest 3D rappresenta un plus aggiuntivo per le Logitech G435, ma non di certo il driver principale in grado di spingere un indeciso all’acquisto.

In termini di qualità sonora, il risultato è ancora una volta appena sufficiente. I driver al neodimio non riescono a dare il giusto corpo all’esperienza sonora nella propria interezza, con un risultante appiattimento generale delle frequenze che un orecchio sufficientemente allenato difficilmente faticherà a percepire. I bassi mancano di volume e di corposità, così come gli alti peccano in termini di cristallinità e di nitidezza in generale. Il comportamento migliore si ha indubbiamente alle medie frequenze, ma ancora una volta ci muoviamo in un perimetro di suono generale senza infamia ne lode, incapace di enfatizzare specifiche frequenze. Un’ “uniformità” che, in questo caso, non è propriamente un pregio…

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Alberto Rossi

Alberto Rossi

Nasco Nintendaro grazie al Super Nintendo per poi subìre la seduzione d'altri lidi, con monoliti neri e croci verdi. Per fortuna che ancora una volta arrivò Navi a dirmi: "Ehy listen..."

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