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Corsair Sabre RGB Pro Wireless – Recensione

Quello del gaming, che si tratti della sua declinazione competitiva o di “semplice” passione da salotto, non è il genere di ecosistema che procede col freno a mano tirato. Gli standard tecnologici aumentano ogni giorno, l’asticella della qualità impenna a ritmi vertiginosi e l’unica soluzione per restare al passo, viste le aspettative sempre crescenti dell’utente, è correre più veloce degli altri. Il segmento delle periferiche da gaming rappresenta più di ogni altro quel proverbiale laghetto zeppo di piranha: che si tratti di headset, tastiere o di mouse di fascia alta, difficile trovare un settore caratterizzato da così tanti player, ciascuno con la propria autorevole voce in capitolo. Dentro quest’arena combatte Corsair, colosso dell’hardware PC con sede a Fremont il cui biglietto da visita, da oltre vent’anni a questa parte, parla abbondantemente da sé. E il motivo lo sappiamo tutti: qualità, affidabilità e un occhio tecnologico che punta al next-step: la stessa triade di concetti alla base del Corsair Sabre RGB Pro Wireless, un mouse high-end che abbiamo provato nelle ultime settimane e a cui, difficilmente, riusciremo a rinunciare da qui in avanti.

Sabre RGB Pro Wireless

Design ed ergonomia

C’è una domanda con cui, da sempre, ogni appassionato convive: “Ma ‘sto mouse li vale davvero tutti sti soldi?”. Retorica fine a sé stessa per un utente esperto che, di norma, è consapevole della correlazione tra prestazioni e prezzo: dubbio, spesso scoraggiante, per chiunque veda un cartellino salato a fianco di un mouse di cui, in molti casi, ignora quasi del tutto le caratteristiche. Nel caso del Sabre RGB Pro Wireless, chiariamolo da subito, stiamo sì parlando di un biglietto di ingresso che sfiora i due zeri: ma in questo top di gamma del produttore Californiano, non a caso punto di riferimento per pro-gamer di FPS e MOBA, è infuso un concentrato di tecnologia e di ricerca che sì, affermare che il prezzo sia ampiamente giustificato risulta quasi pleonastico. In soli 79 grammi, questo gioiellino non solo offre una polling rate di 2KHz – il doppio, tanto per intenderci, rispetto ad un tradizionale mouse senza fili – ma posa sul piatto della bilancia un sensore proprietario da 26.000 DPI, sette tasti programmabili tramite iCUE, una zona ad illuminazione RGB e una connettività estesa (WiFi via Slipstream, Bluetooth 4.2 LE e USB) in grado di garantire versatilità e praticità d’utilizzo pressoché illimitate. Il tutto, senza rinunciare a stile e comfort.

Sabre RGB Pro Wireless è, ad un primo sguardo, il classico mouse palm grip che ben si presta sia al contesto gaming, sia alla meno divertente operatività da ufficio. L’impugnatura comoda e le dimensioni equilibrate lo rendono immediatamente fruibile da ogni tipo d’utenza, anche da chi – come chi vi scrive – predilige un’impugnatura più aggressiva “ad artiglio” (claw grip). Nulla da eccepire sui materiali, come da tradizione di elevata caratura e con un feedback aptico convincente: il look black matte di casa Corsair, intervallato da finiture di plastica nera lucida, viene impreziosito da una superficie ruvida che mantiene un grip elevato anche nel caso di sudorazione eccessiva – una situazione non così rara nelle sessioni di gioco più concitate. Una rifinitura gommata o una texture tattile più complessa ai lati avrebbero dato un pizzico di presa extra al tutto, ma basta un minimo di pratica per prendere rapidamente dimestichezza.

In termini di design, l’eredità del Corsair Sabre RGB è evidente: le varianti wired e wireless sono pressoché identiche, al netto di una differenziazione in termini di illuminazione RGB. La versione senza fili presenta una zona illuminata in corrispondenza del logo Corsair, rinunciando al secondo LED posto sulla rotellina centrale. Spariscono i tre mini-LED laterali, sostituiti da un LED cromatico (modificabile tramite iCUE), che permette di identificare più rapidamente il profilo DPI attualmente in uso – che può essere modificato on the fly tramite apposito pulsante, collocato subito sotto la ruota centrale. A chiudere la conta, troviamo due pulsanti addizionali collocati sul lato sinistro, comodamente raggiungibili col pollice date le dimensioni generose: la loro utilità è scontata per chiunque si cimenti con MOBA o FPS, ma essendo “fissi” complicano non di poco la vita a tutti i giocatori mancini.

SABRE RGB PRO WIRELESS

Connettività e configurazione

In termini di connettività, la prestazione del Sabre RGB Pro Wireless è eccellente. Il mouse offre una porta USBC nella sezione frontale, utile per la ricarica del device e per l’utilizzo wired su PC o Mac (un cavo dedicato è già incluso nella confezione). La connessione WiFi richiede un dongle RF apposito, collocato all’interno di un alloggiamento nella parte inferiore del mouse: questa rappresenta uno dei punti di forza del pacchetto, che fa ricorso alla tecnologia proprietaria Slipstream per garantire una latenza minima (al di sotto di 1ms, secondo quanto stabilito dal costruttore) agli input dell’utente, con tutti i vantaggi in termini di prestazioni che ne derivano. Sempre nella parte inferiore troviamo uno switch per selezionare la modalità d’utilizzo (Slipstream o Bluetooth) e, ovviamente, il tasto per l’accoppiamento BT. Nel corso delle prove non sono state ravvisate problematiche di alcun tipo, sia in WiFi che in BT: ma se un utilizzo domestico dei due standard può essere equiparabile, inutile sottolineare come la latenza fulminea di Slipstream possa fare la differenza nel gioco professionale.

Una volta connesso il Sabre RGB Pro Wireless al PC, destreggiarsi tra le configurazioni è un’attività tutto tranne che complessa. La gestione di impostazioni, tweak e customizzazioni è in carico ad iCue, software del marchio che pone da sempre l’enfasi sulla semplicità d’uso e permette di configurare in modo rapido l’intero ecosistema di prodotti Corsair. Nel caso specifico, avremo a disposizione un set di funzionalità utili a riprogrammare i tasti, gestire l’illuminazione RGB, modificare il valore dei DPI o del polling rate: sarà possibile salvare fino a tre profili distinti all’interno del dispositivo, alternabili ancora una volta “al volo” premendo l’apposito tasto nella parte posteriore del dispositivo. Per quanto concerne il polling rate, è possibile scegliere tra cinque valori predefiniti, che spaziano dai 125Hz di base al già citato massimo di 2KHz. Discorso analogo per i DPI, dove alle cinque opzioni base (400, 800, 1.600, 2.400 e 3.200 DPI) si aggiunge la Sniper Mode – un nome che ok, è abbastanza eloquente. Dall’apposita sezione di iCue sarà possibile agire manualmente su ciascuna soglia DPI descritta, con incrementi dell’ordine dell’unità sino ad arrivare ai famigerati 26.000 DPI (laddove rimane possibile modificare il numero di DPI anche “senza iCUE”, nella cosiddetta Hardware Mode, variando tale valore con una granularità di 50 DPI). Il Sabre RGB Pro Wireless, di default, è impostato a 3.200 DPI, ma è inutile sottolineare che tale mouse nasce col circuito del pro-gaming e degli eSports impressi nel proprio DNA: se affidato a mani valide, pertanto, i risultati a DPI elevati possono lasciare di sasso.

Sabre RGB Pro Wireless

La prova sul campo

Posto che dunque sì, il sensore Marksman da 26.000 DPI va esageratamente oltre quelle che sono le nostre “normalissime” pretese, inutile dire che la prima settimana in compagnia del Corsair Sabre RGB Pro Wireless è andata che è una meraviglia. Pur votato al gaming per diritto di nascita, il dispositivo si comporta in modo eccellente anche nell’uso da ufficio, dimostrando non solo una precisione da chirurgo ma anche – e soprattutto – dei consumi da primo della classe: dopo una settimana di uso intensivo, il led rosso che indica l’esaurimento della batteria non ha ancora dato segni di vita, lasciandoci presagire ottimi risultati anche in questo frangente. Numeriche ufficiali alla mano, con l’illuminazione RGB spenta si parla di grossomodo 60 ore filate in connessione Slipstream, che salgono a 90 con l’opzione Bluetooth.

Parlando di giochi, non essendo chi vi scrive la persona più adatta per titoli come DotA, LoL o altre creature mitologiche poco adatte ad uno con quattro decadi sul groppone, abbiamo optato per una sessione più tradizionale di sparatutto in prima persona su PC, e i risultati sono ben al di sopra della promozione: la frenesia di Doom Eternal trova nel Sabre RGB Pro Wireless un ottimo alleato, con movimenti ultra-reattivi e precisi – che, in mani professioniste, si traducono in un vantaggio tecnico mostruoso anche solo durante una manovra semplice come il prendere la mira. I 2KHz di polling rate si sentono ruggire sotto il cofano, e nella danza pirotecnica di Doom, ma anche nel recentissimo Call of Duty Vanguard, garantiscono un boost delle prestazioni non indifferente. Merito anche dei tasti a tecnologia Quickstrike, che sfruttano un design proprietario che azzera la corsa tra la base del tasto e lo switch Omron corrispondente: un’attenuazione istantanea, insomma, che garantisce massima velocità e reattività anche nelle sparatorie più complicate.

Vorremmo parlarvi di come il comfort del mouse Corsair abbia salvato la nostra anima dai gironi più bassi dell’inferno nella creazione dell’ennesima presentazione Power Point, ma riteniamo che, pur trattandosi di un ulteriore punto a favore, non sia questa l’informazione che più stavate aspettando. Restando in tema gaming, stavolta in un contesto più rilassato, l’utilità di un mouse programmabile, comodo e leggero è evidente in titoli come Age of Empires IV: passare quasi quattro ore ininterrotte in compagnia dell’ultima creatura di Xbox Game Studios senza poi ritrovarsi un polso fatto di grissini parla chiaro sull’importanza che il produttore Californiano ripone su ergonomia e comodità d’uso. Ultima nota doverosa, seppur già anticipata, tanto durante le sessioni di gioco quanto nei mirabolanti match contro Power Point, Excel & co., non abbiamo mai superato stabilmente i 4.000 DPI, se non per la curiosità di provare per qualche secondo l’ebbrezza di una cifra da record: i 3.200 DPI con cui il dispositivo esce dalla confezione, secondo il nostro giudizio, rappresentano il numero perfetto per permettere ad un utente “standard” di prendere la giusta confidenza, per poi eventualmente salire. Poi ok, chiunque abbia dimestichezza con mouse high-end e non tema di perdere il controllo delle proprie azioni, troverà in questo mouse e nei suoi 26.000 DPI uno dei migliori compagni di squadra disponibili sul mercato.

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Alberto Destro

Alberto Destro

Quando il Signore regalava agli uomini l'arte della scrittura, probabilmente ero al bagno.

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