C’era una volta la serie Strike, nata con Desert Strike: Return to the Gulf e portata avanti fino a Nuclear Strike. Uno shoot ‘em up adrenalinico e quasi tattico, atipico per l’epoca ma potente, convincente. Queste opere di Mike Posehn, John Patrick Manley e Tony Barnes rilasciate tra 1991 e 1997 su innumerevoli sistemi hanno visto il passaggio dal 2D isometrico al 3D, conquistando nel mentre tantissimi giocatori e dando vita anche a uno “spin-off” iconico: Future Cop: LAPD. Per migliaia di giocatori si tratta di titoli sensazionali, simbolo di una nostalgia incessante. Per fortuna, c’è anche chi ha voluto capitalizzare su di essa con un nuovo progetto, un labour of love a tutti gli effetti: Cleared Hot.
Sviluppato dal piccolo team di Not Knowing Corporation e pubblicato da MicroProse (a proposito di nostalgia…), è disponibile da novembre 2025 in early access su Steam. La sua roadmap è già ricca di contenuti in arrivo che lasciano l’acquolina in bocca. Ma in che stato si trova ora? Nell’anteprima di Cleared Hot, tutto diventerà più chiaro.
Accenni di trama interessanti

La storia ha un presupposto semplice – salvo modifiche, s’intende. Il protagonista è un ex soldato americano e pilota di elicotteri che, guardacaso, è riuscito a trovare un Little Bird AH-6 in vendita. Acquisto difficile, ma accordo raggiunto in cambio di favori e lavoretti fatti al proprietario originale. Cose innocenti, come spostare veicoli e merce con un potente magnete agganciato al velivolo. Quando però la gang della regione lancia un attacco al venditore, iniziano le mansioni più complesse e fatte di cattiveria pura, fino al coinvolgimento del soldato nelle missioni della polizia per eliminare la gang, più grande del previsto.
In questa fase di accesso anticipato il gioco conta poche missioni, ma quanto basta per pregustarsi quello che poi definirà Cleared Hot allo stato definitivo. Ogni missione fa evolvere la trama anche con tocchi d’ironia. Per non parlare del tipico eroismo americano dei film di azione. Si percepisce sensibilmente la mancanza di profondità ma, alla fine della fiera, non è un problema così grave.
Il gameplay di Cleared Hot: la bellezza della fisica

Infatti, l’attesa dei due capitoli successivi con biomi differenti (Giungla, Artico e Urbano) viene addolcita da un gameplay immediato e piacevolissimo. Esattamente quello che ci si aspetta da un clone di Desert Strike, uno shoot ‘em up elementare dove tutto ciò che conta è la distruzione. Un obiettivo dopo l’altro si distruggono basi aeree, si conquistano eliporti e si soccorrono scienziati, sparando all’impazzata ovunque ci si trovi. C’è anche un sistema di personalizzazione degli elicotteri, con la possibilità di acquistarne ben 8 (il numero aumenterà) tra Huey, Hind, Black Hawk e Comanche. Ognuno ha una determinata quantità di slot per armi leggere e pesanti, anch’esse acquistabili per cambiare l’arsenale a disposizione in base alla missione.
Ciò che spicca in Cleared Hot è il funzionamento della fisica. Oltre a definire l’ottima responsività dell’ambiente dopo ogni missile sparato o smitragliata anche a terra, consente interazioni bizzarre e soddisfacenti con veicoli, container e soldati a terra. In un certo senso, fornisce un grado sfida ulteriore per coloro che vogliono provare a evitare l’uso delle armi più esplosive a favore di uccisioni basate su trasporti e scontri. I controlli sono poi veramente semplici da capire e molto accessibili con mouse e tastiera per il feeling old school.
C’è ancora spazio per migliorare

Come già anticipato, i contenuti al momento mancano. Oltre alla prima fase della campagna single-player e allo spazio per le prove di volo, non c’è nulla. Il team di 8 persone attualmente al lavoro su Cleared Hot sta però preparando una modalità Survival e altri minigiochi che possono aumentare la longevità del titolo. Un esperimento roguelite a ondate alla Vampire Survivors potrebbe essere la scelta migliore per una modalità solida e duratura. Sarebbe tuttavia trita e ritrita, oltre che distante dal feeling di nostalgia che vuole dare avvicinandosi alla serie Strike. Ci vorrebbero anche alcune modifiche alla UI per renderla più caratteristica e meno stock.
Nell’insieme, la Hot Physics Action resta soddisfacente e nemmeno esigente sul sistema. I requisiti minimi sono assai bassi e su Steam Deck è una goduria da giocare – al netto di qualche rallentamento. Si tratta di un gioco fatto per sessioni rapide, già abbastanza pulito e con un’estetica che non stanca mai l’occhio. Basterà aspettare l’uscita della 1.0 nel 2026 per capire se ci sarà spazio per sorprese.
