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Call of Duty: Vanguard Recensione multiplayer

Dopo avervi snocciolato per benino il comparto single player di Call of Duty: Vanguard ora è il turno del multiplayer, da sempre il vero fulcro dell’esperienza della serie targata Activision. Ancora una volta affidato alle mani di Sledgehammer Games, Call of Duty multiplayer torna più carico che mai con nuove armi, mappe e tantissime modalità. E’ tempo di imbracciare (di nuovo) i vostri fucili e prepararvi alla guerra totale.

Compagni d’armi

Call of Duty: Vanguard

Call of Duty: Warzone è stato un ottimo banco di prova per Activision, cosa che ha permesso alla compagnia americana di apportare parecchie migliorie ad una formula per anni rimasta invariata. Call of Duty: Vanguard prende perciò quanto di buono è stato fatto nell’ultimo periodo condensandolo all’interno di un unico titolo, pur con alcune novità qua e là. Una volta scelta la modalità fra Deathmatch a squadre, Dominio, Pattuglia, Fronte Occidentale, Collina dei Campioni e la sempreverde Partita Veloce, si passerà alla selezione del proprio equipaggiamento. Oltre ai classici preset sarà possibile creare dei setup partendo da zero combinando armi primarie, armi secondarie, specialità e granate. La gamma di armi e potenziamenti messi a disposizione da Call of Duty: Vanguard è certamente ampia e si adattano a qualsiasi tipo di soluzione e strategia. Non è però difficile riconoscere quali sono i set più gettonati dagli utenti dopo una manciata di partite, forse non un bene visto che il metagame sembra essere già indirizzato verso una direzione ben precisa, ma Call of Duty: Vanguard ha comunque di fronte a se ancora tanta strada e le cose potrebbero sicuramente migliorare in futuro.

Fori di proiettili

Call of Duty: Vanguard

Call of Duty: Vanguard, come già accennato in fase di recensione della campagna single player, affonda le sue radici nel motore grafico sviluppato da Infinity Ward per il remake di Modern Warfare, ereditandone quindi pregi ma anche difetti. Dopo un rapido matchmaking ci siamo immersi nell’azione provando le nuove mappe create appositamente per Vanguard e l’emozione di calcare nuovamente gli scenari della WWII. A differenza dei precedenti Call of Duty, ci è parso subito che le mappe siano state progettate per invogliare i giocatori ad adottare un approccio più tattico e meno esplosivo, pur non sacrificando le fasi adrenaliniche tipiche delle sessioni online. Ben 20 mappe che ripercorrono alcuni fra gli scenari più iconici della Seconda Guerra Mondiale, alcuni dei quali già visti durante la campagna in single player. Ad aver catturato la nostra attenzione è certamente la distruttibilità di alcuni elementi ambientali che permettono al giocatore di crearsi nuovi spiragli attraverso i quali poter colpire i nemici. In linea generale, il level design di Call of Duty: Vanguard non sembra aver nulla da invidiare ai suoi predecessori.

Ma come ti equipaggi?

Il matchmaking di Call of Duty: Vanguard ci è parso decisamente rapido e snello con un’ottima affluenza dovuta anche al supporto al cross-play. Come sempre il sistema di progressione è al centro dell’esperienza multiplayer della serie di Call of Duty e Vanguard ne è un perfetto esempio grazie alla presenza degli Operatori. Ciascun Operatore rappresenta uno stile di gioco unico, con proprie armi e skill sbloccabili macinando punti in partita. Insomma, delle vere e proprie classi che influenzeranno pesantemente l’andamento dei vostri match attraverso un sistema di ricompense a progressione che incentivano il giocatore a migliorare le proprie skill in battaglia. Rinnovata anche la presenza dell’Armaiolo, grazie il quale è possibile personalizzare le proprie armi alterandone parametri come potenza di fuoco, cadenza, precisione ecc. Personalizzazione resa ancor più vasta dall’immancabile presenza dello store dove, attraverso microtransazioni, è possibile aggiungere un tocco ancor più personale al proprio equipaggiamento.

Completa l’esperienza multiplayer la modalità Zombie, con un’unica mappa di gioco (Der Anfang) dove umani e nazisti zombie si affronteranno a colpi di proiettili e morsi infettati, con tanto di power up ottenibili con il progredire della partita. Pur essendo meno affascinante e competitiva rispetto alle altre modalità multiplayer, quella Zombie rimane comunque un ottima chicca che va ad aggiungersi alla già ricchissima offerta di questo nuovo Call of Duty: Vanguard. Di contro il sistema anti-cheat annunciato da Activision Ricochet non sembra essere ancora operativo al 100%, ciò ha permesso ai cheater di approdare anche su Call of Duty: Vanguard. Questo rinnova l’annosa questione sul mancato pungo duro da parte di Activision nei confronti di chi bara, ancora troppo liberi di scorrazzare per le mappe rovinando l’esperienza a coloro che invece preferiscono giocare onestamente.

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Matteo Marchetti

Matteo Marchetti

Musicista e videogiocatore incallito. Quando non è impegnato a produrre suoni orripilanti con il suo basso, lo troverete di certo a pigiare tasti sul pad per salvare un'altra principessa o per distruggere l'ennesimo boss.

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