È curioso pensare che uno dei franchise più importanti della storia dei videogiochi, Call of Duty, sia nato da un vero e proprio litigio. Vince Zampella, oggi alla guida di Battlefield presso Electronic Arts, ha raccontato in un’intervista come la sua esperienza con EA nei primi anni 2000 sia stata la miccia che ha portato alla nascita di Call of Duty. “L’unica ragione per cui Call of Duty esiste è perché quelli di EA furono degli stronzi”, ha dichiarato senza mezzi termini.
GQ Magazine riporta che Zampella, all’epoca, lavorava per lo studio 2015 Inc. e contribuì allo sviluppo di Medal of Honor: Allied Assault, un titolo ispirato al film Salvate il Soldato Ryan, con il supporto diretto di Steven Spielberg. Il progetto, considerato rivoluzionario per la sua intensità cinematografica e realismo, catturò l’immaginazione dei giocatori e dello stesso Spielberg, che seguì da vicino lo sviluppo del gioco.
Dopo il successo di Allied Assault, però, i rapporti con Electronic Arts si deteriorarono rapidamente. EA decise di spostare lo sviluppo di Medal of Honor internamente, lasciando Zampella e il suo team senza finanziamenti né i compensi promessi. Con la prospettiva di chiudere lo studio, il presidente Grant Collier inviò un appello ai principali editori dell’industria, e fu Activision a rispondere, proponendo un nuovo progetto. Quel gioco, nato come una vendetta professionale e battezzato internamente “MOH Killer”, si sarebbe presto trasformato in Call of Duty, il colosso che avrebbe ridefinito per sempre il genere degli sparatutto militari.
Zampella ha affermato quanto segue:
“Dopo aver lasciato 2015 Inc. stavamo lavorando con un grosso editore. Per ragioni legali dirò che ‘le cose non sono andate secondo i piani’. Ci siamo ritrovati senza dei pagamenti che erano stati promessi e nessun fondo per tenere in piedi lo studio. Aggiungo che la compagnia potenzialmente poteva essere chiusa. In un ultimo tentativo, il nostro presidente di allora – Grant Collier – ha inviato un segnale a tutti i grandi editori dell’industria lasciandogli sapere che la maggior parte del team di Medal of Honor: Allied Assault era disponibile. A pochi giorni dalla chiusura del team, Activision ha risposto con una offerta”.
Il resto è storia: da allora Call of Duty ha venduto oltre 500 milioni di copie, diventando un fenomeno culturale citato persino in serie come Family Guy o The Office. Ironia della sorte, oggi Zampella lavora proprio per EA, cercando di rilanciare Battlefield con un capitolo che mira a riportare il franchise ai fasti di un tempo (che si è reso protagonista di un lancio esplosivo su Steam). Un ciclo completo, dunque, in cui l’uomo che diede vita al rivale storico di Battlefield ora ne è il salvatore designato, una storia questa che dimostra come, nel mondo del gaming, i grandi successi spesso nascano da grandi scontri.
Consigliamo infine di leggere il nostro provato della beta di Call of Duty: Balck Ops 7, gioco in uscita il 15 novembre 2025.
