L’analisi di Digital Foundry ha acceso il dibattito tra i videogiocatori: Black Myth: Wukong, una delle uscite più attese dell’anno, appare sensibilmente più curato su PlayStation 5 rispetto a Xbox Series X|S. Un fatto insolito, visto che nella maggior parte dei titoli multipiattaforma le due console di fascia alta si equivalgono. In questo caso, invece, le scelte di sviluppo hanno portato a compromessi che penalizzano in particolare le versioni Xbox, con risultati visivi considerati deludenti.
Come anticipato da un recente video confronto, la differenza principale riguarda il sistema di illuminazione globale Lumen di Unreal Engine 5: su Xbox Series X, in modalità Prestazioni, questa tecnologia è stata completamente rimossa, appiattendo le scene e rendendo gli ambienti simili a produzioni della scorsa generazione. A peggiorare la situazione, le ombre hanno una risoluzione sensibilmente più bassa e risultano “a blocchi” e imprecise rispetto alla versione PS5.
Paradossalmente, Series X riesce comunque a garantire un rendering interno più alto, circa 1296p contro i 1080p di PS5, offrendo quindi un’immagine più nitida. Inoltre, la console Microsoft mostra una maggiore fluidità generale nelle diverse modalità grafiche. Tuttavia, il prezzo da pagare è un peggioramento complessivo della resa visiva, evidente anche nella gestione del fogliame ed aggravato da un fastidioso tearing persistente.
Se Series X, Black Myth: Wukong offre dunque un compromesso tra nitidezza e stabilità a scapito della qualità grafica, la situazione precipita su Xbox Series S. Qui, oltre all’assenza del Lumen e a ombre di qualità ancora inferiore, la risoluzione scende fino a circa 792p in Modalità Prestazioni e 1080p in Modalità Qualità. Ne risulta un’immagine nettamente meno definita e povera di dettagli.
In sintesi, secondo Digital Foundry la versione PS5 è la più riuscita sotto il profilo visivo, mentre Xbox Series X sacrifica la qualità per guadagnare fluidità e risoluzione più elevata. Series S, infine, resta la piattaforma più penalizzata, con compromessi tanto drastici da ridurre l’impatto grafico complessivo del titolo.
