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Battlefield: i migliori ed i peggiori episodi della serie – Speciale

Battlefield 2042 è ormai alle porte, il nostro provato ci ha lasciati generalmente soddisfatti ma con qualche dubbio circa la stabilità del titolo. Per ingannare l’attesa del grande ritorno alla modernità di una serie che ha fatto delle battaglie su larga scala il suo pane quotidiano, vediamo quali sono stati i migliori capitoli della serie, e quali i peggiori. 

Come ogni selezione, si tratta di una scelta molto personale legata alle preferenze di chi vi scrive e di come ha vissuto gli anni del rilascio di quei titoli che, magari i più giovani non ricorderanno, affondano le loro radici nel lontano 2002, quasi un ventennio di battaglie campali tra capitoli ambientati nelle varie guerre mondiali e altri ai giorni nostri. 

Battlefield 3 

Battlefield 3

Rilasciato nel 2011, Battlefield 3 arriva ad un solo anno di distanza dal clamoroso successo ottenuto da Battlefield: Bad Company 2, che ritroveremo più avanti in questa lista. I muscoli mostrati con l’engine Frostbite 2.0 ed un’esperienza semre più multiplayer-oriented, rendono Battlefield 3 il miglior capitolo della serie. Graficamente incredibile ed incredibilmente divertente, Battlefield 3 ha goduto pienamente del supporto di DICE anche al di fuori del titolo stesso attraverso la piattaforma social Battlelog pensata per agevolare la community e l’esperienza competitiva del titolo. Tra veicoli di terra, d’acqua ed aerei, mappe sconfinate ed un sistema di progressione incredibilmente sfaccettato, Battlefield 3 è riuscito a sopravvivere per diversi anni, persino al suo successore, Battlefield 4. Alcune mappe del gioco come Confine sul Caspio faranno la loro comparsa su Battlefield 2042 in chiave completamente rinnovata. Anche l’accoglienza riservata da pubblico e stampa è stata incredibile, Battlefield 3 porta infatti a casa più di 40 premi tra i quali Miglior Action e Miglior titolo multigiocatore del 2011. Si tratta davvero di un capolavoro che ha segnato un’intera generazione, riuscendo a migliorare sotto ogni aspetto l’ottima proposta di Battlefield. Bad Company 2, evolvendosi in altre direzioni ma restando coerente con lo spirito della serie

Battlefield: Bad Company 2 

Battlefield Bad Company 2

Predecessore di Battlefield 3, Battlefield: Bad Company 2 arriva nel 2010 e riesce, laddove diversi “colleghi” cominciavano a vacillare, a proporre una campagna davvero indimenticabile fatta di personaggi carismatici, ambientazioni mozzafiato ed un gameplay completamente rinnovato. Bad Company 2 è, per molti veterani della vecchia guardia, il miglior Battlefield di sempre. Si tratta del primo capitolo della serie moderna ad essere arrivato anche su PC. Anche in questo caso vi è una fortissima attenzione nei confronti della componente multigiocatore. L’accoglienza da parte della critica è stata strepitosa, una pioggia di voti che vanno dal 9 al 9.5 dalle principali testate internazionali. Dopo il successo incalzante di Call of Duty, cominciato nel 2007 con Call of Duty 4: Modern Warfare, Battlefield: Bad Company 2 riesce finalmente ad entrare in competizione con il colosso di Activision. 

Battlefield 4 

Battlefield 4

Battlefield 4 è il primo titolo della serie ad approdare su Xbox One e Playstation 4, si tratta di uno dei titoli del lancio per le console arrivate nel Novembre del 2013. Nonostante i diversi problemi relativi alla componente multigiocatore, Battlefield 4 è stato uno dei primi titoli capaci di mostrare i muscoli delle nuove console nonostante la sua natura evidentemente cross-gen. Il passaggio ai 60FPS, accompagnato da una nuova veste grafica assolutamente next-gen per l’epoca, lo ha reso uno dei titoli più giocati del lancio della scorsa generazione. L’accoglienza non è stata imponente come abbiamo visto con i due titoli di testa ma siamo comunque di fronte ad uno dei capitoli più solidi e longevi della saga e l’ultimo dei titoli più apprezzati dalla community prima di quello che viene definito un periodo molto buio. La durata della campagna ed alcuni problemi durante i primi mesi dal lancio privano Battlefield 4 di una posizione più prestigiosa ma resta comunque indiscusso il podio nella top 3 dei migliori titoli della saga. 

Passiamo al tasto dolente, la flop 3. Quali sono i peggiori titoli della serie? Sul podio dei migliori, la chiave di lettura più appropriata resta quella della guerra moderna su larga scala ricca di azione, adrenalina e caos. Elementi che nei peggiori titoli della serie sono semplicemente venuti a mancare. 

 Battlefield Hardline 

Battlefield  Hardline

Hardline si aggiudica senza mezzi termini il podio come peggior capitolo della serie. Una sorta di reinvenzione di guardie e ladri in chiave battlefield che non ha fatto felice proprio nessuno. Sviluppata dall’ormai defunta Visceral Games che abbiamo imparato ad apprezzare grazie a Dead Space ma che scivola malamente in Battlefield Hardline. Sono davvero pochi gli elementi che funzionano a dovere e non stiamo parlando di un funzionamento di natura tecnica ma di natura ludica. Privo di mordente sia nella sua cortissima campagna che nel comparto multigiocatore che viene privato di un elemento fondamentale: i combattimenti su larga scala. Pensate che Battlefield Hardline ha venduto circa 4 milioni di copie mentre Battlefield 3 ne ha vendute 5 milioni… nella prima settimana dal lancio. Il trono della Flop 3 dedicata a Battlefield spetta dunque di diritto ad uno dei pochi capitoli non sviluppati da DICE. Per molti l’arrivo di Hardline è considerato come l’inizio di una fase incredibilmente calante nella serie, fase che continua tutt’ora e che Battlefield 2042 ha il compito di interrompere. 

Battlefield 1 

Ad un anno dalla cocente delusione di Hardline, DICE riprende il timone della serie presentando in pompa magna Battlefield 1. L’impatto con la presentazione è incredibile, Battlefield 1 è ancora oggi uno dei titoli graficamente più belli proposti dalla casa svedese. Tuttavia vi è un problema sostanziale: la community non riesce a spiccare il volo ed il modello di gioco proposto non si dimostra abbastanza coinvolgente da spostare le masse. La scelta di non proporre una vera e propria campagna bensì 5 mini-storie completamente scollegate tra loro non aiuta a legare con il titolo e con i suoi personaggi per quanto riguarda il comparto single player mentre l’ambientazione in un periodo storico come la prima guerra mondiale non aiuta a far sollevare il titolo in un momento di grande ascesa per i giochi dai tratti futuristici. Il periodo successivo all’uscita di Battlefield 1 vedrà l’ascesa dei Battle Royale e degli FPS in chiave moderna che dominano tutt’ora il mercato, Battlefield 1 è stato un esperimento meraviglioso per certi versi ma profondamente anacronistico e limitato per il periodo in cui è uscito. 

Battlefield V 

Se errare è umano, perseverare è diabolico. Battlefield V arriva nel 2018, un periodo in cui i Battle Royale, tra PUBG, Fortnite e l’allora novella Blackout, genesi di Warzon, imperversavano nel mondo degli sparatutto online. Battlefield V non si discosta più di tanto dal suo predecessore, si tratta tuttavia di uno dei primi titoli ad implementare la tecnologia Ray-Tracing di Nvidia su PC, tuttavia non basta. Anche in questo caso la scelta di una campagna non lineare non riesce a coinvolgere l’utenza. A rincarare la dose di insuccessi vi è anche l’arrivo di un timido tentativo di investire sulla novella Battle Royale con la modalità Firestorm, anche in questo caso l’accoglienza è piuttosto fredda e la modalità, in seguito ad una prima e brevissima esplosione, cadrà nel dimenticatoio dopo poco tempo. Battlefield V non è un brutto titolo anzi, graficamente è anche questa volta uno dei titoli più impressionanti, semplicemente non riesce a funzionare a causa di un modello di gioco vetusto e poco in linea con il trend di un periodo in forte evoluzione per il genere. 

L’arrivo di Battlefield 2042 punta a ribaltare le sorti della saga, ci sono tutti i presupposti per un titolo dal forte impatto come hanno dimostrato le impressioni generalmente positive ottenute in occasione della beta. Il piccolo rinvio del titolo servirà al team per rifinire quelle imperfezioni e quei problemi che hanno destato tanti dubbi durante il periodo della prova. Non ci resta che darci appuntamento con la recensione di Battlefield 2042, noi saremo presenti sul campo di battaglia e finalmente scopriremo quale sarà il futuro per la serie. 

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Alessandro Di Liberto

Alessandro Di Liberto

Cresciuto a pane, Pink Floyd e videogames, Alessandro è il tipo di videogiocatore che riuscirebbe a far spuntare notifiche di obiettivi e trofei anche su un Sega Master System. Non esiste nel continente persona più adatta a rivelarvi tutti i segreti dei vostri titoli preferiti. Assicuratevi solo di portare con voi dei calendari di ricambio nel caso in cui gli chiediate di provare giochi che presentano instabilità nel multiplayer, bug e glitch.

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