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Battlefield 2042, il provato della beta

Battlefield 2042 è sicuramente uno dei titoli più attesi dell’anno, il titolo di DICE, insieme ad Halo Infinite e Call of Duty Vanguard, va a comporre il tridente del 2021 per quelli che sono gli shooter più attesi dell’anno. Dopo un leggero rinvio ed alcune ombre gettate sullo stato della produzione, abbiamo finalmente avuto modo di mettere le mani su una build giocabile. 

Battlefield 2042

Che la serie di Battlefield navigasse in acque non propriamente limpide era evidente già da qualche anno, dopo il flop di Battlefield Hardline e l’accoglienza non proprio calorosa nei confronti di Battlefield I e Battlefield V, vi è necessità di una ventata d’aria fresca. Battlefield 2042 è un ritorno al passato che proietta al futuro, un futuro chiesto a gran voce dai fan storici della saga che hanno trovato in Battlefield 3 e Battlefield 4 due titoli indimenticabili capaci di gettare le basi di una community tutt’altro che annichilita. Battlefield 2042 ha dunque l’arduo compito di riportare la serie ai fasti di un tempo e quale occasione migliore del primo titolo della serie su console di nuova generazione? 
Un ritorno alle radici non deve sempre essere un cieco tributo al passato, il mondo dei videogiochi e degli FPS in particolare si è evoluto dal 2013 ed è naturale una transizione verso il presente che vada ad adeguare la produzione ai tempi correnti piuttosto che proporre una fredda fossilizzazione di quanto celebrato in passato. Battlefield 2042 è dunque segno di rinascita che va ad appoggiarsi al suo passato per lanciarsi verso un futuro più moderno, sfaccettato e caotico.  
Come in ogni occasione, ci approcciamo ad una beta con le dovute cautele, consci di avere a che fare con una build preparata per l’occasione e non per forza recentissima con l’unico scopo di dare un breve assaggio di quel che sarà. Manca ancora poco più di un mese all’uscita del titolo, salvo ulteriori rinvii, fissata per il 19 Novembre e, come già dichiarato dalla stessa DICE, la build sulla quale abbiamo messo le mani era vecchia di mesi. Partendo dunque da questo presupposto, e allineandoci con quelle che sono state le prime reazioni a caldo del pubblico generalista, Battlefield 2042 in questa beta ha avuto problemi, forse troppi, anche per essere una beta. Partendo da una generale instabilità della build dovuta non soltanto a problemi legati all’ottimizzazione del software ma anche alla fragilità dell’infrastruttura di rete, l’esperienza di gioco durante la beta Battlefield 2042 si può definire “altalenante”. Si percepisce una costante difficoltà nel tenere tutti gli elementi legati tra loro e si ha quella classica sensazione che tutto prima o poi collasserà, non qualcosa di propriamente gradevole ma è normale quando ci si avvicina ad un prodotto ancora in sviluppo. Tralasciando dunque l’instabilità dovuta a diversi fattori, concentriamoci su quegli elementi che abbiamo potuto soppesare a prescindere dalla stabilità della build.  

Battlefield 2042

Battlefield 2042 è un gioco dannatamente divertente, ed era ora. Questo è un concetto che vogliamo sottolineare il più possibile. Abbandonate le grigie e fangose atmosfere della prima guerra mondiale, Battlefield 2042 si staglia in cielo come un sole splendente, una stella fatta di caos, adrenalina e situazioni incredibili. I primi passi mossi su Battlefield 2042 ci portano ad un confronto con un nuovo sistema di classi che farà la gioia o la disperazione di molti. Abbandonate completamente quelle dinamiche legate gli strumenti esclusivi per ogni classe, il nuovo sistema messo in campo sposta gli equilibri verso le abilità passive dei singoli operatori e di alcuni accessori che non impattano il gioco di squadra ma quello individuale. In questo modo andremo dunque a trovare un cecchino equipaggiato con lanciarazzi. Viene dunque scardinato un elemento importante della serie introducendo un dinamismo pensato per rendere più liberi i giocatori e per avvicinare il concetto di operatore a quello già visto in titoli come Rainbow Six Siege, seppure alla lontana. Tra le nuove feature, che approfondiremo in maniera più approfondita in sede di recensione, troviamo quanto già anticipato da varie presentazioni e trailer. L’introduzione di nuovi accessori come il rampino, i companion e le torrette portano una ventata d’aria fresca all’insegna di una componente arcade sempre più forte all’interno della serie che non va a creare alcuna dissonanza, anzi, rafforza un concetto di evoluzione attesa dai fan ormai da tanti anni. Anche la possibilità di modificare in tempo reale il setup delle armi va a velocizzare l’azione, sebbene non sia ancora possibile salvare un loadout fisso e dunque bisogna rifare il loadout ad ogni singola partita, questo problema è quasi sicuramente legato alla beta e sarà risolto nella versione completa. 

Battlefield 2042

L’unica mappa disponibile, Orbital, ci ha permesso di scendere in campo nell’ormai classica modalità conquista. Orbital è una mappa che rispecchia in pieno l’anima di Battlefield 2042, enorme, variegata e completamente dinamica. Le meccaniche alla base della modalità Conquista sono già ben rodate ma anche in questo caso Battlefield 2042 interviene con l’obiettivo di svecchiare la modalità. Non esistono più le singole basi da conquistare ma ogni macro-base è costituita da due basi da conquistare per potersi aggiudicare l’intera area, dividendo così l’afflusso di giocatori verso i singoli centri nevralgici della mappa. L’assaggio avuto attraverso Orbital lascia intravedere un Battlefield 2042 fatto di mappe enormi che racchiudono piccole aree all’interno delle quali i giocatori conducono le loro singole battaglie per poi spostarsi verso le zone più critiche, imbastendo in un flow di gioco costantemente in movimento e mai stazionario anche per quelle classi più tendenti alla sedimentazione come quella del cecchino. Tale dinamismo va a riflettersi anche nella conformazione stessa della mappa, soggetta non soltanto ai distatri climatici come l’ormai famosissimo ciclone che investe la mappa ma anche nella distruttibilità degli ambienti e nelle interazioni ambientali.  Al netto dei problemi di stabilità, Battlefield 2042 mette sul piatto un modello di shooting appagante con un time-to-kill bilanciato che mira a mantenere quella tonalità arcade che spinge il giocatore verso il conflitto a fuoco anche in situazioni di svantaggio. La beta di Battlefield 2042 ci porta ancora una volta a borda di tanti veicoli e velivoli finalmente protagonisti. Partendo dai veicoli si va ad aprire un dubbio che sarà sicuramente fugato nella relase finale: la progressione di armi e veicoli durante il giocato. A differenza di altri test usciti in questo periodo ad esempio per Halo e Call of Duty, Battlefield 2042 non si sbottona in termini di progressione, al di là dei 4 operatori (di 10 disponibili) non abbiamo idea di quelli che saranno gli oggetti e le funzionalità sbloccabile. Da un punto di vista più tecnico, sebbene abbiamo già affrontato le problematiche legate alla stabilità, Battlefield 2042 si presenta in maniera sgargiante e lo fa attraverso una mappa pensata per lo scopo. Obrital ci mette di fronte ad un titolo graficamente molto interessante per un titolo multigiocatore di questa portata. Il nostro provato è frutto di diverse sessioni su un PC di fascia alta e l’impatto grafico è sicuramente sorprendente anche considerando che si tratti di una beta e non del prodotto finale. In conclusione, il potenziale di Battlefield 2042 è davvero esplosivo ma in questo momento non viene sfruttato a dovere. Sono troppe le sbavature, le instabilità ed i problemi che affligono la beta, problemi che, una volta risolti, riveleranno la vera anima di Battlefield 2042. Le aspettative restano alte ma è impossibile non porre un accento sui problemi di stabilità che rischiano di affossare un prodotto veramente valido. Non ci resta che darci appuntamento alla recensione finale nella speranza di trovare un Battlefield 2042 che emerge dalle ceneri della serie. Il titolo anche in fase di beta è divertentissimo e basta davvero poco per consolidare quanto di buono presentato. 

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Alessandro Di Liberto

Alessandro Di Liberto

Cresciuto a pane, Pink Floyd e videogames, Alessandro è il tipo di videogiocatore che riuscirebbe a far spuntare notifiche di obiettivi e trofei anche su un Sega Master System. Non esiste nel continente persona più adatta a rivelarvi tutti i segreti dei vostri titoli preferiti. Assicuratevi solo di portare con voi dei calendari di ricambio nel caso in cui gli chiediate di provare giochi che presentano instabilità nel multiplayer, bug e glitch.

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