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Assassin’s Creed Red rispetterà la cultura giapponese, assicura Ubisoft

Ubisoft teme di essere accusata di "turismo culturale".

Uno degli annunci più importanti dell’Ubisoft Forward andato in scena nel corso della giornata del 10 settembre 2022 è stato senza alcun dubbio Assassin’s Creed Red, nuovo capitolo della serie che ricordiamo sbarcherà sul mercato di tutto il mondo nei prossimi anni, direttamente all’interno della piattaforma denominata Infinity.

Ubisoft teme di essere accusata di “turismo culturale” con Assassin’s Creed Red

Purtroppo però l’annuncio di cui sopra, avvenuto nel corso dell’evento organizzato dal publisher francese, è stato piuttosto avaro di informazioni, ma grazie a tutta una serie di interviste a cui hanno preso parte alcuni sviluppatori del titolo in questo giorni ecco che stanno giungendo in rete delle interessanti novità a riguardo.

Proprio in tal senso infatti, nel corso di un’intervista organizzata con Axios è stato rivelato che lo sviluppo di Assassin’s Creed Red, guidato da Ubisoft Quebec, sarà supervisionato da uno studio dell’azienda situato direttamente Giappone, coinvolgendo persino dei consulenti locali “nell’interesse dell’autenticità e della sensibilità culturale“.

Essendo ambientato nel Giappone feudale infatti, gli sviluppatori di Ubisoft Quebec lavoreranno a stretto contatto con alcuni consulenti locali, oltre a collaborare con la divisione giapponese di Ubisoft, ponendosi inoltre come il primo progetto che vedrà coinvolto il “team interno per la diversità, l’inclusione e l’accessibilità“.

E sfruttando tutte queste competenze, il publisher francese vuole evitare di essere criticata per “turismo culturale“, così da non incorrere nelle polemiche che hanno dovuto affrontare in passato svariati team occidentali che hanno realizzato opere ambientate in Oriente, come per esempio Sloclap, team di sviluppo di Sifu.

Assassin's Creed: Codename Red
Fonte: The Gamer

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Alberto Rossi

Alberto Rossi

Videogioco praticamente da sempre, con il desiderio inesauribile di vivere fantastiche avventure in mondi affascinanti, potendo in questo modo assaporare quella splendida sensazione di libertà che mi è stata preclusa nella vita reale. E poi diciamocelo chiaramente: videogiocare su una sedia a rotelle è decisamente comodo!

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