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Arcane è la prova d’amore di Riot Games per League of Legends

Sono sincero quando dico che a me di League of Legends Arcane non interessava minimamente. Al suo primo trailer di due anni fa pensai “La solita produzione cinematografica sui videogiochi” intendendo che sarebbe stato un prodotto mediocre (anche se ammetto che il film di World of Warcraft e Sonic mi sono piaciuti). Anche prima della sua release ufficiale, durante i giorni del Lucca Comics, che uscivano le prime anteprime e recensioni. Lo dico a cuor aperto: Se non fosse stato per i miei “Amici del TS” non lo avrei mai visto.

Dopo la conclusione del suo terzo atto, mi accodo ai pensieri di molti, tra cui quello del nostro mitico Simone Milone che durante la nostra ultima diretta di Beyond PG di lunedì 22 novembre ha esordito con un’affermazione tanto importante quanto vera: Arcane è il miglior prodotto cinematografico che il settore dei videogiochi abbia mai visto. Mannaggia se è vero! Le motivazioni sono tante e tra poco vi enuncerò quelle che sono state le mie sensazioni da questa mia personalissima esperienza.

Una storia di “mostri”

Il senso di colpa, pentimento e tanti altri sentimenti che portano un conflitto personale sono gli elementi principale di Arcane. Chi ha visto completamente la serie sa cosa intendo, ma essenzialmente Arcane ci mostra come delle incomprensioni e il “razzismo” segnato dal luogo di nascita inficiano sulla libertà di chiunque. In questa serie abbiamo molteplici punti di vista con diversi personaggi che agiscono in nome del proprio ideale… o quasi.
In ogni episodio per ogni atto ho avuto sempre tutte le informazioni necessarie per empatizzare i personaggi e orientarmi nella regione di Pilltover e Zaun.

Non mancano i colpi di scena e i personaggi inediti rispetto alla lore dei Reami di Runeterra raccontata negli ultimi anni, ma personalmente parlando non ho mai avuto l’effetto “wow” sul fronte narrativo. Cosa diversa per i miei amici, consci della lore di LoL e dei personaggi, che coglievano mille riferimenti e easter egg in ogni episodio (Come la OST di presentazione di Jinx nel secondo atto o le mosse dei PG nel terzo).

Per me invece l’effetto “wow” se lo merita il comparto tecnico. Detto papale papale: “MA DI COSA STIAMO PARLANDO?!“. Graficamente è un miscuglio di piacere e bellezza che rendono ogni scena un fantastico quadro. Ci sono punti dove lo stile “street art” regna con giochi di luci ed effetti fenomenali (pensate al 1vs1 sul ponte nel terzo atto) con una regia fenomenale. Io da “ignorante” in materia di cinematografia ero affascinato dalla gestione delle scene e la realizzazione di alcuni momenti salienti.

Un valore aggiunto per la serie è donata dall’eccezionale comparto musicale. Partendo dalla sigla “Enemy” degli Imagine Dragons, che accompagnano Riot Games da tanti anni, agli effetti sonori pesanti e travolgenti che restituiscono un grande senso di immersione. Sembra assurdo, ma come serie sembra intoccabile. Poi la cosa che più mi ha affascinato è stata la gestione delle differenti storie con un storytelling incentrato su 4 punti di vista diversi alternati in soli 40/50 minuti per episodio… soltanto applausi.

Il successo di Arcane

Secondo me, il primo grande pilastro che regge l’enorme palazzo di successo di Arcane è che al netto di tutto, la storia narrata in questi 9 episodi risulta interessante e scorrevole per tutti, indipendentemente che una persona conosca la lore di LoL. Però, nonostante questa sua “indipendenza” dal MOBA più famoso del mondo, la serie ti accompagna dolcemente verso i titoli di Riot Games, come è successo anche a me. Inoltre ne sono stato così tanto compiaciuto da aver preso il libro “I reami di Runeterra”, che consiglio se vi intriga la lore del mondo di gioco.
Il lavoro svolto dal narrative team è stato eccelso, mostrando grandi capacità di creare una storia solida e attraente per chiunque.

Il secondo pilastro è il team marketing che ha prodotto un risultato a dir poco incredibile sull’operazione “Arcane”. Pubblicità ovunque e dappertutto, con mille collaborazione su diversi brand più o meno famosi e attività legate ai giochi dell’azienda. Quest’ultime hanno coinvolto tutti i suoi giochi (LOL, TFT, Valorant, Runeterra, Wildrift) con missioni dedicate sul launcher di ogni singolo titolo e sul sito ufficiale della serie. Un opera maestosa che ha contato un’enorme attività di gioco che difficilmente si vede nel settore, specialmente in Italia. 

Questo non sarebbe stato possibile se non ci fosse stato dietro il terzo grande pilastro, team sviluppo, che ha reso possibile tali attività che hanno intrattenuto milioni di giocatori. Questi pilastri sono collegati a un’unica fondazione: l’amore per la propria azienda e per i propri giochi. Vedendo Arcane mi è stato trasmesso un amore inimmaginabile da parte di Riot Games per LoL e per i suoi giochi, qualcosa che è veramente raro vedere oggigiorno. Di solito odio filosofeggiare su questi termini, dato che comunque il settore è in una categoria di lusso che si sostiene con i soldi e non con i sentimenti, ma in questo caso sfido chiunque a dirmi il contrario.

Tutti questi elementi hanno portato al successo questa bellissima serie animata, prendendosi il trono della serie più vista di netflix worldwide al lancio e tra le top 10 delle più viste in assoluto. Sta vincendo ed è candidata a diversi premi, ed è stata confermata la seconda stagione per il 2022. Insomma, Riot Games ha fatto colpo… nel mio e nei vostri cuori.

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Kevin Ferrari

Kevin Ferrari

"Se le uova sono essenziali per la carbonara, i videogiochi sono fondamentali per la mia vita. Perciò se vi avanza un posto a tavola invitatemi pure che ne sarò contento."

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