La demo di Anno 117: Pax Romana già proposta da tempo per il download è riuscita a catturare l’attenzione di molti giocatori. L’antipasto proposto da Ubisoft Mainz ha lasciato l’acquolina in bocca per le portate successive, provenienti da un’era ben distante da quelle viste nella storia del franchise, dal primo Anno 1602 all’ultimo Anno 1800, passando per il più futuristico Anno 2205. A sei anni dal capitolo più recente, quindi, la casa di sviluppo tedesca si sta preparando a un lancio imperiale. Forte nella flessibilità e nella grafica, il titolo promette molto bene. Tali aspettative verranno rispettate?
In questi giorni ho potuto provare Anno 117: Pax Romana nella sua ultima grossa build pre-lancio, con accesso alle prime ore della campagna e alla modalità infinita. Tanti contenuti, ancora diversi aspetti da limare, ma anche migliorie importanti soprattutto nel comparto grafico e nella UI. Le ennesime, buone premesse date da Ubisoft Mainz che lasciano ben sperare agli amanti degli strategici e gestionali.
Una campagna dalle ottime basi

Senza ombra di dubbio, la campagna è la modalità che mi ha intrigato di più inizialmente. Capire in che direzione si muoverà è necessario per valutare il potenziale completo del titolo, considerato peraltro che nel resto del franchise riesce a raccontare con un certo interesse la storia attraversando punti di vista degni di nota. In più, serve da valido tutorial esteso al fine di godersi poi la seconda modalità a disposizione, ovvero quella infinita.
La disponibilità di due governatori differenti consente di governare sapientemente e con approcci distinti la propria colonia, scoprendo per di più le modifiche applicate a doppiaggio, dialoghi e anche scelte disponibili. Nell’arco di circa 3 ore di gioco – quindi giusto il tempo di vivere il primo atto – si comprendono abbastanza agilmente gli aspetti cruciali della gestione. Si percepisce il peso delle scelte politiche ed economiche, ma anche quello morale. Le dimensioni da valutare risultano essere molteplici e, chiaramente, a ciascuna di esse va posta una certa attenzione al fine di creare una buona trama di catene di approvvigionamento.
Il focus, almeno in questa build di anteprima, sembra comunque essere posto tutto sull’intrigante e affatto elementare bilanciamento delle esigenze della popolazione per assicurare il giusto apporto tra cibo, cultura e religione. La semplicità della UI, con pochi pulsanti evidenti e necessari mostrati a schermo, fa da cornice per un quadro molto più articolato ed entusiasmante.
Strategia che cattura fin troppo bene

Anno 117: Pax Romana, infatti, tra Albion e Latium si giostra nella sua stratificazione con tasselli che complicano in modo più o meno evidente la pianificazione della città. Dalla esigenza di portare acqua fresca a tutte le case, alla ottimizzazione di segherie e fattorie per produrre risorse traendo il massimo dal territorio. La porzione city-builder sembra poter appesantirsi con il trascorrere delle ore. Ciò, comunque, senza travolgere il giocatore. Bastano occhi e mente sempre all’erta.
Questo vale anche per la ricerca, suddivisa tra economia, civica e militare. Le sfere di innovazione sono assai importanti e consentono alla colonia di svilupparsi, mutando la regione di conseguenza. Attenzione particolare va posta poi al sistema religioso, in quanto focalizzarsi su una divinità specifica permette di ottenere favori e benefici sempre più avanzati…che tuttavia non consentiranno sempre di sfruttare al meglio un determinato territorio.
Il ritmo di gioco di Anno 117: Pax Romana è ipnotico, ben pensato e rende difficile staccarsi dal titolo. A contribuire è poi la resa grafica, migliorata rispetto alla precedente demo. L’armonia delle tonalità mediterranee è sensazionale allo sguardo, mentre la fedeltà storica trova il suo spazio con l’interpretazione delle strutture e dei terreni. Se quindi un Europa Universalis diventa magnetico per certi giocatori a causa della pittoresca mappa di gioco, questo capitolo di Anno ha tutto ciò che serve per essere un gestionale non solo facilmente leggibile, ma soprattutto stupefacente all’occhio.
La profondità da inquadrare di Anno 117: Pax Romana

L’aspetto militare, ovvero la composizione di plotoni e la loro guida in battaglia, non ho potuto provarla abbastanza per capire interamente il funzionamento. Come già detto, il resto di Anno 117: Pax Romana ha occupato parecchio tempo e già reso ammaliante l’intera esperienza. Solo in occasione della recensione finale e quindi della prova più profonda sarà possibile lanciarsi in scontri diretti che, considerata la qualità grafica, sono certo garantiranno uno spettacolo notevole.
Le meccaniche fondamentali sono chiare ma da inquadrare ancora del tutto. Con la versione definitiva, oramai molto vicina, sarà possibile finalmente osservare a tutto tondo l’opera ultima di Ubisoft Mainz che, allo stato attuale, sembra proporsi come un city-builder strategico già maturo, con molto potenziale e che invita alla pazienza. Sia per ricevere il gioco, sia per scoprirlo. E non vedo l’ora.
